Milano, asfalto in pessime condizioni

In questi giorni, a Milano, ci sono buche ovunque: guai per la sicurezza

8 marzo 2013 - 7:00

Milano è ridotta a un gruviera: non è una statistica ad annunciarlo, non c'è un comunicato stampa, ma è solo la constatazione dei nostri lettori, che ci hanno inviato diverse segnalazioni in merito.

CON LA PIOGGIA, ESCONO LE MAGAGNE – La pioggia caduta in queste ore a Milano ha reso infatti le strade ancora più pericolose del solito: le buche si moltiplicano, spesso nascoste dall'acqua piovana, e talvolta deve entrare in azione la Polizia municipale per transennare la zona dov'è presente il cartere, con inevitabili rallentamenti per la circolazione. Il risultato è una città caotica per chi va in auto, con strade in diversi punti pericolose, e con le sospensioni delle vetture messe a dura prova. Un rischio anche per la sicurezza stradale, sia di chi va in macchina sia – e ancor di più – di chi va in moto o addirittura in bici. Fra l'altro, la pioggia ha aggravato i guai causati dal gelo degli scorsi giorni, e il dubbio è che la qualità dell'asfalto non sia adatta: è possibile che questi continui rattoppi non siano nient'altro che il preludio a successivi lavori sulla strada? La sensazione è che venga rifatto solo lo strato superficiale, senza toccare quelli sottostanti, che non sostengono a dovere la parte superiore. Senza considerare il pavé dissestato, e i tombini e i binari del tram sporgenti.

LA CULTURA DELLA SICUREZZA – Se è vero – come ricorda l'assessore alla Mobilità di Milano, Maran – a proposito del bike sharing a Milano, che “il cambiamento avviene soprattutto se diventa una sfida culturale, un modo per vivere la città diversamente, rispettando gli altri e assumendo uno stile di vita più sostenibile”; se è vero che “la mobilità, per funzionare, dovrebbe permettere ai cittadini di muoversi liberamente con qualunque mezzo e la bicicletta è anche un simbolo di come una città diventa più accogliente e vivibile”; è altrettanto vero che occorre, pure da parte delle amministrazioni, la cultura della sicurezza: asfalto in ordine, con strade non disseminate di crateri dopo le prime gocce di pioggia.

3 commenti

rita
22:36, 9 marzo 2013

In Alessandria è un macello.
Continuano ad aprirsi le buche, non si fa nessuna manutenzione e si da la colpa alla pioggia al freddo, alla neve,.. quando è palese l'utlizzo di materiali di pessima qualità.wa

Paoblog
11:31, 12 marzo 2013

C'è anche da dire che non solo le strade milanesi sono un gruviera, ma che molto spesso le buche in questione sono sempre le stesse.

Nelle vicinanze di Piazzale Lotto, in una via ad alto traffico, ci sono una serie di buche da anni,che sono sitematicamente rattoppate e sistematicamente dopo qualche settimana (o giorni, se piove) si riformano ed ogni volta sono più larghhe e profonde. Al di là della pericolosità ler auto, moto e ciclisti, resta il fatto che arrivano in superficie numerosi ciottoli, anche grossi ed è facile immaginare cosa potrebbe succedere se ne schizzasse uno sui veicoli in transito o,peggio ancora, su un pedone.
Vedi: http://paoblog.net/2010/12/28/quindicimila-buche-sulle-strade-di-milano/
°°°
detto questo ci sono problematica ulteriori in merito allo spostamento del traffico su vie minori, a causa dei cantieri M5; ad esempio il traffico che transitava davanti allo stadio di SanSiro per poi immettersi su via Harar – Via Novara, ora è dirottato su via Pinerolo. Alcuni tratti sono realmente devastati dalle buche e rendono difficile il transito ed innescano pericolosi, ma inevitabili, zig-zag tra le buche.
°°°
In questi giorni su una buca posta nella stretta curva direzione via Harar, ecco spuntare un cavalletto e relativo segnale; utile solo a costringere le auto ad allargare la traiettoria con l'altissimo rischio di trovarsi davanti l'autobus oppure uno dei soliti idioti che arrivano in velocità ed allargano la curva.

Paoblog
7:35, 15 marzo 2013

Via Harar, nelle vicinanze del cantiere M5 c'erano una serie di buche in prossimità della rotonda provvisoria. Un'anima buona, vien da dire, le ha spalmate di cemento, che a questo punto è sempre meglio di una badilata di asfalto a freddo, destinato a sbriciolarsi in due giorni.

Saranno stati gli operai del cantiere?

Sarà stato un cittadino che si è organizzato per conto suo, come è successo nella via dove lavoro?

D'altro canto è il Comune stesso a lavarsene le mani, come ho raccontato a suo tempo.
Vedi > http://paoblog.net/2013/01/09/milano-27/

P.S. Dimenticavo, questa è la città dell'Expo2015. 😉 Buffoni…

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