Milano: il silenzioso business delle strisce blu in periferia

Zitti zitti, i Comuni creano e disfano le strisce blu in periferia: vedi Milano

27 marzo 2012 - 10:20

Nessuno sa quantificare con precisione quanto incassino i Comuni con le soste a pagamento sulle strisce blu. Idem per le multe contro i trasgressori, e per le cartelle esattoriali contro i ritardatari. Di sicuro, le strisce blu, nate per definire parcheggi a pagamento in centro, in zone di rilevanza urbanistica, stanno invadendo anche le periferie delle città. E con le amministrazioni assetate del denaro degli automobilisti, è una fonte certa di guadagno.

IL CASO MILANO  – In particolare, Paoblog denuncia che, già nel 2010, sono nate migliaia di posti dipinti in periferia est a Milano, con l'impiego di uomini e mezzi, l'installazione di decine di cartelli e la rimozione di altri, e con costi a carico del Comune (ovvero di noi cittadini). Al che, si sono levate le proteste dei cittadini: risultato, niente sosta a pagamento, ma le strisce blu sono rimaste lì, con i loro bei cartelli scoperti ma inattivi. Si era all'epoca della gestione del sindaco Moratti. Dopodiché, con l'attuale Giunta Pisapia, in queste ultime settimane le strisce blu sono state ridipinte e anzi incrementate: nelle vie adiacenti a viale Monza (stazione metro di Gorla) la sosta a pagamento impera, con una tariffa di 0,8 euro l'ora nella fascia oraria dalle alle 13. I relativi segnali stradali sono ridiventati attivi. Bene: in tutto questo creare e disfare e ricreare le strisce blu, come fa l'automobilista a orientarsi? Chi lo avverte? Siamo sicuri che poi non fiocchino le multe per divieto di sosta?

POCA CHIAREZZA – Anche il sito dell'Atm (Azienda trasporti milanesi) riporta informazioni sono confuse: nella schermata dove sono indicate le zone con strisce blu, non si parla di quelle in periferia. Poi, cercando faticosamente, si arriva a queste ultime. Qui nasce un altro problema: il metodo di pagamento. Ipotizziamo che si intenda sostare dalle 10.30 alle 18.30 (8 ore reali, di cui 2,5 a pagamento). Se hai la tessera elettronica, di fatto paghi sino al termine della sosta. Invece, col “gratta e sosta”, devi pagare per 3 ore anziché 2,5. E la tessera elettronica non ti fa (più) pagare il tempo reale di sosta, ma un minimo di 30 minuti, anche se sosti per 10. Inoltre, sui cartelli, non ci sono gli avvisi su dove acquistare il “gratta e sosta”… La soluzione ideale sarebbe quella di installare dei parchimetri: ci arriveremo mai?

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