Mercato auto: miracolo, una stima positiva

Il Centro Promotor parla di un +10% nel 2013 per il mercato auto in Italia

5 dicembre 2012 - 7:16

Non vi sembrerà vero, ma esistono anche le buone notizie, seppure in un periodo di crisi nera come questo: dopo un novembre drammatico per il mercato auto in Italia, il Centro Studi Promotor GL events ritiene possibile un +10% di vendite nel 2013.

COME NEL 1979 – Secondo i dati diffusi dal Ministero dei Trasporti, in novembre sono stati immatricolate in Italia 106.491 auto con un calo rispetto allo stesso mese del 2011 di 20,1%, a conferma della gravità della situazione del mercato automobilistico che in seguito alla caduta delle immatricolazioni in atto dall'aprile 2010, cioè dalla fine degli ultimi incentivi alla rottamazione, si attesterà nell'intero 2012 su un volume di immatricolazioni di circa 1.400.000 unità: un livello analogo a quello del 1979, con un calo sui volumi del periodo ante-crisi del 44%. Ma, secondo il Centro Studi Promotor GL events (alla conferenza stampa d'apertura del 37° Motor Show di Bologna), nella seconda metà del 2013 potrebbe però delinearsi una modesta ripresa delle vendite che potrebbero attestarsi a fine anno a quota 1.550.000 unità, con un incremento sul 2012 intorno al 10%. Il possibile recupero nel 2013 potrebbe essere dovuto a un miglioramento del clima di fiducia che potrebbe verificarsi se, dalla consultazione elettorale di primavera, uscisse una soluzione in grado di rassicurare non solo i mercati finanziari, ma anche i consumatori italiani.

OSSIGENO – Il moderato recupero del mercato dell'auto nel 2013 rappresenterebbe una boccata di ossigeno per il settore, ma il risultato sarebbe ancora molto lontano dai livelli ante-crisi. Ma cosa servirebbe per tirarsi su davvero? Il Centro Promotor occorre che la politica della zona euro privilegi non più le esigenze della finanza, ma soprattutto quelle dell'economia reale, uniformandosi alle politiche in atto nel resto del mondo ed in particolare negli Stati Uniti. Ecco l'invito al Governo Monti e al futuro Esecutivo che prenderà le redini del Paese.

FEDERAUTO – Intanto, i concessionari, rappresentati da Federauto, attaccano: “In termini di fatturato valiamo 12 volte l'Ilva di Taranto – detto con il massimo rispetto per quella realtà industriale – ma in pochi sembrano accorgersi dei disincentivi che si sono abbattuti sul mondo degli autoveicoli, e quindi sui cittadini”. Parole del presidente, Filippo Pavan Bernacchi. Che prosegue: “Rispetto a 20 anni fa, la benzina è cresciuta del 170%, i costi assicurativi del 202%, i pedaggi autostradali del 198%. E come se non bastasse, la detraibilità-deducibilità delle auto aziendali – al 40% sino a un anno fa – si è ulteriormente ridotta al 27,5% e passerà addirittura al 20%, mentre nel resto dell'Europa è salda al 100%. Per effetto della contrazione dei volumi nel 2012 il 65% dei concessionari chiuderà in perdita. Occorre un nuovo patto, un nuovo pacchetto di regole tra Costruttori e concessionari. Occorre cambiare perché oggi sembra che la profezia dei Maya valga soprattutto per chi fa il nostro mestiere”. Quindi, la polemica sui bonsu statali: “Come mai, se gli incentivi sono ritenuti una distorsione del mercato, è finanziato il fotovoltaico con svariati miliardi di euro? E perché l'Europa si accinge a varare un piano di incentivi per i costruttori alla voce 'ricerca e sviluppo'?”.

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