Mercato auto Italia a dicembre 2011: -15%

Discesa senza fine per il mercato auto in Italia: lo scorso dicembre, -15%. Un 2011 durissimo: 1.748.143 unità in calo del 10,9%

4 gennaio 2012 - 9:00

Nessuno si attendeva risultati positivi, comunque il -15% del mercato auto in Italia nel dicembre 2011 sull'analogo mese del 2010 impressiona ugualmente: 111.212 auto vendute. “Si chiude un anno particolarmente difficile per il settore auto nel suo complesso che, con 1.748.143 unità immatricolate, evidenzia una flessione del 10,88% sul 2010 e torna indietro di ben 15 anni ai livelli del lontano 1996”: è il commento di Gianni Filipponi, direttore generale dell'Unrae (Case estere). Male il gruppo Fiat con una flessione del 13,4% (514.500 immatricolazioni).

FAMIGLIE SQUATTRINATE – I privati, ossia le famiglie, chiudono l'anno con una quota di mercato ai minimi storici: 66,3% del totale, rispetto a una media del 77,4% degli ultimi 20 anni (1990-2010). Questo equivale a dire che i papà e le mamme non hanno denaro per comprare una macchina nuova: né una vettura di famiglia né un veicolo per il figlio maggiorenne neopatentato. Perlopiù, si tira avanti con il mezzo vecchio, in attesa di tempi migliori.

DOPPIO “GIRO DI VITE” – Il mercato auto rilfette la situazione economica generale. Il Prodotto interno lordo, nel terzo trimestre, ha registrato una flessione dello 0,2%, Poi, ci sono la flessione nell'acquisto di beni durevoli e la contrazione dei redditi disponibili, colpiti dall'imposizione tributaria. Non ultimo, le banche non paiono disposte a concedere facilmente finanziamenti per comprare una vettura. Senza considerare le due batoste dei Governi Berlusconi e Monti: il primo con la manovra estiva dell'anno scorso, l'altro con il Decreto “Salva Italia” di Natale 2011, Fra imposte Rca, accise sui carburanti, Iva, all'Ipt, superbollo, c'è poco da stare allegri. Per non parlare dei pedaggi autostradali e delle tariffe Rc auto stesse, alle stelle. L'Unrae calcola che solo l'aumento delle accise sui carburanti genererà un'ulteriore spesa, per gli automobilisti, di 4,8 miliardi di euro nel 2012.

GAS ADDIO – Nel 2011, comunque, come valore assoluto il diesel cresce rispetto al 2010 in termini di rappresentatività sull'acquisto del nuovo (dal 46,2% al 55,4%), mentre le auto alimentate a Gpl e metano hanno rappresentato il 5,4% del mercato 2011 contro il 17,6% dell'anno precedente: un crollo assoluto, dovuto alla fine degli incentivi statali. La domanda dei privati si contrae del 17,4% rispetto al 2010, mentre gli acquisti delle società di noleggio sono aumentati del 7,6% e hanno guadagnato circa 2,5 punti percentuali di quota. Cade la domanda di auto dei segmenti di ingresso che rappresentano solitamente il 60% del mercato e che nell'anno appena trascorso hanno registrato flessioni di molto superiori alla media del mercato: il segmento A (piccole) -23%, mentre il B (utilitarie) -15%. Mentre il Meridione e le isole hanno registrato flessioni più che doppie rispetto alla media nazionale: rispettivamente del 25% e del 22%.

STIME BASSISSIME – Per l'anno in corso, l'Unrae stima un immatricolato totale in Italia al di sotto di 1.700.000 auto. La ricetta per uscire dalla crisi dell'auto, secondo l'associazione, è fatta da diversi ingredienti: misure a sostegno delle famiglie, per stimolare la sostituzione di auto più vecchie con vetture più sicure e meno inquinanti; un programma strutturale pluriennale di rinnovo del parco, sia in fase di gestione; una rimodulazione profonda del sistema fiscale, basando la tassazione su aspetti più strettamente ecologici e sull'uso piuttosto che sulla proprietà; adeguamento della fiscalità italiana delle auto aziendali a quella dei principali player europei.

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