Marchionne: “Fabbriche Fiat a disposizione di qualsiasi Costruttore”

Lo ha detto l'amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrysler, Marchionne: "Le fabbriche Fiat sono a disposizione di qualsiasi Costruttore"

12 giugno 2012 - 6:00

Come spesso succede, quando Sergio Marchionne (amministratore delegato del Gruppo Fiat-Chrysler) parla, lascia il segno: “Le fabbriche Fiat sono a disposizione di qualsiasi Costruttore”. E così, gli stabilimenti italiani Fiat per la prima volta potrebbero produrre macchine straniere.

“PLANT SHARING” – Si può quindi etichettare l'idea di Marchionne come “plant sharing”, che dall'inglese è traducibile in “condivisione delle fabbriche”. L'ad del Lingotto ha infatti spiegato: “Siamo pronti a fare qualsiasi cosa serva a utilizzare i nostri stabilimenti”, parlando del sottoutilizzo degli impianti europei. Di fronte al calo della domanda in Europa, e al rischio che “la disintegrazione dell'euro possa far crollare il mercato europeo sotto i 10 milioni di auto vendute” (dai 13 milioni attuali), Marchionne avanza dunque la proposta di utilizzare le fabbriche dandole in affitto per produrre auto anche di altre marche. La prima ipotesi potrebbe essere quella di Mazda, assieme alla quale verrà realizzata nel 2015 la futura Alfa Duetto sulla piattaforma della nuova MX-5 a trazione posteriore; però l'ad Fiat ha precisato di aver dato la disponibilità a Mazda a produrre nei siti Fiat, cosa che vale per qualsiasi Produttore.

RISIKO AUTOMOTIVE – Al di là dei conti Fiat, l'idea di Marchionne s'inquadra in una prospettiva di più larghe vedute. Ricordiamo infatti che l'Acea, l'associazione continentale dei Costruttori presieduta proprio dal manager in pullover, stima un eccesso di produttività del settore auto in Europa che supera il 20%. Dando in affitto le linee produttive italiane ad altri Costruttori extraeuropei, si limiterebbe il problema della sovrapproduzione: una soluzione già adottata da Inghilterra, Francia e Spagna. Ma all'Italia converrebbe? Anche se una Casa straniera utilizzasse un impianto Fiat per produrre un modello di scarso successo, comunque servirebbe un riammodernamento degli impianti: si tratterebbe pur sempre di investimenti nel settore auto, e di linfa vitale anche per l'indotto.

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