Metà delle multe alla sicurezza: il Governo Letta spinge

Il 50% dei proventi delle multe andrà investito per la sicurezza stradale: c'è uno schema di decreto in preparazione

17 ottobre 2013 - 6:00

Il Codice della strada italiano non trova pace, tra riforme annunciate e abortite, piccole modifiche, e idee dei parlamentari spesso lanciate un po' a casaccio (vedi le sanzioni in base alla cilindrata). Adesso, è la volta di uno schema di decreto in preparazione che riguarda i proventi delle multe: il 50% dei proventi dei verbali, secondo questa possibile futura regola, andrà investito per la sicurezza stradale e per interventi urbani che favoriscano la nuova mobilità. In realtà, ora la norma già c'è, ma non viene rispettata dagli enti locali, perché non ci sono controlli a loro carico, e non è possibile avere il rendiconto preciso di quanto incassato e investito. In futuro, se la norma diverrà realtà, gli enti locali potranno essere maggiormente controllati.

PREMI E SANZIONI – Il sottosegretario Erasmo D'Angelis, rispondendo in commissione Trasporti della Camera all'interrogazione, con primo firmatario la parlamentare Deborah Bergamini, ha annunciato che ''il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha predisposto lo schema di decreto, ora in fase di valutazione con il ministero dell'Interno. C'è la necessità di fornire un modello unico di rendicontazione delle risorse provenienti dalle sanzioni per violazioni del Codice, che consenta di premiare gli enti virtuosi e sanzionare quelli che risultano inadempienti''. Quindi, si avrà sia la rendicontazione sia un sistema di premio e sanzione, a seconda di come gli enti locali utilizzeranno i soldi delle multe.

TUTTO CON PRECISIONE – Il modello dovrà evidenziare l'ammontare complessivo dei proventi, distinti tra violazioni al Codice della strada in generale e quelli derivanti da violazioni dei limiti massimi di velocità. Questi ultimi, a loro volta, dovranno essere suddivisi in proventi di intera spettanza dell'ente locale, proventi derivanti da attività di accertamento eseguito su strade non di proprietà dell'ente locale, da ripartire al 50%, e proventi derivanti da attività di accertamento eseguito su strade proprie da parte di organi accertatori dipendenti da altri enti locali. “All'interno della riforma del Codice della strada renderemo finalmente operativa – ha precisato D'Angelis – una norma specifica: prevede che il 50% dei proventi derivanti dalle multe sia investito per la sicurezza stradale e per interventi urbani che favoriscano la nuova mobilità, come aree 30 km/h, zone pedonali e piste ciclabili, interventi per la sicurezza in particolari condizioni meteorologiche''.

QUESTIONE VECCHIA E IMPORTANTE – Infatti, come SicurAUTO.it ha più volte evidenziato, è davvero difficile capire dove vadano a finire i proventi delle multe. Nel 2011, la Fondazione Luigi Guccione ha chiesto ufficialmente a 15 grandi città informazioni sull'entità e sull'utilizzo dei fondi incassati per le infrazioni al Codice della strada. Il Codice stesso, all'articolo 208, prevede che il 50% delle somme ricavate da sanzioni per violazioni comminate dai funzionari di comuni, province e regioni debba essere destinato al miglioramento della sicurezza stradale nel territorio di questi stessi enti, i quali dovrebbero investire il denaro nell'adeguamento della segnaletica, nella manutenzione della rete viaria di competenza, nell'acquisto di nuovi dispositivi e nelle attività formative nel settore dell'educazione stradale. Le 15 città interpellate sono Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino, Trieste, Venezia e Verona. Ebbene, di queste, soltanto Cagliari, Trieste e Venezia hanno risposto al quesito inviando i dati richiesti, e per questo sono state ringraziate dalle tre organizzazioni. Altre quattro città, cioè Bologna, Genova, Napoli e Roma, hanno rpromesso che invieranno i dati, ma evidentemente lo faranno in ritardo rispetto ai termini stabiliti per legge. Le rimanenti otto città, invece, non hanno inviato alcuna risposta, neppure dilatoria. Senza contare che la legge 120/2010, articolo 25, che riforma il Codice della strada, è chiara: prevede la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli enti proprietari delle strade. Perché venga applicata, occorre un decreto ministeriale attuativo, che però ancora non si vede all'orizzonte. Sta tutto scritto in una nota interpretativa dell'Anci (l'Associazione nazionale Comuni italiani) del 5 giugno 2012. Alla fine, i Comuni vincono facile, visto che hanno temuto sin da subito la norma della legge 120/2010: col Decreto attuativo, avrebbero perso metà degli incassi. Invece, il regolamento necessario slitta come minimo a fine 2013, e così trascorrono tre anni senza che la norma venga resa effettiva. L'obiettivo della legge “dimenticata” è evitare che i Comuni facciano cassa sulle pelle degli automobilisti, piazzando le macchinette solo per ripianare le casse esauste delle amministrazioni; e mira a garantire più fondi agli enti proprietari delle strade perché migliori la sicurezza. Vediamo fin dove riuscirà a spingersi adesso il Governo Letta.

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