Milano a 30 km/h nel quartiere del design: utile per i ciclisti?

A Milano, un'isola a 30 chilometri all'ora grande come tutto il quartiere del design

6 novembre 2013 - 15:10

Rivoluzione a Milano: nel quartiere del design, ossia la zona Solari-Tortona, il Comune sta per creare un'isola a 30 chilometri all'ora. Un cocktail di bassa velocità, alberi, corsie per le bici, stazioni di bike sharing: ingredienti del piano di mobilità dolce che verrà realizzato per aumentare la sicurezza di quel quartiere, elaborato dai cittadini e riadattato poi dal Comune che l'ha fatto proprio. I lavori, ricorda repubblica.it, inizieranno a maggio 2014 e termineranno entro l'avvio di Expo 2015, per un costo di 1,3 milioni.

SULL'ONDA EMOTIVA – Ma perché 30 km/h nel quartiere del design? Forse perché in via Solari, due anni fa, morì Giacomo Scalmani, il ragazzino di 12 anni che in bici, per evitare la portiera di un'auto parcheggiata in sosta vietata, venne travolto e ucciso dal tram che sopraggiungeva alle sue spalle. Sull'onda emotiva di quella tragedia, un gruppo di lavoro (composto da genitori e figli) di quella zona elaborò un piano di riqualificazione. Il Comune ha deciso di adottarlo, apportando qualche modifica. Un progetto diverso da quello della Giunta Moratti, che puntava a una corsia protetta per il tram su via Solari. Anche se l'obiettivo è il medesimo: più sicurezza per pedoni e ciclisti e collegare le scuole con le piste ciclabili.

ZONA 30 ENORME – “La tragedia di Giacomo ha portato molti del quartiere a interrogarsi su come rendere più sicure le nostre strade – commenta l'assessore alla Mobilità, Pierfrancesco Maran -. Il progetto aspetta solo l'approvazione del bilancio: abbiamo individuato le risorse e nelle prossime settimane andremo nel quartiere con i comitati a presentarlo”. Nell'area compresa tra i viali Coni Zugna e Troya (esclusi dal limite dei 30 all'ora, come via Solari), l'asse Valparaiso-Cola di Rienzo e via Tortona verrà creata una grande zona 30. Verrà ristretta la carreggiata in alcuni tratti e saranno installati dissuasori e cunette per indurre le auto a rallentare. Inoltre, verrà vietato il passaggio durante l'entrata e l'uscita dalle scuole elementari di via delle Foppette e medie in via Loira. Previste anche nuove piste ciclabili, di solito in contromano protette. “Il progetto è organico anche se hanno un po' ridotto l'area eliminando dall'obbligo del 30 all'ora via Bergognone e via California – dice Francesco Zaini, coordinatore del gruppo di lavoro con un altro papà, Jayme Fadda -. Siamo preoccupati solo perché assieme dovranno partire anche i lavori per il metrò 4: speriamo non si intasi il quartiere”.

DAVVERO È LA SOLUZIONE? – Va subito evidenziato che, in fatto di divieti, già all'epoca della morte del piccolo Giacomo, l'auto non poteva sostare lì, e sul lato sinistro si potevano aprire le porte della macchina solo dopo essersi accertati che nessuno stesse arrivando: insomma, già all'epoca c'erano obblighi che non venivano rispettati. Se non ci sarà separazione fra la corsia delle auto e quella del tram, lo stesso identico problema potrà proporsi in futuro. Con i marciapiede sempre più larghi, la progressiva riduzione dei posteggi, i continui lavori in corso, i residenti dove parcheggeranno le vetture? Non esistono solo i problemi dei ciclisti, che pure vanno tutelati al massimo: c'è pure chi ha esigenze legate alla sosta notturna, non dispondendo di box privato. In quanto ai tratti a velocità limitata a 30 km/h, con dissuasori e cunette, Milano ne ha già diversi: perché quel limite viene spesso non rispettato? Semplice: non ci sono agenti di Polizia municipale. Invece, la città è piena di ausiliari della sosta in pieno centro, nonché di telecamere: sorge il dubbio che sia un sistema per fare cassa, più che per migliorare la sicurezza stradale. E infine, la semplice idea dell'ex sindaco Letizia Moratti (che pure s'è rivelata disastrosa in materia di traffico e mobilità, si veda anche il flop Ecopass), e cioè la corsia riservata del tram, non sarebbe stata più rapida? Realmente centinaia di chilometri di piste ciclabili – volute dall'attuale sindaco Giuliano Pisapia – miglioreranno la mobilità e la sicurezza di chi va in bici?

