Michelin Pilot Alpin e Latitude Alpin

Michelin presenta la nuova gamma di pneumatici invernali Michelin Pilot Alpin e Latitude Alpin. Ecco come si comportano

3 marzo 2012 - 16:00

Con il freddo, la neve e l'asfalto viscido, la sicurezza di guida diventa un fattore determinante per i consumatori europei. Se durante la stagione calda i clienti interpellati da Michelin confessano di concedersi qualche emozione in più alla guida, d'inverno, quando l'asfalto diventa freddo, ghiacciato o bagnato, la priorità assoluta diventa la sicurezza. Partendo da questo presupposto Michelin ha studiato, progettato e lanciato sul mercato i sui due nuovi pneumatici invernali: il Michelin Pilot Alpin (PA4), dedicato alle vetture più sportive; e il Michelin Latitude Alpin (LA2), studiato specificatamente per le vetture 4×4.

Att.ne!!!  Volete conoscere davvero tutto sugli pneumatici invernali e le catene da neve? Dalle norme del Codice della Strada alle domande più frequenti? Allora leggete questo interessante articolo: Pneumatici invernali e catene da neve: la guida completa

UN MERCATO CHE CRESCE DEL 50% – Se sino a qualche anno fa gli pneumatici invernali venivano snobbati da buona parte degli automobilisti (esisteva ancora la convinzione che fossero semplicemente pneumatici “da neve”), grazie alle numerose campagne di comunicazione avviate dalle stesse associazioni dei produttori, vedi Assogomma in Italia, alle nuove leggi introdotte nei vari paesi europei, nonché ad una migliore circolazione delle informazioni (specialmente tramite il web), oggi questo settore cresce a doppia cifra. Se negli ultimi 3 anni il mercato degli pneumatici in Europa è salito generalmente del 10%, passando da 259 milioni di pezzi venduti nel 2009 a 286 milioni nel 2011, parallelamente il settore degli pneumatici invernali è cresciuto del 50%. Così facendo, uno pneumatico su tre venduto in Europa oggi è “invernale”, e circa il 10% di questi è uno pneumatico specifico per veicoli ad alte prestazioni e 4×4 (settore cresciuto del 82% in tre anni).

LA SICUREZZA? IL PRIMO FATTORE – Il 70% degli automobilisti europei oggetto del sondaggio ha dichiarato di “voler potere contare sulla massima sicurezza possibile” durante la stagione fredda e il 92% di questi è convinto che siano proprio “gli pneumatici a fare la differenza d'inverno”. Dal sondaggio emerge anche che, per scegliere gli pneumatici giusti, il 50% dei clienti utilizza abitualmente internet, indice del fatto che l'informazione libera e i forum sui pneumatici abbiano ormai un ruolo determinante nell'orientamento dei consumatori.

MA ANCHE MOBILITA' E CONTROLLO – A cosa serve uno pneumatico più sicuro della concorrenza, magari ottimo in frenata, se poi non è in grado di assicurare un'adeguata mobilità ai propri clienti? A nulla. E' questo che avranno pensato i tecnici Michelin durante la progettazione dei loro nuovi Pilot Alpin PA4 e Latitude Alpin LA2 (riconoscibili dai precedenti modelli solo dalle piccole sigle presenti sul fianco). Quando l'asfalto diventa innevato o ghiacciato la trazione diventa fondamentale. Senza un'adeguata motricità il rischio di rimanere “piantati” è concreto, anche a bordo di un costoso, quanto imbarazzante, 4×4. Ma anche l'aderenza laterale, quindi il controllo e il feeling di guida, è un altro elemento da non trascurare. Michelin dichiara di aver bilanciato al meglio tutti questi fattori prima aver iniziato la produzione dei due nuovi pneumatici invernali.

MESCOLA E BATTISTRADA RINNOVATI – Per ottenere tutto ciò i nuovi Michelin Pilot Alpin e Michelin Latitude Alpin nascondono alcuni segreti: un disegno del battistrada ancora più scolpito (+135% di intagli nel Pilot Alpin e +75% nel Latitude Alpin) per riuscire a trattenere meglio la neve e quindi avere più grip (l'attrito neve/neve è maggiore di quello neve/gomma); un aumento degli “spigoli” (+74% nel Pilot Alpin e +40% nel Latitude Alpin) utile per rendere più piccoli, e quindi più rigidi, i tasselli del battistrada. Quest'ultima scelta elimina l'effetto “galleggiamento” cui le gomme invernali, dotate di tasselli più flessibili a causa dell'alto numero di intagli, possono essere soggette durante la guida autostradale su asfalto asciutto (fenomeno registrato da qualche consumatore anche nel precedente Pilot Alpin PA3); l'uso di lamelle autobloccanti (chiamate “StabiliGrip”) che contribuiscono alla rigidità ottimale dei tasselli per una migliore precisione di guida; e infine, una nuova mescola (definita HelioCompound 3G) che, attraverso un mix segreto di silice e olio di girasole, permette alle gomme di conservare l'elasticità anche alle basse temperature, caratteristica che migliora l'aderenza su ghiaccio e strada bagnata.

