Mercato auto Italia, nel 2013 bene utilitarie e crossover

La somma dei segmenti A e B supera il 60%, ma i giovani hanno sempre più difficoltà nel comprare auto

22 gennaio 2014 - 11:35

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta del mercato dell'auto italiano, con l'analisi delle tendenze che hanno caratterizzato il 2013. Il progressivo downsizing di carrozzerie e motorizzazioni è evidente e ha portato a una riduzione media di 5,4 g/km del livello di emissioni. I segmenti delle utilitarie (A+B) totalizzano una quota del 60%, con una crescita anche in volumi del segmento B (+0,4%), ma il trend si riflette anche negli altri segmenti come effetto migrazione verso quelli inferiori a causa del lancio dei nuovi modelli. Anche nel 2013 è proseguito il forte calo delle vetture dei segmenti E ed F a causa della fiscalità penalizzante, mentre il dato delle tipologie di carrozzeria vede le berline con una quota poco sotto il 60%. Continuano a crescere i Crossover, giunti al 10,8% di quota e sembrano anche in grado di attrarre un'utenza tipica del segmento fuoristrada, che perde qualche punto di così come le Station Wagon. In crescita anche i piccoli monovolume, passati dal 5 al 7%.

I CANALI DI VENDITA – Il calo delle vendite ai clienti privati, scesi negli ultimi quattro anni dal 71,7 al 63,8%, è il risultato tangibile dell'aumento del carico fiscale sulle famiglie, dell'aumentata difficoltà di accesso al credito e delle difficoltà occupazionali, soprattutto tra i giovani. Nello stesso intervallo di tempo le vendite alle società sono salite dal 15 al 18,3%, così come le immatricolazioni effettuati dagli operatori di noleggio che sono cresciute dal 13,3% del 2012 al 17,9 % del 2013, dopo aver toccato il 18% nel 2012. In tutto questo, la quota delle auto aziendali in Italia è molto più bassa che negli altri quattro principali mercati europei; è il risultato delle politiche fiscali molto diverse rispetto agli altri Paesi. Infatti da noi si può ammortizzare solo il 20% su un valore massimo di 18.076 €, mentre l'IVA è detraibile al 40%, mentre in Spagna, Germania, Gran Bretagna e Francia si può detrarre e ammortizzare il 100%, con una deducibilità illimitata nei primi due casi e di 18.300 € nei secondi due.

I GIOVANI NON COMPRANO PIU' – La crisi economica si riflette anche sulle fasce di età, crescono infatti quelle over 45 (dal 9 al 15%) in ragione di una situazione finanziaria e lavorativa più stabile, mentre i giovani (18-29 anni) ed i giovani maturi (30-45 anni) calano rispettivamente dal 13 al 8,3% e dal 41 al 32,3% a conferma delle maggiori difficoltà nell'affrontare i costi di un'auto e l'accesso al credito. Diminuiscono anche gli uomini che acquistano auto, passati dal 63,4% del 2005 al 59,8% del 2013.  Gli alti costi di gestione delle vetture hanno determinato anche una drastica e progressiva riduzione delle percorrenza medie, scese del 21% solo nell'ultimo anno e dei consumi di carburante, calati del 4%.

AREE GEOGRAFICHE STABILI – Le immatricolazioni per aree geografiche riflettono anche nel 2013 la mutata normativa sull'IPT variabile che ha privilegiato le regioni e le province a Statuto Speciale che hanno potuto mantenere il precedente assetto. Si è stabilizzata la migrazione di immatricolazioni noleggio dal centro prevalentemente verso l'area del Nord Est, con un' importante perdita di gettito IPT nelle province maggiormente interessate (in particolare Roma).

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