Manutenzione auto elettriche: ne parliamo con Renault

Le vetture a batteria hanno bisogno di poche cose per restare efficienti. Quindi, per le officine non si prevedono grandi guadagni. Ma...

3 febbraio 2012 - 10:50

La quantità di informazioni disponibili riguardo alle auto elettriche è ormai pari a quella reperibile per i modelli tradizionali a propulsione termica. In pochi mesi, tutti siamo diventati espertissimi e parliamo di tempi di ricarica e di batterie al litio con la stessa disinvoltura con la quale da anni parliamo di turbocompressori e di filtri antiparticolato. Però c'è un argomento del quale, per quanto riguarda le auto elettriche, non si parla quasi mai: la manutenzione.

CHE COSA ACCADRÀ AI MARGINI DELL'OFFICINA? – Eppure, anche se queste vetture richiedono pochissimi interventi per essere tenute in efficienza, non si può dire che tale argomento si possa mettere tranquillamente nel dimenticatoio. Qualcosa va comunque fatto e chi vende modelli a batteria deve essere preparato anche ad assisterli. Poiché Renault è il primo grande costruttore ad aver puntato con decisione sulla mobilità a batteria con un programma e una gamma articolati, abbiamo voluto fare il punto dell'aspetto “manutenzione” proprio con la casa francese, e per farlo abbiamo pensato di sfruttare l'occasione dell'inaugurazione di una concessionaria appena rinnovata alla quale siamo stati invitati, la Renauto di Bari, che punta a potenziare la sua attività nel settore dei veicoli commerciali (ne abbiamo parlato qualche giorno fa) e sull'elettrico è già pronta. La prima domanda, infatti, l'abbiamo posta a Francesco Marino, il titolare, al quale abbiamo chiesto che cosa accadrà, secondo lui, ai margini di redditività delle attività d'assistenza quando si diffonderanno le vetture a batteria che, grazie alla manutenzione ridottissima, in officina si vedrammo assai di rado e per tagliandi dal costo irrisorio. La sua risposta, a metà tra il serio e il faceto, è stata illuminante: “Abbiamo fatto anche noi la stessa domanda a Renault, ma non ci hanno ancora risposto”. Una dichiarazione che dimostra come sull'auto elettrica non tutto è stato già pianificato alla perfezione e, anzi, di aree d'incertezza sulle quali è meglio non sbilanciarsi ssembra essercene ancora qualcuna.

OCCORRE INVESTIRE – Il problema non è di poco conto, poiché la manutenzione delle auto a batteria presenta alcune specificità da non sottovallutare, sia dal punto di vista delle attrezzature, sia da quello della formazione del personale. Il tutto, manco a dirlo, comporta degli investimenti il cui ammortamento avverrà necessariamente il forma diluita nel tempo se i tagliandi saranno pochi e con un numero di interventi tale da generare introiti modesti. Sotto il profilo degli investimenti, un ponte sollevatore per la manutenzione di un modello a batteria è più costoso di uno normale (il suo prezzo si aggira sui 4.500 euro). Per esempio, a differenza di quest'ultimo, deve avere la messa a terra, indispensabile per lavorare su veicoli dove le tensioni in gioco si aggirano sui 400 volt.

ANCHE L'ABBIGLIAMENTO È DEDICATO – Renault obbliga i suoi concessionari all'acquisto di un'attrezzatura di base specifica per l'elettrico fornita dalla casa stessa. Costa circa 4.500 euro e comprende, per esempio, il carrello per la movimentazione delle pesanti batterie. L'area di lavoro deve essere delimitata e separata da quella destinata ai veicoli normali. È previsto che su ognuno debbano lavorare almeno due meccanici addestrati, e non solo uno come avviene per quelli termici: nel caso uno dei due venga colpito da una scarica elettrica, l'altro collega deve soccorrerlo. Anche l'abbigliamento è dedicato. Le scarpe di sicurezza, per esempio, oltre ad avere una suola di gomma isolante di spessore generoso, per evidenti motivi non possono incorporare il puntale metallico protettivo anti-schiacciamento. Il personale dedicato alla manutenzione dei veicoli a batteria (ma anche quello di vendita) deve essere sottoposto a una formazione specifica, e anche questo è un costo che il concessionario deve sostenere.

ECCO CHE COSA FA RENAULT – La casa francese dichiara che la manutenzione richiesta dai suoi veicoli a batteria è davvero minima. In pratica, sono previste la sostituzione del filtro abitacolo e di quello dell'aria di raffreddamente del compartimento batterie di trazione, e poco altro. Tanto per citare qualche esempio di costo, sulla Fluence Z. E. il prezzo di tale filtro è di circa 35 euro, più altri 8-10 euro per circa 12 minuti di manodopera (il tutto più Iva). Sulla Twizy, il liquido dell'impianto frenante va sostituito a 120 mila km e l'intervento costa in tutto circa 45 euro, compresa la manodopera di 0,7 ore. E a proposito di manodopera, Renault non prevede per le elettriche tariffe differenziate da quelle dei modelli con motore termico. Quindi, per aumentare un po' gli incassi, le officine non potranno contare nemmeno su una manodopera più costosa.

POCA MANUTENZIONE, MA NIENTE SCONTI SULLE AUTO – Ma allora, se le cose stanno così, ritorna la domanda iniziale: come faranno le officine Renault a guadagnare sull'assistenza alle auto a batteria? Durante l'appuntamento di Bari, la risposta l'ha fornita Nino Colicino, direttore vendite flotte di Renault Italia, col quale ha poi concordato Fabrizio Piastra, direttore post-vendita: “I margini non saranno settorializzati. In altre parole, i concessionari guadagneranno sul complesso delle loro attività nel settore dell'elettrico. Margini contenuti sull'assistenza potranno essere compensati da quelli generati dalle vendite: sulla gamma Z. E. non prevediamo di fare sconti”. Chiaro, no?

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