Mercato auto Europa a +5,8%, l'Inghilterra paga le politiche anti-diesel

L'Europa cresce ma in ordine sparso: il Regno Unito cede anche per l'allarme-diesel. Il + 5,8% di novembre porta la serie positiva a 48 mesi

Mercato auto Europa a +5,8%, l'Inghilterra paga le politiche anti-diesel
La congiuntura favorevole continua e le stime prospettano volumi di immatricolazioni tra i 15,5 e i 15,7 milioni di unità per il mercato europeo dei 28 Paesi dell'Unione più l'area EFTA (Islanda, Svizzera e Norvegia). Il mese chiude a 1.258.220 immatricolazioni, con un incremento del 5,8% rispetto al novembre del 2016. Nei primi 11 mesi del 2017, i volumi hanno raggiunto 4.493.361 unità, cosa che equivale ad un aumento del 4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. In questa positività la voce discordante continua ad essere quella del Regno Unito, che prosegue nella sua flessione attribuibile alla Brexit e al clima negativo che si sta creando intorno ai motori diesel (leggi che i dealer inglesi credono ancora nei diesel).

TUTTI POSITIVI (O QUASI)

Un giorno lavorativo in più rispetto al novembre 2016 ha aiutato sicuramente all'ottenimento di questi dati in crescita ma la positività che si respira nella maggioranza dei Paesi va al di là del calendario favorevole. Scorrendo la lunga lista dei paesi europei vediamo infatti quasi tutti segni "+", con l'eccezione di Cipro (poco preoccupante con il suo calo di 141 veicoli), Repubblica Ceca, Irlanda e Regno Unito. In effetti la perdita di 20 mila unità in UK ha zavorrato il risultato finale perché esse valgono l'1,6% del totale. Il presidente di ANFIA, Aurelio Nervo, commenta così: "Tutti i Paesi più importanti crescono, anche in doppia cifra: la Spagna segna +12,4%, la Francia è a +10,3% ma positive sono anche la Germania (+9,4%) e l'Italia (+6,8%, per maggiori dettagli leggi il mercato Italia di Novembre). L'eccezione è il Regno Unito, che flette per l'ottavo mese consecutivo (il dato è -n11,2%), il secondo in doppia cifra, anche a causa dei messaggi anti-diesel del Governo".

PROBLEMA DIESEL

Sappiamo infatti come l'atmosfera intorno alle auto a gasolio si stia facendo pesante: i consumatori sono indispettiti dai falsi dati sulle emissioni, preoccupati per l'ambiente e allarmati dalle minacce di blocchi e restrizioni. E così, dopo la perdita della supremazia in Europa dopo 8 anni, il mercato delle auto diesel punta verso il basso: nel periodo gennaio - novembre lo share delle auto a gasolio è sceso al 39,3% in Germania, al 47,5% in Francia e al 42,2% nel Regno Unito. Questa disaffezione arriva in "controfase" e mette in difficoltà i Costruttori, che mai come ora avrebbero bisogno dei diesel e dei loro bassi consumi ed emissioni di CO2 per rispettare gli stringenti limiti europei dei prossimi anni. Per esempio, lo spostamento di novembre verso i benzina ha causato un aumento delle emissioni medie di CO2 delle nuove auto dell'1,1% in Germania, non compensato dal boom delle ibride (+ 79%) e delle elettriche (+ 146%) rispetto a novembre 2016). Situazione simile nel Regno Unito: le vendite di auto a benzina aumentano del 5% e le diesel crollano del 30,6%.

ALLARME KM 0

In ogni caso l'andamento delle Marche italiane è soddisfacente: se calano leggermente a novembre (- 0,9%), Jeep e Alfa Romeo sono positive in doppia cifra. I primi 11 mesi del 2017 le vedono immatricolare nel complesso quasi 1 milione di unità (+ 6,9% rispetto al 2016) per uno share di mercato che sale al 6,8%. L'importante mercato italiano continua però ad essere "dopato" dalle km 0 e il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi, rinnova il suo allarme: "Pur mantenendo la migliore performance negli 11 mesi (+8,7%), a novembre l'Italia cresce meno dei principali Paesi europei. Il solito 'aiutino' tutto italiano delle kilometri zero, in aumento del 51,2% rispetto al novembre 2016, (rilevazione DataForce), continua a mascherare la contrazione delle vendite ai privati, scese del 2,5%. Senza questo contributo le immatricolazioni italiane, che crescono più del doppio rispetto alla media europea, sarebbero in media". In Spagna, per esempio, nel 2017 le vendite ai privati sono cresciute del +4,1%, le vendite alle società del +13,7% e quelle per il noleggio del +9,3%. 

Pubblicato in Attualità il 15 Dicembre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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