Manutenzione strade secondarie: 132 mila km di rete inefficiente e critica

La manutenzione di ogni km di strade provinciali costa 46 mila euro l’anno, ma solo l’8% della rete viene tenuto in efficienza

Manutenzione strade secondarie: 132 mila km di rete inefficiente e critica
La manutenzione della rete stradale secondaria in Italia conta secondo le più recenti statistiche il numero di incidenti più gravi eppure la spesa per la manutenzione degli ultimi anni è stata adeguata a mettere in sicurezza meno del 10%. Sono i dati presentati alla 73^ Conferenza del Traffico e della Circolazione dove un rapporto del centro studi ACI con la Fondazione Caracciolo, ha spiegato che servirebbero 42 miliardi di euro, mancati negli ultimi 10 anni, per la manutenzione di 132 mila chilometri di strade extraurbane.

LA SPESA PER LA MANUTENZIONE DELLE STRADE EXTRAURBANE

Ogni anno per la manutenzione della rete stradale provinciale servono a 6,1 miliardi di euro: 1,7 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e 4,4 miliari di euro per quella straordinaria. Ogni chilometro di provinciale richiede, in media, 46.000 euro l'anno - secono l'ACIma le risorse oggi stanziate non superano i 500 milioni che servirebbero alla manutenzione di poco più di 10.800 chilometri: praticamente basterebbero solo per mantenere l'8% della rete provinciale. "Carenza di informazioni sul patrimonio stradale del Paese, mancanza di risorse e complessità delle norme sono le criticità più ricorrenti, - spiega Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI ma, quando si parla di qualità e sicurezza delle infrastrutture, i decisori locali, nazionali ed internazionali non possono trincerarsi dietro preconcetti ideologici".

1 VITTIMA SU 3 NELLE STREDE SECONDARIE

Eppure sulle strade extraurbane avviene il 30% degli incidenti mortali secondo i dati commentati dalla Fondazione Caracciolo. Incidenti che costano ai contribuenti circa 3 miliardi di euro l'anno, mentre un investimento di 5,6 miliardi di euro l'anno, secondo le stime presentate alla conferenza, frutterebbe il triplo, con un incremento dello 0,9% del PIL (pari a 16,2 miliardi) e una riduzione della disoccupazione fino al 4% (pari a 120.000 nuovi posti di lavoro). Tra ponti viadotti e gallerie, la rete stradale in Italia è ritenuta la seconda al mondo per manufatti e costruzioni di interesse storico nazionale ma anche quella in cui le costruzioni in calcestruzzo che hanno compiuto i 50 anni (ma anche meno) si sgretolano come castelli di sabbia. E se pensate che "l'effetto Morandi" potrebbe interessare una rete extraurbana che si estende su 132 mila km, non eagera il presidente FIA jean Todt quando parla di urgenza per ridurre il numero di morti sulla strada.
La rete viaria in Italia conta:
  • 6943 km di rete autostradale
  • 20786 km di rete ANAS
  • 132000 km di rete provinciale
  • 23237 di rete regionale

3 STELLE SAREBBERO GIA' UN GRAN RISULTATO

"I progetti delle opere devono evidenziare l'annesso programma di manutenzione ordinaria - dichiara Jean Todt, presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile - con indicazione della cadenza degli interventi di manutenzione straordinaria e relativo dettaglio dei costi. Come la sicurezza delle auto, l'efficienza delle strade viene valutata da autorevoli organismi internazionali e la rete viaria secondaria deve raggiungere al più presto punteggi minimi a 3 stelle nella classificazione iRap-EuroRAP. Solo così si può abbattere del 30% il tragico numero degli incidenti stradali".

Pubblicato in Attualità il 05 Dicembre 2018 | Autore: Donato D'Ambrosi


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