1 commento

Paoblog
16:20, 6 novembre 2013

A prescindere che mettereun divieto senza poi darsi da fare perchè sia rispetato è una presa in giro, c'èanche da dire che il bambino era morto a causa dell'apertura improvvisa di un'auto in sosta vietata, che lo avevafatto cadere sui binari. Il modo migliore per evitatare altre disgrazie (evitabili) di questo genere sarebbe quindi colpire duro chi sosta in divieto.
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Per quanto riguarda i 30 kmh., o resto della mia idea, già espressa più volte e che per comodità copio in sintesi?
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Secondo me il limite dei 30 kmh in città rischia di creare più danni che vantaggi. Ovviamente ipotizzando che ci siano i controlli del caso (penso ad impianti fotografici & C). Perchè se si tratta solo di seminare cartelli in giro per la città e poi lasciare che le cose vadano come capita, va da sè?
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Mi sta a cuore la sicurezza ed anche l'ambiente e faccio il possibile per ridurre il mio impatto sull'ambiente, però ci vuole anche un pò di logica.
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Quando uso la Toyota (diesel), giro in città in 5a, a 1000 giri ovvero sul filo dei 40-50 kmh. Eliminando eventuali situazioni d'emergenza, che non sono prevedibili, non mi sono mai trovato in difficoltà.
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Però per procedere a 30 kmh, la 5a me la scordo, ma anche la 4a. Ho fatto qualche prova in questi giorni, di fatto sarei costretto ad usare la 2a e la 3a e tanti saluti ai consumi.
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Con la Smart, stesso discorso. Per andare a 50 kmh, se tengo il piede di velluto, calibrando al meglio il cambio automatico, riesco a mantenere la 4a, ma con i 30 kmh?
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Anche se di primo acchito sembra un controsenso, resta poi da considerare il rischio maggiore che si ha nel dover rispettare una velocità così bassa, in quanto di fatto si è costretti a controllare spesso il tachimetro, distogliendo lo sguardo dalla strada. Il che non è un bene.
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Ovviamente il mio ragionamento si basa sulla mia condotta di guida. Essendo abituato ad usare il buonsenso, va da sè che se le condizioni del traffico (e la sicurezza) richiedono una velocità più bassa deicanonici "50?, io mi adeguo, senza che obbligatoriamente qualcuno mi dica devi guidare più piano.
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Ma sappiamo che nel Belpaese il buonsenso, la civiltà ed il rispetto dell'altro, sono latitanti da anni. Tuttavia sarebbe il caso di educare gli incivili, piuttosto che porre limiti sempre più stretti agli altri complicando non poco la loro guida.
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Sebbene il limite di 30 kmh in centro non mi riguardi, visto che quando devo andare in centro parcheggio ai confini e poi mi muovo a piedi, resto dell'idea che sia una cosa ingestibile, interessante forse sulla carta, ma siamo in Italia e già percorrere le strade cittadine a 50 kmh (!) crea spesso situazioni di rischio per chi vorrebbe rispettare il limite.
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Basti pensare al rischio di tamponamento continuo al solo fermarsi al giallo del semaforo, che sia controllato o meno dal T-red, oppure per dare la precedenza ad un pedone?.
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Gli interventi logici sulla viabilità servono, ma serve anche dell'altro. Tempo fa ero fermo ad un semaforo, con fuori la freccia a sinistra. Accanto a me, sulla destra, una ragazza in bicicletta, con le cuffiette dell'Mp3 ed un bicchiere di CocaCola con cannuccia, in mano.
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Scatta il verde e parto, iniziando la svolta a sinistra, quando la bicicletta mi passa davanti, con andatura lenta ed a zig-zag, che guidare con una mano sola e bevendo non è il massimo.
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Non andavo a 50 kmh. e neanche a 30 kmh. ma il rischio di contatto c'è stato ugualmente, perchè la ciclista non ha rispettato nè il Codice nè il buonsenso.
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Secondo me il problema è tutto qui ed è ovviamente applicabile a chiunque, che abbia 2, 3 o 4 ruote o si muova a piedi. Mancano educazione e rispetto. Avessimo l'educazione civica, avremmo già risolto?

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