Maxi richiami, GM istituisce un fondo per risarcire le vittime

Sono interessate centinaia di familiari, per una spesa complessiva che potrebbe sfiorare il miliardo di dollari

2 luglio 2014 - 10:00

La saga dei maxi richiami General Motors guadagna un nuovo episodio che riguarda, in particolare, le campagne sugli ormai famigerati blocchetti di accensione. Lunedì scorso la Casa di Detroit ha annunciato l'istituzione di un fondo per il risarcimento alle famiglie di tutte quelle vittime causate dalle auto che montavano il componente difettoso. Si tratta, quindi, dei tredici decessi dovuti ai modelli inseriti nella prima tranche di richiami, quella da 2,6 milioni di esemplari.

I REQUISITI PER ESSERE RISARCITI – Il problema, ora, è nella definizione dei requisiti e dei metodi per accedere al risarcimento. Infatti, già alcuni membri del Congresso e diversi avvocati si erano interrogati su quanto sarebbe stato difficile provare che incidenti risalenti anche a dieci anni fa siano effettivamente legati al difetto sui blocchetti di accensione. Secondo alcuni di loro il fondo dovrebbe porre un limite di data al 31 di dicembre 2013, mentre altri credono che dovrebbe essere utilizzato per dare una punizione esemplare a General Motors o quantomeno per espandere il risarcimento ad altri modelli General Motors coinvolti nelle successive tranche delle campagne di richiamo per i blocchetti di accensione.

NESSUN LIMITE DI SPESA – Quello che appare certo è che GM non potrà chiudere la questione prima di un intero anno. Inoltre, il fondo per i risarcimenti non prevede un tetto globale alle somme da erogare e l'Amministratore del fondo, Kenneth Feinberg, ha dichiarato che GM pagherà tutto quello che serve per dirimere tutte le controversie, ma allo stesso tempo non si è sbilanciato su ipotesi di costi finali, affermando di voler attendere la valutazione di tutte le richieste. “General Motors vuole fare la cosa giusta – ha dichiarato Feinberg – e la cosa giusta è risarcire tutte le persone che possono documentare le loro richieste. Per questo non voglio dare stime finali su quante morti e quanti feriti abbiamo causato, fin quando non avremo valutato tutte le richieste. Tuttavia, le stime fatte di alcuni avvocati parlano di centinaia di milioni di dollari di risarcimenti.

SERVONO ALMENO TRE MESI – Il fondo sarà a disposizione anche dei passeggeri dei sedili posteriori, dei pedoni e di coloro che si trovavano in altri veicoli coinvolti. Le vittime di incidenti e i parenti dei defunti dovranno fornire prove credibili (fotografie, rilevamenti, verbali e scatole nere) riguardo al fatto che la causa più probabile dell'incidente sia stata il passaggio involontario della chiave dalla posizione run a quella accessory oppure alla off. Il fondo pagherà almeno un milione di dollari per ogni persona morta e almeno 300.000 dollari alle vedove e ai figli, inoltre verrà conteggiato anche il valore economico della vita persa. Il fondo accetterà richieste dal primo di agosto al 3 di dicembre, prevedendo un tempo di lavorazione per ognuna compreso tra 90 e 180 giorni.

LE POLEMICHE – Tuttavia, secondo il Senatore Richard Blumenthal, il periodo disponibile è troppo breve e le vittime non potranno aspettare i risultati delle indagini del Dipartimento di Giustizia, prima di prendere decisioni. “Il diavolo è nella discrezione – ha dichiarato Blumenthal – questo fondo dà l'opportunità a GM di rompere con il tragico passato e di proiettarsi in un futuro migliore, ma solo se la compagnia si comporterà in modo trasparente”. Secondo l'avvocato Joanne Doroshow, invece, la raccolta di prove e documentazione è molto onerosa e non alla portata di tutti. È colpa di GM se è passato tutto questo tempo, se ci sono stati così tanti problemi e se i consumatori non sono stati informati in tempo.

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