Maggio 2012: il mercato arretra ancora, ma evita il crollo

Le immatricolazioni di auto nuove sono diminuite del 14,26%, un numero che non legittima l'ottimismo. Ma almeno non c'è stata un'altra catastrofe

4 giugno 2012 - 7:00

Il mercato dell'auto nuova in Italia ha chiuso il mese di maggio con immatricolazoni in calo del 14,26% rispetto allo stesso mese del 2011. Sempre meglio del 17,99% registrato ad aprile, ma non ci sembra di poter individuare nel dato di maggio un trend che possa legittimare l'ottimismo, anche perché non è ben chiaro in quale misura le case siano ricorse al solito espediente degli esemplari km zero per far aumentare artificiosamente i loro consuntivi.

UNA BOCCATA D'OSSIGENO PER FIAT – L'unico, modestissimo elemento di positività è il leggero recupero della quota di mercato di Fiat (ma con volumi comunque in dimibuzione) sul risultato complessivo la quale, con un calo inferiore a quello generale (-9.80%), è passata dal 21,49 al 22,60%. Purtroppo, va registrato un ulteriore assottigliamento della penetrazione di Alfa Romeo, che scende dal 3,58 al 3,30% e perde quasi il 21% dell'immatricolato rispetto al maggio 2011. È in leggero miglioramento il dato di penetrazione di Lancia-Chrysler, dal 5,02 al 5,26%, mentre è stabile quello di Jeep, allo 0,42%. A livello di gruppo, Fiat mette comunque a segno un prezioso +1,08%, con la quota di mercato che migliora dal 30,51 al 31,59%, anche se a livello di immatricolazioni il risultato è negativo: -11,21%.

PREMIUM IN AFFANNO – Tra i marchi premium, resiste Audi che, con immatricolazioni in calo di appena lo 0,26% (di questi tempi…), a 5.807 esemplari in maggio rispetto alle 5.822 di aprile, porta la sua percentuale sul mercato totale dal 3,39 al 3,95%. Brutte notizie, invece, per le concorrenti: BMW scende nel mese del 13,41%, praticamente lo stesso risultato di Mercedes (-13,42%) e di Lexus (-13,29%), mentre per Volvo il calo è più accentuato: -17,28%. Crescono invece del 24,59% Land Rover, per la quale il miracolo sia chiama Range Rover Evoque, e Porsche, con un +2,70%.

BRUTTI NUMERI PER I MARCHI GENERALISTI – Buona parte dei marchi dei grandi numeri hanno chiuso il mese con pessimi risultati nelle immatricolazioni: di Citroën -16,78%, Opel -24,2%, Renault -23,33%, Nissan -26,68%, Ford -27,76% e anche Volkswagen ha archiviato un brutto maggio con un -20,13%. Appena meglio fa Peugeot (-14,05%), mentre Seat crolla del 31,01%. Grandi interrogativi per alcuni case nipponiche che, a parte le percentuali (Subaru registra un -45,49%, Mazda un -13,21%, Suzuki un -34,94% e Mitsubishi un -54,83%), in Italia hanno una penetrazione e un volume di vendite ormai davvero irrisori, tali da far riflettere seriamente se sia ancora il caso o meno di insistere nel restare nel mercato italiano (discorso a parte per la morente Daihatsu, la cui sorte è già segnata): Subaru ha immatricolato appena 254 esemplari (2.424 nei primi 5 mesi dell'anno), Mazda 486 (3.466), Honda 459 (4.926) e Mitsubishi 332 (3.779). In grande spolvero, invece, Dacia, che nel mese sale del 23,82% e conferma il gradimento della formula low cost, e Kia, che sale addirittura dell'81,91%.

CROLLANO LE SUPERCAR – Ma la vera catastrofe si sta verificando nel settore delle supercar dove, a parte Porsche, i marchi protagonisti registrano numeri da tracollo Ferrari ha immatricolato a maggio appena 24 vetture invece delle 58 del maggio 2011, Maserati appena 6 contro 45, Lamborghini 8 contro 10 mentre le “altre estere”, tra le quali sono incluse Rolls-Royce, Bentley e Aston Martin, scendono del 58,20%. Lo spauracchio dei controlli fiscali messi in atto dall'Agenzia delle Entrate, evidentemente, ha il suo peso nel tenere lontano dagli autosaloni la clientela facoltosa. Infine, una considerazione sul dramma della DR, che con sole 65 vetture immatricolate nel mese e 1.685 in tutto l'anno corre seri rischi di sparire dal mercato. Una storia imprenditoriale che sembra avviarsi al tramonto e che getta una luce sinistra anche sull'acquisto dell'ex-stabilimento Fiat di Termini Imerese da parte del gruppo molisano in difficoltà, un'eventualità che diventa sempre meno probabile.

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