Marchionne: stabilimenti aperti per non avvantaggiare i tedeschi

Marchionne: stabilimenti aperti per non avvantaggiare i tedeschi Marchionne costretto a rivedere il piano industriale dei prossimi cinque anni

Marchionne costretto a rivedere il piano industriale dei prossimi cinque anni, ma conferma l'impegno per nuovi veicoli

31 Ottobre 2013 - 04:10

“Non chiuderò stabilimenti per favorire il dominio dei produttori tedeschi“. Ha risposto così Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, a chi gli chiedeva un commento sulla sovra capacità produttiva in Europa, dicendosi pronto a “investire soldi sul segmento premium dove ci sono certezze, non voglio ripetere l’errore del passato e perdere soldi”. Non vedo niente in termini di mercato che autorizzi motivi di ottimismo” ha detto Marchionne. Dopo i conti del terzo trimestre il Gruppo Fiat rivede al ribasso i target 2013 e a Piazza Affari ha perduto il 2,23% a 5,7 euro. L'ad Marchionne si vede costretto a rivedere il piano industriale dei prossimi cinque anni e si dichiara molto pessimista sul mercato dell'auto europeo: “nel 2012 quattro grandi case del Vecchio Continente fra le quali Fiat hanno perso in Europa 8 miliardi di dollari e la politica dei prezzi che non avevo mai visto dal 2004 si commenta da sola”.

TRATTATIVA CON VEBA – Marchionne inoltre e' impegnato nella dura trattativa con Veba ed ha assicurato “che non sara' necessario vendere asset del Gruppo per acquistare la quota del 41,5% di Chrysler ancora in mano al fondo Usa”. Sull'ipo della societa' di Detroit l'ad Marchionne spera che tutto il lavoro venga concluso entro l'anno corrente. Il terzo trimestre ha chiuso per Fiat con un utile netto in crescita da 171 a 189 milioni di euro, un risultato della gestione ordinaria da 901 a 816 milioni, mentre la liquidita' resta superiore ai 20 miliardi e l'indebitamento sale a 8,3 miliardi dai 6,7 di fine giugno. Pesano il tasso di cambio sfavorevole e la contrazione del mercato del Sud America mentre l'Europa riduce le perdite e l'America e' stabile. Trainano le vendite dei marchi di lusso, fra i quali spicca Maserati ma anche Ferrari naviga a vele spiegate.

CALO ATTESO – Il calo del target era stato previsto dagli analisti del settore che avevano pronosticato la flessione del terzo trimestre con un consensus di 915 milioni. Fiat aveva previsto per il 2013 un utile della gestione odinaria fra i 4 e i 4,5 miliardi di euro e un utile netto tra 1,2 e 1,5 miliardi, utile netto rivisto tra 0,9 e 1,2 miliardi. A Piazza Affari si attendono le due conference call in cui Marchionne rispondera' alle domande degli analisti sul braccio di ferro con il fondo Veba per l'acquisto del 100% di Chrysler e su una eventuale Ipo a fine anno. Ma si conoscera' anche l'impegno per i nuovi veicoli che al momento non sono stati precisati quali saranno e quando arriveranno sul mercato.

CHRYSLER CRESCE – La casa americana ha diffuso conti con un utile netto di 464 milioni di dollari in crescita del 22% (registra il nono trimestre consecutivo di aumento). Ha una quota di mercato negli Usa dell'11,2%, l'indebitamento netto industriale e' pari a 888 milioni di dollari in aumento costante. Le vendite di auto nel trimestre sono aumentate a 603 mila unita' (+ 8%) e Marchionne ha assicurato che “Chrysler introdurra' sul mercato nuovi modelli”. La trimestrale Chrysler e' positiva nonostante la vicenda dei problemi accusati al cambio del nuovo Cherokee ha lasciato parcheggiati sui piazzali 20.000 esemplari.

Commenta con la tua opinione

X