Mercato auto Italia, si torna in positivo: +4,4% a luglio

Con 152.393 immatricolazioni a luglio, il mercato auto italiano fa segnare una nuova crescita. Tra le alimentazioni, solo il diesel rimane in negativo

Mercato auto Italia, si torna in positivo: +4,4% a luglio
Finalmente il mercato auto italiano torna a sorridere. Dopo due mesi e il primo semestre 2018 chiusi in negativo (qui puoi leggere tutti i dati), a luglio si rivede il segno + per una crescita di 4,42 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2017 grazie alle 152.393 immatricolazioni totali. Anche se parte del merito va attribuita al calendario e a un giorno in più a disposizione, in generale tutte le alimentazioni vanno in positivo eccezion fatta per il diesel che continua ad accusare la crisi. In relazione ai segmenti c'è giustamente un dominio di FCA, che oltre a crescere del 3,4% arriva a detenere circa il 50% di quota nel mercato delle superutilitarie con soli due modelli e quasi un quarto nel settore dei SUV. Ma gli italiani si dimostrano anche più "motorizzati" rispetto al resto d'Europa: 625 auto ogni 1000 abitanti con un tasso di crescita nel triennio 2013-2016 superiore ad altri grandi mercati.

IL DIESEL RIMANE INDIETRO 

Il rialzo del 4,42% e le alle 152.393 immatricolazioni del mese di luglio hanno portato i volumi totali del 2018 ad 1.273.730: buoni ma ancora leggermente inferiori rispetto ai primi sette mesi del 2017 (-0,7%). Stringendo il focus sul mercato per alimentazioni sono stati registrati numeri in positivo in tutti i settori tranne che in quello del diesel, ma sono quelle alternative che più hanno sorpreso: +29% nel solo luglio e + 17% nel cumulato, toccando una quota di mercato del 15,9%, la più alta da dicembre 2014 (+18,8%). Nello specifico il GPL fa segnare un +9% nel mese (ma -3% nel cumulato) e il metano addirittura +67% (e +61%) rispetto al luglio 2017. Molto bene anche le auto ibride, cresciute del 48% a luglio e del 33% nel cumulato, e soprattutto le elettriche aumentate rispettivamente del 400% e del 152% facendo segnare i numeri più alti di sempre; insieme ibride ed elettriche raggiungono un altro record: per la prima volta superano la soglia del 5% nella quota di mercato. Infine veniamo alle motorizzazioni "classiche": il benzina contribuisce al trend positivo generale con il suo +11% di luglio e una quota di mercato rimasta stabile al 33,3% (+0,1% su giugno), al contrario il diesel cala del 5% e la sua quota scende al 50,8% - ma rimane il preferito tra le auto aziendali come puoi vedere.

FCA REGINA COME SEMPRE 

I dati diffusi dall'ANFIA rivelano anche che nel mese di luglio c'è stata una crescita per i marchi nazionali pari al 28%, con 42.649 unità vendute e il 28% di quota di mercato. Ovviamente la quasi totalità appartiene al Gruppo FCA che in totale fa registrare 42.107 immatricolazioni (+3,4%) e una quota mercato del 27,6%, soprattutto grazie alla crescita di Jeep (102,2%) e Alfa Romeo (+44,2%) - in memoria di Marchionne, scopri gli otto momenti più importanti della sua carriera. Nelle analisi per segmenti infatti troviamo al primo posto ancora la Fiat Panda e al secondo la Fiat 500, che insieme ottengono quasi la metà del mercato totale di luglio delle superutilitarie. La Fiat Tipo è la preferita dagli italiani tra le vetture medie-inferiori e tra i SUV si registra un dominio incontrastato di FCA: Fiat 500X, Jeep Compass e Jeep Renegade nelle prime tre posizioni dei più venduti, e Alfa Romeo Stelvio in cima alla classifica dei SUV medi (anche in Europa i SUV sono sempre più acquistati, guarda qui i numeri). In una panoramica più ampia, ci sono ben sette modelli italiani nella top 10 delle auto più vendute in Italia, dove la Fiat Panda e la Fiat 500 X si confermano ai primi due posti sia per quanto riguarda il mese di luglio che per tutto il 2018.

PIÙ AUTO PER GLI ITALIANI 

Contemporaneamente altri numeri rivelano che nel periodo 2013-2016, nonostante momenti di crisi ci sia stata una crescita del tasso di motorizzazione in Italia. Le auto in circolazione contate ogni 1000 abitanti sono passate infatti da 608 a 625 in tre anni, un aumento del 2,8% risultato più alto di quello della Germania (+2,2%) e della Francia (andata in negativo, -3,8%). Tutta la nostra penisola ha fatto registrare aumenti, il picco c'è stato nel Nord-Est (+5,4%), seguito dal Centro Nord (+2,9%), dal Mezzogiorno (+2,6%) e dal Nord Ovest (2,3%); più contenuta ma comunque in positivo la crescita del 1,3% relativa al Centro Italia.

Pubblicato in Attualità il 03 Agosto 2018 | Autore: Redazione


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