M5S: sul car pooling non siamo schierati con Uber

M5S: sul car pooling non siamo schierati con Uber L'identità voluta dal M5S per il car pooling nasconderebbe un'azione a favore di Uber. Ecco come stanno realmente le cose

L'identità voluta dal M5S per il car pooling nasconderebbe un'azione a favore di Uber. Ecco come stanno realmente le cose

4 Novembre 2014 - 12:11

Il car pooling ha ufficialmente un nome e un cognome, niente altro che un'identità normativa richiesta e ottenuta dal M5S in Commissione Trasporti, che solca la strada per una futura regolamentazione della condivisione del veicolo con la riforma del Codice della Strada. Da più parti l'iniziativa è stata interpretata come una presa di posizione a favore di Uber e contro i tassisti, tanto che lo stesso movimento è intervenuto con una nota ufficiale per placare le polemiche e smentire interpretazioni infondate.

NOSTRO INTERVENTO E' PER LA MOBILITA' SOSTENIBILE – Qualche settimana fa il M5S ha fatto approvare in Commissione Trasporti l'emendamento alla legge delega di riforma del Codice della strada, con cui viene definito car pooling come “servizio di trasporto, non remunerato, basato sull'uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che debbano percorrere uno stesso itinerario, o parte di esso, messe in contatto tramite servizi dedicati forniti da intermediari pubblici o privati, anche attraverso l'utilizzo di strumenti informatici”. Diversamente da quanto il M5S ci ha spiegato durante la nostra intervista all'On. Dell'Orco, Capogruppo in Commissione Trasporti e primo firmatario dell'emendamento, però le voci circolate nei giorni successivi hanno associato Uber al M5S. L'effetto mediatico provocato da interpretazioni pretestuose non ha fatto altro che mettere in agitazione i tassisti, temendo in un'azione per avvantaggiare Uber in Italia. Tanto che il M5S ha dovuto chiarire la sua reale posizione, lontana dal fuoco incrociato tra Uber e Taxi. “La definizione normativa del car pooling è stata un'iniziativa a sostegno della mobilità dei cittadini e per tentare di far fronte alle carenze del Trasporto Pubblico Locale”, spiega il M5S.

COSA CAMBIERA' PER IL CAR POOLNG NEL CDS – Il M5S precisa anche che allo stato attuale il servizio offerto da Uber non avrebbe le caratteristiche per essere inquadrato nel car pooling e getta acqua sul fuoco spiegando che: “l'intervento legislativo non vuole essere un modo per entrare nella contesa ma è semplicemente teso a diffondere maggiormente l'importanza dell'uso condiviso dell'auto privata”. Per fugare ogni ulteriore interpretazione, viene chiarito nella nota ufficiale che “la proposta approvata aiuta a fare chiarezza nel sistema legislativo vigente segnando una netta distinzione tra car pooling lecito e esercizio abusivo dell'attività di taxi o ncc, che è e rimane assoggettata alle previsioni della legge quadro 21/1992 come più volte modificata” . Quindi, quando il Governo darà attuazione alla legge delega modificando il Codice della Strada, la sostanziale novità riguardante il car pooling sarà l'assenza di remunerazione per la fornitura del servizio, che sarà legale solo se ci sarà condivisione delle spese a titolo di rimborso dei costi sostenuti da chi mette a disposizione la propria auto.

NON FAVORISCE IN ALCUN MODO UBER – Nessun partito preso, insomma, se non in nome della mobilità condivisa alternativa e sostenibile, che attende però ancora una norma ad hoc per poter essere definita lecita e mettere al riparo chi offre la propria auto dalle multe dei vigili. Quel che sembra abbastanza delineato da questo punto di vista per il M5S è che: “Se il servizio è fornito senza alcuna remunerazione né per chi mette a disposizione l'autovettura, né per chi opera l'eventuale piattaforma di condivisione, si rientra nella definizione di car pooling lecito”- continua la nota del M5S – “Se, al contrario, è prevista una forma di remunerazione per chi mette a disposizione il veicolo o una commissione per la piattaforma, allora l'attività è e rimarrà in contrasto con la disciplina del servizio taxi e ncc, che richiede il possesso di una licenza e il rispetto di determinati requisiti di legge.” Alla domanda secca “se la proposta favorisce Uber?”, il M5S risponde: “No, semplicemente perché per come è strutturato il servizio Uber (in particolare UberX) in questo momento, riteniamo che non rientri nella definizione di car pooling che abbiamo previsto per legge.”

1 Commento

matteo
20:17, 7 Novembre 2014

Assurdo il commento di un driver uber qua sopra ( e poi metti pure il tuo link per guadagnare sulle iscrizioni? vergognati). Se è per quello la gente vorrebbe spendere meno per tutto anche magari fare la spesa da un banchetto abusivo per strada. Ma se ci sono delle regole vanno fatte rispettare. Uber fa propaganda contro le categorie di lavoratori in regola, oggi sono i taxi domani i trasporti di oggetti, è pura follia.Il problema è che c'è tanta disoccupazione e avere un'attività in italia costa in termini di tasse e burocrazia uno sproposito,ci rimette il cliente finale ma la soluzione non è l'illegalità.Io sto coi tassisti saranno cari per colpa dello stato ma non pagano le tasse in olanda e non sono sfruttati da una multinazionale americana che sa fare solo marketing aggressivo. Poi leggetevi del price surcing, nei momenti di lavoro uber può avere un moltiplicatore di costo di otto volte tanto, c'è qualcuno che ha speso 300 euro per una corsa. UBER no grazie

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