Mercato auto in piena bufera: a gennaio -16,9%

Le previsioni sul mercato auto del 2012 dovranno essere riviste pesantemente al ribasso. Solo gli incentivi potranno salvare il salvabile

2 febbraio 2012 - 10:30

Il Ministero dei Trasporti ha reso noti ieri i dati sulle immatricolazioni, dichiarando che gennaio 2012 si è chiuso con 137.119 targhe, registrando un -16,9% rispetto all'analogo mese dello scorso anno.

CI PERDE LO STATO – Così il primo commento di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari di tutti i marchi commercializzati in Italia di auto, veicoli commerciali, camion e autobus: “Paradossalmente il Governo è il primo danneggiato poiché perde, su ogni auto venduta, circa 5.000 euro tra IVA e tasse varie. Inoltre deve investire milioni di euro per far fronte agli ammortizzatori sociali in quanto non siamo in grado di mantenere centinaia di migliaia di posti di lavoro (ricordiamo che in due anni hanno chiuso 500 concessionarie n.d.r.). E purtroppo il 2012 apre in modo drammatico, registrando il risultato peggiore degli ultimi dodici anni”. Continua Pavan Bernacchi: “Basta analizzare la serie storica delle immatricolazioni di gennaio degli ultimi anni per rendersi conto del gelo mortale in cui siamo attanagliati. La sequenza è da brividi: 250.380 nel 2007, 233.681 nel 2008, 158.453 nel 2009, 207.253 nel 2010, 164.256 nel 2011. Con le sue 137.119 targhe il 2012 si presenta come l'anno peggiore.”

PREVISIONI AL RIBASSO – Secondo Federauto le previsioni vanno riviste al ribasso perché se non cambia qualcosa nel 2012 difficilmente il mercato potrà superare 1.500.000 pezzi. E' questo il devastante effetto della contrazione della domanda, in particolare espressa dalle famiglie, causata dal giro di vite senza precedenti che ha colpito tutti gli autoveicoli e gli automobilisti negli ultimi sei mesi: aumenti di IVA, Imposta Provinciale di Trascrizione, superbollo per le auto prestazionali, accise sui carburanti, rincari sulle assicurazioni e sui pedaggi autostradali. E tutto ciò si aggiunge alla crisi dell'economia che vede colpiti soprattutto i beni che costano di più, come gli autoveicoli.

AUTO DI LUSSO “DEMONIZZATE” – Un allarme nell'allarme viene lanciato, con pacatezza e rispetto, anche per i veicoli di lusso. Federauto non vuole difendere gli evasori, anzi chiede da sempre vengano individuati e perseguiti, nel contempo contesta la demonizzazione del possesso di questi beni. Il superbollo appena introdotto ha avuto come effetto quello di bloccare l'usato e pesanti stock giacciono invenduti presso i concessionari. La spettacolarizzazione della lotta all'evasione ha invece terrorizzato i clienti del nuovo, anche quelli, la stragrande maggioranza, che nulla hanno da temere dall'Agenzia delle Entrate. L'effetto congiunto del superbollo e della spettacolarizzazione ha distrutto un settore dove l'Italia, con marchi prestigiosi, è a livello mondiale una punta di diamante.

NIENTE INCENTIVI IN VISTA – Conclude Pavan Bernacchi: “In recenti colloqui abbiamo avuto l'opportunità di informare il Governo della grave crisi in atto nel nostro settore e sappiamo che sta analizzando i problemi e pensando ad eventuali soluzioni. Voglio però ancora sottolineare che non ci sono incentivi all'orizzonte e chi ne parlasse come cosa fatta non farebbe altro che danneggiarci ulteriormente. A questo punto ci rivolgiamo con fiducia al Governo e alla forza dei numeri di un settore che rappresenta il 11,6% del PIL italiano, impiegando 1.200.000 di addetti. Un settore che senza interventi rapidi e drastici corre il rischio di rimanere sepolto dalla neve che incombe in questi giorni.”

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