Mercato auto Italia: ad agosto 2013, l'ennesimo crollo

Anche ad agosto, il mercato auto italiano ha subìto un tracollo

4 settembre 2013 - 6:00

Sprofondo rosso. È questo il titolo del film del settore automotive in Italia, che ad agosto ha registrato il 39° calo (-6,6% a 52.997 immatricolazioni).

UNO SPIRAGLIO DI LUCE? – Ma è giusto cercare sempre di guardare al futuro con ottimismo, e così si spiegano le parole di Massimo Nordio, presidente Unrae (l'Associazione delle Case automobilistiche estere): “L'auspicata ripresa non si è ancora manifestata nella raccolta degli ordinativi di auto nuove. Tuttavia, i provvedimenti che il Governo sta prendendo, con la prospettiva di migliorare entro la fine dell'anno la disponibilità di spesa delle famiglie, aprono uno spiraglio a un leggero miglioramento della propensione agli acquisti”. Nordio auspica che gli interventi a favore delle famiglie possano trovare continuità nella prossima legge di stabilità. Servono misure che, come per la casa, “consentano agli automobilisti di ridurre gli oneri dell'acquisto e della gestione degli autoveicoli e, più in generale, favorire il rilancio dei consumi”.

NUMERI IN DETTAGLIO – Le vetture vendute nel corso di agosto sono state 52.997, in flessione del 6,6% sulle 56.715 dello scorso anno. Da gennaio ad agosto il 2013 ha immatricolato 893.037 macchine, con un calo del 9% sui risultati dello stesso periodo 2012. Il mercato dell'auto rimane depresso, come testimonia anche la raccolta contratti che in agosto sfiora le 55.000 unità, con una flessione di circa il 4%. Negli 8 mesi dell'anno la riduzione, mitigata da un secondo trimestre positivo nel confronto con lo stesso periodo dell'anno 2012, si porta ad un -6% e quasi 858.000 contratti conclusi. Prosegue la flessione dei carburanti tradizionali, con la benzina che in agosto scende sotto la soglia del 30% di quota (29,2%), portandosi in 8 mesi al 31,3% del totale (-16,5% in volume). Il diesel nel cumulato scende del 9,5% perdendo un punto percentuale, fermandosi al 53,6%. Forte flessione anche per il mercato delle vetture usate, che evidenzia un andamento altalenante dall'inizio dell'anno e in agosto segna un calo del 7,5% a 215.632 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture. I primi 8 mesi archiviano un andamento in linea con l'anno precedente (+0,35%) a 2.719.650 trasferimenti di autovetture.

QUALI SOLUZIONI – Secondo l'Anfia, l'Associazione nazionale filiera industria automobilistica, è indispensabile rivitalizzare il settore cominciando dalla rimodulazione della pressione fiscale e da interventi di politica industriale su fisco, credito, supporto all'export, investimenti diretti esteri. Anche perché, nel progressivo da inizio anno, i volumi complessivi ammontano a 893.037 unità, con una contrazione del 9% rispetto a gennaio-agosto 2012 (981.545 unità). “Il mercato presenta nuovamente una forte contrazione nel mese appena concluso, pur confrontandosi con un agosto 2012 già particolarmente negativo (-20,2%). I livelli di immatricolazioni di agosto non erano così bassi dal lontano 1962, quando le immatricolazioni furono appena 49.7661 – ha dichiarato Roberto Vavassori, presidente di Anfia -. Fatte le debite considerazioni relative ad un periodo dell'anno, quello della pausa estiva, tradizionalmente contrassegnato da un calo della domanda, il peggioramento dell'attuale trend di mercato è in buona parte riconducibile alle vessazioni fiscali che colpiscono in maniera incrementale la filiera dell'auto: dai premi assicurativi alle accise sui carburanti. Si consideri che la componente fiscale dei prezzi dei carburanti è già arrivata al 58% per la benzina e al 55% per il diesel”.

COM'È ANDATA FIAT – Le marche nazionali, nel complesso, totalizzano nel mese 15.755 immatricolazioni (-6%), con un miglioramento della quota di penetrazione che passa da 29,6% a 29,7%. Nei primi otto mesi dell'anno, i volumi immatricolati si attestano a 261.103 unità (-10,4%). I marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano 15.711 immatricolazioni nel mese (-6%), con una crescita della quota di penetrazione che passa dA 29,5% a 29,6%. Risultati positivi, ad agosto, per il brand Maserati (+255%). Nel progressivo da inizio anno, le immatricolazioni dei marchi di Fiat Group Automobiles (escludendo Ferrari e Maserati) ammontano a 260.411unità (-10,4%). Anche nel cumulato da inizio anno, andamento positivo per Maserati (+59,3%). Cinque i modelli italiani nella classifica delle auto più vendute ad agosto. Invertono i primi due posti della top ten, rispetto al mese di luglio, Fiat Punto (3.488 unità) e Fiat Panda (3.483), seguite da Fiat 500L (1.987), che conquista una posizione rispetto al mese scorso, e Lancia Ypsilon (1.794). Si colloca, infine, in sesta posizione Fiat 500 (1.486).

NO ALL'AUMENTO IVA – L'economia reale, di cui il mercato degli autoveicoli è la cartina di tornasole, non mente: l'Italia brancola nel buio e non si intravede una via d'uscita a breve termine: questo il commento a caldo di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari di autoveicoli di tutti i brand commercializzati in Italia. Continua Pavan Bernacchi “Il mondo politico sta facendo del proprio meglio ma sembra essere paralizzato dall'affaire Berlusconi. Ma il Paese ha bisogno di risposte immediate che facciano ripartire i consumi interni, che rilancino le aziende, le uniche che possono dare lavoro, occupazione, dignità ai lavoratori”. Conclude Pavan Bernacchi: “Si scongiuri subito l'aumento dell'Iva che per ogni automobile inciderebbe circa per 170 euro in più. E poi ci si sieda intorno a un tavolo, Governo e rappresentati della filiera dell'automotive, per ridisegnare la mobilità del futuro. Si potrebbe garantire un maggior gettito fiscale per lo Stato, rivisitare il bollo e il superbollo, stimolare la domanda di vetture a basso impatto ambientale a fronte della rottamazione di vetture obsolete. Il nostro comparto, se ascoltato, può portare: miglior qualità dell'aria, maggiore sicurezza, minori costi per feriti e morti sulle strade, minor ricorso agli ammortizzatori sociali, salvaguardia di centinaia di migliaia di posti di lavoro”.

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