Mercato auto: Italia e Francia le peggiori d'Europa

Partenza negativa per il mercato europeo dell'auto. Contrazione media del 6,6% a gennaio: -21% Francia e -17% l'Italia

17 febbraio 2012 - 7:00

Il mercato europeo dell'auto apre il 2012 ancora in flessione totalizzando a gennaio 1.003.313 immatricolazioni, il 6,6% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno (1.073.889). Questi i dati diffusi ieri dall'ACEA, l'associazione europea dei produttori d'auto, e riferiti al complesso dei Paesi dell'Unione Europea allargata.

GENNAIO DELUDENTE – “Apertura d'anno non facile per il mercato europeo dell'auto, nonostante gennaio 2012, facendo una media tra i vari Paesi, abbia beneficiato di un giorno lavorativo in più rispetto a gennaio 2011 – ha dichiarato Guido Rossignoli, Direttore Generale ANFIA. La situazione rimane critica, se si considera che, secondo le stime di Eurostat, nel quarto trimestre 2011 il PIL nell'Eurozona e nell'Ue è tornato negativo con un calo dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. I mercati italiano e francese replicano la caduta a due cifre dello scorso dicembre, mentre Germania e Regno Unito rimangono sui livelli di gennaio 2011 – con la Germania (-0,4%) sempre in testa alla classifica in termini di volumi – e la Spagna (+2,5%), grazie agli effetti di calendario, riporta una lieve crescita dei volumi rispetto a un anno fa. Non siamo ancora usciti dalla crisi economica: permangono, quindi, le preoccupazioni già espresse per l'andamento del mercato nell'anno in corso”.

ITALIA – Il mercato italiano riporta a gennaio una contrazione del 16,9% rispetto allo stesso mese del 2011 (137.119 vs 165.073 unità), attestandosi su livelli di mercato così bassi che non è più sufficiente risalire al triennio critico 1993-1996, ma occorre spostare il termine di confronto ancora più indietro, a inizio anni ottanta. Secondo i dati ISTAT, a dicembre 2011 il tasso di disoccupazione in Italia si è attestato all'8,9% (+0,8% rispetto a dicembre 2010) e il tasso di disoccupazione giovanile è arrivato al 31% (+3% rispetto all'anno precedente). E' chiaro che anche l'andamento del mercato del lavoro ha un peso rilevante sulle prospettive del reddito delle famiglie e quindi della spesa per i consumi, specialmente quando si tratta di beni durevoli come l'automobile.

FRANCIA – Analizzando gli altri major markets, il calo più significativo nel mese è quello registrato dalla Francia: -20,7%, con 147.057 immatricolazioni.

GERMANIA – La Germania totalizza 210.195 immatricolazioni a gennaio (-0,4%), mantenendosi sugli stessi livelli di gennaio 2011 (211.056 unità immatricolate). L'Associazione tedesca dei Costruttori VDA sottolinea che si tratta di livelli di mercato del 5% superiori alla media dell'immatricolato per questo mese negli ultimi 5 anni.

MERCATO UK – Anche il mercato inglese rimane stabile a gennaio 2012 rispetto allo stesso mese del 2011, totalizzando 128.853 immatricolazioni. L'Associazione inglese dei Costruttori SMMT commenta positivamente questo segnale di stabilità in un contesto economico ancora incerto e rivede le previsioni di chiusura d'anno a 1,92 milioni di immatricolazioni (-1,1% sul 2011). La congiuntura economica rimarrà debole nel 2012, ma il lancio di nuovi e più efficienti modelli di vetture dovrebbe supportare le vendite nel corso dell'anno, mentre per il 2013 si attende una crescita del mercato a 1,98 milioni di immatricolazioni.

SPAGNA – La Spagna, infine, registra un incremento delle immatricolazioni del 2,5% a gennaio, per un totale di 54.961 unità, grazie agli effetti di calendario (1 giorno lavorativo in più a gennaio 2012 rispetto a gennaio 2011). Volumi che, comunque, sono allineati a quelli del 1995.

MENO CO2 – Grazie all'applicazione del bonus/malus imposto dalla commissione europea, a gennaio 2012 le vetture immatricolate con emissioni di CO2 inferiori a 105 g/km rappresentano il 16,6% del totale immatricolato, contro il 10,7% di un anno fa; le vetture con emissioni tra i 106 e i 140 g CO2/km rappresentano il 66,8% contro il 71,4% di un anno fa e le vetture con emissioni superiori ai 141 g/km, il 16,5% contro il 18% di un anno fa.

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