Milano, ecco i corridoi per la bici

Contro le auto in doppia fila?, il Comune di Milano pensa ai corridoi per le bici

12 settembre 2012 - 6:00

Per ora è solo un progetto di Palazzo Marino per proteggere i ciclisti ed evitare i parcheggi selvaggi?, ma forse nei prossimi mesi verrà attuato: parliamo dello spazio “salvaiciclisti” fra marciapiede e carreggiata, un corridoio per la bici.

PER LA SICUREZZA – L'idea prevede carreggiate più strette, per lasciar spazio alle biciclette sulla destra vicino al marciapiede; mentre a sinistra, verso il centro delle strada, si impedirebbe così la doppia fila. Due risultati con una sola novità, a beneficio della sicurezza stradale: meno incidenti per le bici, e traffico più scorrevole. Al contempo, l'ATM (l'Azienda trasporti milanesi) sta valutando di permettere ai ciclisti di salire sui mezzi pubblici tutti i giorni, tranne negli orari di punta, a partire dall'autunno: oggi sul metrò si viaggia con la bici solo a orari ristrettissimi e nel weekend. Ma queste misure bike friendly, il corridoio per le bici, sono in regola? La risposta è sì, come spiega a SicurAUTO.it Luciano Mattarelli, presidente Anvu (Associazione Polizia locale d'Italia): “Questi corridoi altro non sono che piste ciclabili. Viene ristretta la carreggiata (area destinata alla circolazione dei veicoli, suddivisa in corsie) e si creano tra il marciapiede e la corsia le piste ciclabili. Ovviamente, in questo modo è impossibile parcheggiare in doppia fila: avendo solo spazio per transitare, si bloccherebbe tutta la circolazione, senza possibilità di bypassare. Ricordiamo che, per il Codice della starda, le corsie devono misurare non meno di tre metri di larghezza, quindi è tutto regolare”. Il problema di apertura portiera lato passeggero verrebbe evitato grazie all'abitudine dei passeggeri di controllare che non ci sia un ciclista in arrivo prima di aprire la portiera e scendere; come fa il guidatore prima di uscire dall'auto. Un progetto condivisibile, a patto che poi anche i ciclisti rispettino il Codice della strada, senza circolare sui marciapiede, controsenso, col cellulare in mano.

PIANO – Il corridoio fa comunque parte di un piano più ampio, come annuncia l'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran: “Stiamo studiando la possibilità di far parcheggiare le automobili più verso il centro della carreggiata per lasciare a destra uno spazio per le bici tra marciapiede e auto: questo ridurrebbe anche la sosta in doppia fila, un altro grosso problema che stiamo tentando di risolvere”. E il Comune dà il suo appoggio alla petizione online che il movimento Salvaciclisti ha appena lanciato: il limite di 30 chilometri all'ora in tutte le aree residenziali. “Da ormai troppo tempo – dicono – sosteniamo l'urgenza di un cambiamento delle strade italiane per evitare la strage continua di pedoni e ciclisti. Quasi 3.000 ciclisti e 8.000 pedoni uccisi sulle strade italiane è il tragico bollettino degli ultimi 10 anni di quella che sempre più somiglia a una guerra”. Tutto vero. Però, replica Maran, “non saranno sufficienti i cartelli e i corridoi: occorrono misure infrastrutturali, come dissuasori, dossi, respingimenti agli incroci, riorganizzazione delle soste laterali. Noi stiamo lavorando a una dozzina di quartieri milanesi per dare vita alle zone 30, e credo sia la prospettiva futura per tutte le aree residenziali”.

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