Milano città pro pedone: altre Zone 30

Il Comune di Milano vuole creare altre Zone 30, a tutela dei pedoni

25 marzo 2014 - 6:00

Con il sindaco Pisapia, la mobilità di Milano è in continua evoluzione. Stando a quanto dice il Comune, prosegue la trasformazione di Milano in una città più accogliente e a misura di pedoni e ciclisti, grazie all'approvazione da parte della Giunta di due nuovi progetti definitivi dedicati proprio alla mobilità dolce, che prevedono un insieme di piste ciclabili e Zone 30. Due progetti che vogliono rappresentare un ulteriore e importante tassello del piano di trasformazione pedonale e ciclabile della parte est della città.

LA PRIMA AREA – Il primo provvedimento riguarda l'area tra Porta Venezia e piazza San Babila ed è diviso in due parti. Tra via Palestro e via Senato saranno realizzate due piste ciclabili monodirezionali in sede protetta che estenderanno l'itinerario già esistente, interessando parte della strada e una porzione marginale di marciapiede. Da via Senato a piazza San Babila si creerà invece una Zona 30, con allargamento dei marciapiedi che saranno completamente rifatti con una nuova pavimentazione in lastre di Beola grigia. Il progetto garantisce la salvaguardia delle aree di sosta per il carico/scarico merci. Quest'opera consente, nelle intenzioni del Comune, di trasformare in realtà l'atteso itinerario pedonale che da piazza San Babila porterà chi si muove a piedi a proseguire naturalmente il proprio passeggio verso le attività di corso Venezia. Si rafforza la caratterizzazione di zona a traffico pedonale privilegiato a 30 chilometri orari della Cerchia dei Navigli, che in questo caso prende il via dalle porte di via Senato.

SECONDO PROGETTO – Poi verrà realizzata la Zona 30 sui controviali di viale Romagna, che diventerà un'area dedicata principalmente a pedoni e ciclisti. La carreggiata sarà sopraelevata all'ingresso dei controviali e in corrispondenza di particolari intersezioni. In alcune parti i marciapiedi saranno allargati per rallentare la velocità dei veicoli. Nell'ambito dello stesso progetto si interverrà anche sulle aree verdi del parterre, migliorandone l'accessibilità pedonale e allargandole, come in corrispondenza della scuola elementare con accesso da via Beato Angelico e di fronte alla Casa dello studente. Infine, è prevista la realizzazione di due piste ciclabili (una per lato di marcia) in piazzale Susa per semplificare l'attraversamento della piazza alle biciclette.

SONO UTILI, MA… – In linea generale, le Zone 30 sono utili per migliorare la sicurezza stradale, a favore ovviamente dei pedoni, ma questo solo dentro piccole strade di quartiere. È chiaro che invece, posizionate in ambiti molto estesi, all'interno di grandi strade, sarebbero inutili, e anzi dannose per la sicurezza stradale, oltreché un ostacolo alla circolazione. Secondo uno studio della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale di Londra, negli ultimi vent'anni le Zone 30 hanno evitato almeno 203 morti ogni anno soltanto a Londra: in queste aree a bassa velocità muore solo una persona su 40 di quante coinvolte in collisioni, mentre nelle altre aree ne muore una ogni cinque. “Aumentando il numero di queste zone nella capitale britannica, il numero di vittime risparmiate potrebbe arrivare circa a 700 l'anno”, hanno dichiarato i ricercatori sul British Medical Journal. È però anche vero che, in quanto ai tratti a velocità limitata a 30 km/h, con dissuasori e cunette, Milano ne ha già diversi: perché quel limite viene spesso non rispettato? Semplice: non ci sono agenti di Polizia municipale. Invece, la città è piena di ausiliari della sosta in pieno centro, nonché di telecamere: forse perché così il Comune riesce a fare cassa?

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Multa Roma

Multe Roma: dal 1° novembre 6 nuove telecamere sulle preferenziali

Halloween 2020: come proteggere l’auto dai danni e cosa fare

Incentivi auto elettrica

Incentivi auto Piemonte 2020: fino a 12.000 euro con rottamazione