TEST MICHELIN PILOT ALPIN – A bordo delle numerose vetture messe a disposizione dall'organizzazione e grazie ai variegati scenari ricreati presso una pista dedicata abitualmente per la guida sicura, abbiamo messo a dura prova i nuovi pneumatici francesi dedicati alle vetture performanti. Sia sull'asfalto asciutto o umido che sull'insidioso mix neve/ghiaccio (temperatura est. 4°), la risposta dello sterzo ci ha colpito per sincerità e precisione. L'auto si inserisce bene in curva e anche dando molto gas in uscita, la trazione si mantiene ottima. Gli oltre 500 cavalli della Mercedes Classe E AMG e i 400 cavalli della nuovissima Porsche 911 Carrera S, tenuti a bada dall'ESP in modalità sportiva, vengono scaricati a terra senza esitazioni. La trazione è fluida e progressiva senza che l'ESP sia costretto a fastidiosi, quanto improvvisi, tagli di potenza. Ma è nella tenuta laterale e nella frenata che le gomme Michelin danno il meglio di sé; arrivando forte in inserimento o provocando un sovrasterzo, grazie ai trasferimenti di carico, basta poco per tornare subito in traiettoria. Il tutto mentre si sta guidando su neve e ghiaccio. Solo sulla Porsche 911, che abbiamo potuto guidare con i Pirelli Sottozero, l'inserimento in curva con i pneumatici italiani appare più preciso (c'è meno sottosterzo), fenomeno forse dovuto al diverso disegno del battistrada. Infatti, solo per il Pilot Alpin omologato Porsche (contraddistinto dalla sigla N0) Michelin ha studiato e realizzato, con la collaborazione degli stessi ingegneri Porsche, un battistrada specifico di tipo simmetrico, al contrario del disegno direzionale presente sui Pilot Alpin per vetture normali. Per il resto il comportamento dello pneumatico specifico per Porsche è lo stesso dei Pilot Alpin PA4.

TEST MICHELIN LATITUDE ALPIN – Dopo i classici test dinamici si passa alla prova più impegnativa e suggestiva di tutta la giornata: un giro “total off road” in mezzo ai boschi innevati della periferia di Riga. Ad attenderci c'è una fiammante Range Rover Evoque equipaggiata con 4 Michelin Latitude Alpine. Grazie ai nuovi pneumatici invernali e all'ottimo sistema Terrain Response, muoversi in mezzo ai boschi, con salite e discese molto impegnative, anche per noi neofiti dell'off road diventa una passeggiata. Una sensazione di libertà di movimento che, se non fosse per il paesaggio inconsueto e la neve alta, sembrerebbe quella di tutti i giorni. Anche nelle ripide salite e nelle discese vertiginose incontrate durante il tracciato, le gomme hanno mantenuto un ottimo grip e ci hanno trasmesso sempre un buon feeling di guida, senza mai metterci in condizioni di pericolo. Un test che ci ha piacevolmente sorpreso, sia per le caratteristiche delle gomme Michelin sia per l'agilità dimostrata dall'Evoque, vettura che sembrava più studiata per l'uso di tutti i giorni che non per un vero off road. A proposito di uso giornaliero, anche sull'asfalto asciutto o leggermente umido, che abbiamo percorso al rientro verso l'hotel, le Latitude Alpin non fanno rimpiangere la guida confortevole e silenziosa delle gomme estive. Caratteristiche non semplici da trovare nelle gomme invernali, spesso rumorose o con scarsa tenuta su asfalto asciutto. A differenza del Pilot Alpin, nel Latitude il lavoro di sviluppo si è concentrato anche sulla robustezza (offre una superiore maneggevolezza anche in presenza di carichi pesanti e dimostra grande resistenza agli urti laterali).

I TEST INDIPENDENTI – Al di là delle nostre impressioni è importante ricordare che il TUV SUD, autorevole ente indipendente tedesco, ha comparato gli pneumatici Michelin con vari prodotti della concorrenza. Per tutti i competitor sono stati scelti i modelli più recenti, tuttavia nella documentazione messa a disposizione per la stampa non vi sono riportati i nomi. Noi abbiamo potuto appurare che, in un test di frenata a 50 km/h su ghiaccio e neve compatta, gli pneumatici Michelin frenano in media 3 metri in meno dei modelli Dunlop Winter Sport 4D e Continental ContiWinterContact TS 830. I risultati dei test del TUV SUD li trovate nella gallery dedicata. Ricordate che ogni metro risparmiato in frenata può fare la differenza tra un brutto spavento e un incidente.

Att.ne!!!  Volete conoscere davvero tutto sugli pneumatici invernali e le catene da neve? Dalle norme del Codice della Strada alle domande più frequenti? Allora leggete questo interessante articolo: Pneumatici invernali e catene da neve: la guida completa

1 commento

sicurezza
21:23, 3 marzo 2012

Sarà stata una stupenda esperienza tecnica e professionale. Complimenti!!!!!!!!!!!!! Io monto Michelin sulla mia Stilo. Le reputo molto sicure e professionali.

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Auto elettriche: in Germania il crollo peggiore di tutta l’Europa

Noleggio autobus con autista: servizi, prezzi e preventivo gratis

Move-In Emilia Romagna

Move-In Emilia Romagna: come funziona dal 1° gennaio 2023