Macerata – Speed check come funghi “Multe solo con la pattuglia” La mappa delle postazioni

Le strade della provincia, ad eccezione di Macerata e qualche altro raro caso, sono piene di rilevatori di velocità. Ma il prefetto spiega che le sanzioni sono nulle se non contestate...

6 novembre 2009 - 11:20

Le strade della provincia, ad eccezione di Macerata e qualche altro raro caso, sono piene di rilevatori di velocità. Ma il prefetto spiega che le sanzioni sono nulle se non contestate immediatamente

Negli ultimi anni sono spuntati come funghi in tutto il territorio provinciale. Per ora dagli speed check, le colonnine rileva velocità tanto odiate dagli automobilisti, si salva solo il comune di Macerata dove l’amministrazione per garantire la sicurezza dei pedoni continua a preferire i semafori a chiamata. Ma basta scendere di qualche chilometro verso passo del Bidollo o la zona industriale di Corridonia che ecco spuntare le prime macchinette.

 

Praticamente invasa la provinciale 78: partendo dalla Maestà fino a Sarnano è un continuo e per gli automoblisti è impossibile alzare il piede dal freno. Stesso discorso per la 361 Settempedana dove troviamo gli speeed check dal chilometro 53+100 al chilometro 53+750, all’interno della frazione Taccoli, in via San Michele, all’altezza dell’intersezione tra la via d’ingresso al cimitero e via Muzi, all’intersezione della provinciale 502 Cingolana e all’interno di Marciano.

 

Nonostante le amministrazioni continuino a spacciarli come strumenti per la sicurezza di chi viaggia, sono in tanti a pensare che, invece, siano solo un modo per fare cassa. “Gli speed check non possono diventare un business per i Comuni — dice Peppe Ercoli — Qui sulla provinciale 78 è un casino. Con le auto di oggi, che basta sfiorare il freno, andare in giro a 50 all’ora non ha senso, già tararli a 70 sarebbe più logico. E comunque se proprio ci devono essere dovrebbero funzionare 24 ore su 24, non è giusto che uno prenda la multa perché è costretto a passare qui alle 7 di mattina per andare al lavoro, mentre gli altri sono agevolati perché passano in altri orari. Se le regole esistono devono valere per tutti”.

 

Davvero dura la situazione sulla provinciale 78 dove, malgrado “gli speeed check abbiano diminuito di molto gli incidenti”, come racconta Giovanni Seri del distributore Agip di passo Colmurano, stanno dando diversi disagi ai commercianti del posto. “Tante persone che scendono da Macerata verso Sarnano — racconta Marco Vitali del bar l’Approdo — invece di passare di qua preferiscono prendere la superstrada e uscire a Belforte”.

 

“Notte e giorno sempre a 50 all’ora è una cosa esagerata — continua un altro commerciante di Passo San Ginesio —. Noi fino a qualche tempo fa lavoravamo con tutta la vallata, ora in tanti non vengono più da queste parti per non rischiare di prendere la multa. Non è giusto che ogni Comune decida a modo suo, la strada è della Provincia e avrebbero dovuto pensarci loro, altrimenti è solo un modo per arricchire alcune amministrazioni più di altre”.

 

Un altro aspetto che, poi, proprio non piace ai maceratesi è che gli speed check oramai sono dappertutto. “Quando ce ne sono così tanti in giro — dice Rosanna Rieti — non gli si dà più credito. Meglio sarebbe metterne pochi in punti strategici”. Tra le tante voci contrarie, però, c’è anche chi è favorevole al controllo della velocità in questo modo. “Qui a Passo del Bidollo servono — conclude Sabrina Sagretti — perché hanno diminuito davvero la velocità delle macchine. Lungo la strada è pieno di case e di bambini e io da mamma sono penso che per mio figlio sia una sicurezza in più”.

 

MULTE SOLO SE CI SONO LE PATTUGLIE.

Le multe elevate dagli speed check sono nulle, se non vengono immediatamente contestate da una pattuglia. Lo precisa il prefetto Vittorio Piscitelli, spiegando tra l’altro che questi sistemi di controllo devono rispettare una serie di regole.

 

“Una direttiva del ministero dell’Interno — spiega il prefetto — ribadisce che deve essere rispettata una distanza adeguata tra i bussolotti e i segnali di prescrizione che avvisano dei limiti di velocità, come previsto dal codice della strada. Per il resto, sono i sindaci che, in base alla pericolosità delle strade comunali, valutano se e dove posizionarli. In ogni caso, anche per gli speed check vale la regola della obbligatorietà della contestazione immediata: una multa fatta dal bussolotto e inviata solo per posta potrebbe essere annullata”.

 

Ci sono però delle eccezioni. “In alcuni casi lo speed check può funzionare anche senza la pattuglia, quando la strada non ha posto sufficiente per consentire alla pattuglia di operare in sicurezza. Sono casi ben precisi, autorizzati con un decreto dalla Prefettura dopo un sopralluogo della Polstrada: ce ne sono a Muccia, a Potenza Picena sulla Statale, a Montelupone, a Treia, in località Macchie di San Ginesio, a Recanati, a Tolentino, a Serravalle, nella frazione Convento di Urbisaglia. Solo in questi casi non serve che la multa venga subito contestata da una pattuglia, perché appunto la deroga è autorizzata dalla Prefettura”.

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