Maggiore Rent: sanzione severa dall'Antitrust

Per colpa di un messaggio pubblicitario ingannevole, uno dei più noti noleggiatori italiani è stato sanzionato per 50 mila euro

30 gennaio 2012 - 8:00

Il primo bollettino pubblicato nel 2012 dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato non ha portato bene a Maggiore Rent, una delle più note società di autonoleggio italiane. L'Antitrust, con il provvedimento n° 23149, l'ha infatti sanzionata per 50 mila euro a causa di un messaggio pubblicitario ritenuto ingannevole.

UN CONSUMATORE SEGNALA – Il procedimento del Garante ha preso il via da una segnalazione del 9 novembre 2010 attraverso la quale un consumatore aveva lamentato di non aver potuto noleggiare un furgone per 4 ore e con 80 km di percorrenza già compresi nella tariffa di 24 euro (oltre Iva), della quale aveva appreso l'esistenza da un furgone Maggiore che la riportava sulle fiancate. La tariffa di noleggio era ben evidente e accompagnata dalla dicitura “A partire da euro…”, il che lasciava intendere che era un offerta reale. Soltanto dopo essersi recato presto una stazione di noleggio Maggiore per approfittare della promozione, il consumatore aveva appreso che ai 24 euro ne andavano aggiunti altri 1,92 per ogni giorno di noleggio dovuti a non meglio precisati “Oneri circolazione autoveicolo” e ulteriori 1,6 euro fissi per “Costi amministrativi”.

GLI IMPEGNI DEL NOLEGGIATORE – Lo scorso luglio il Garante ha dunque avviato un'indagine seguita poi da un ulteriore supplemento in base alle prime risultanze e al fatto che Maggiore Rent, il 4 ottobre 2011, ha manifestato degli impegni a rimuovere dai suoi messaggi prubblicitari i profili di scorrettezza ipotizzati dal Garante, comunicando poi il 17 ottobre successivo di averli effettivamente eliminati. In dettaglio, Maggiore Rent s'è impegnata a:

  • indicare esplicitamente nelle proprie comunicazioni pubblicitarie il valore di tutti gli eventuali oneri aggiuntivi calcolabili in anticipo, gestendo eventuali spazi in modo appropriato;
  • promuovere un sistema di verifica dei livelli di soddisfazione della clientela applicando un progetto già avviato;
  • indicare esplicitamente nelle proprie comunicazioni, per maggior chiarezza, non soltanto le voci di costo incluse, ma anche quelle escluse.

LE INDAGINI – Durante le indagini, l'Autorità ha rilevato che sul sito internet di Maggiore Rent venivano spiegate le varie offerte commerciali: “Formula Day”, “Formula Giornaliera”, “Speciale Trasloco” e così via, con le relative tariffe esplicitate. Tuttavia, in queste offerte non era compresa quella da 24 euro, pubblicizzata solo sulle fiancate dei veicoli. In effetti, è risultato che almeno un furgone Maggiore con l'identico messaggio pubblicitario segnalato dal consumatore era in circolazione per le strade di Roma il 27 giugno 2011. Gli ispettori hanno poi indagato per accertare se i veicoli oggetto dell'offerta contenuta nel presunto messaggio ingannevole erano effettivamente disponibili in quantità adeguata oppure se si trattasse della classica “offerta civetta”, ideata per attirare clienti ai quali ne venivano poi proposti altri con tariffe maggiorate. In questa fase, però, è stato appurato che i reclami per indisponibilità dei veicoli erano sporadici e che nella maggioranza dei casi la società offriva un veicolo di categoria superiore a pari tariffa, oppure trasferiva il veicolo richiesto prelevandolo da un'altra agenzia di noleggio oppure rimborsava l'eventuale pagamento anticipato. Insomma, nessuna “offerta civetta”. Le ispezioni hanno poi accertato che Maggiore aggiunge automaticamente a tutte le tarffe di noleggio (tranne a quella “tutto compreso”) le voci accessorie contestate.

LE ARGOMENTAZIONI DELLA DIFESA – Come previsto dalla legge, la società indagata ha avuto la possibiità di difendersi. I suoi avvocati hanno dichiarato che i servizi Maggiore Rent sono destinati a una fascia di clientela medio-alta, e quindi in un certo senso evoluta e consapevole che alcune voci di costo non sono comprese nelle tariffe pubblicizzate. In ogni caso, hanno proseguito i legali, Maggiore Rent dettaglia ogni voce di costo nella cosiddetta “lettera di noleggio”, equiparabile a tutti gli effetti a un preventivo che si può accettare o rifiutare, e offre la possibilità di contestare a posteriori ogni addebito che il cliente ritenga illecito. Infine, Maggiore ha dichiarato che sul suo sito internet tutte le voci di costo vengono esplicitate con chiarezza, cosa non possibile con i messaggi visibili sulle fiancate dei suoi furgoni (come nel caso in oggetto), dove lo spazio non è sufficiente a includere tutti i dettagli. In ogni caso, ha concluso la società, si tratta di addebiti d'importo irrisorio per i quali nessun cliente ha mai sporto reclamo. Ovviamente, è il caso di ricordarlo, tranne il consumatore che si è rivolto all'Antitrust.

L'ERRORE DEL GARANTE – Nell'esaminare l'intera questione, l'Autorità ha dichiarato che “Poiché la pratica commerciale oggetto del presente provvedimento è stata diffusa a mezzo internet, è stato richiesto il parere all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni” e che tale Autorità “ha ritenuto che la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai sensi degli artt. 20, 21, 22 e 23 del Codice del Consumo“. In realtà, su questo specifico punto l'Autorità Antitrust è incorsa in un'inesattezza. Infatti è stata proprio l'Autorità Antitrust a dichiarare, nel suo bollettino settimanale, che il consumatore aveva inoltrato la segnalazione basandosi sulla pubblicità vista sulla fiancata di un furgone, e non su internet, mentre la verifica sul sito web della società è stata un'iniziativa intrapresa dall'Autorità stessa come elemento della sua indagine. Le motivazioni della “bocciatura” risiedono nel fatto che il consumatore non viene informato degli oneri accessori abbinati alle varie tariffe, cosa che lo induce ad assumere una decisione d'acquisto che altrimenti non avrebbe preso. L'Antitrust ha quindi rigettato le argomentazioni difensive del noleggiatore, sottolineando in particolare che non è vero che la sua clientela è costituita da soggetti “mediamente esperti” in grado di percepire il valore del servizio acquistato in base alle principali variabili del suo costo. Si tratta anzi di clienti che solo saltuariamente noleggiano un furgone per piccoli trasporti. Non sono state tenute in alcuna considerazione le dichiarazioni di Maggiore Rent quando afferma che sul suo sito tutte le informazioni sui costi aggiuntivi sono ben specificate, tranne quelle della tariffa da 24 euro pubblicizzata solo sui veicoli, ma non tramite internet.

RIMEDI INSUFFICIENTI – Le conclusioni dell'Antitrust hanno evidenziato che a sanare la scorrettezza della pratica commeciale non sono bastate le attività migliorative dei messaggi e della comunicazione che Maggiore Rent s'è impegnata ad attuare e che ha effettivamente attuato. Proprio per questo, e anche per lo scarso valore economica degli addebiti sulle tariffe di noleggio praticate, appare particolarmente severa una sanzione di 50 mila euro inflitta a una società che ha comunque dimostrato una decisa volontà di rimediare alle carenze informative riguardante un messaggio pubblicitario veicolato su un furgone, un mezzo di comunicazione che, per comprensibili motivi di spazio, obbiettivamente non consente di specificare con chiarezza le clausole e le condizioni economiche dell'offerta.

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