L'Unione europea dichiara guerra al colpo di sonno

L'Unione europea ha approvato una direttiva per accertare patologie respiratorie che generano sonnolenza e provocano un incidente su cinque

17 luglio 2014 - 9:00

Non sempre l'Unione europea è lesta nel trasformare i progetti in realtà, comunque la notizia è positiva: c'è un giro di vite dell'UE per la sicurezza stradale. In premessa, va ricordato che, al momento del rilascio o del rinnovo della patente, 500 milioni di europei saranno soggetti a test valutativi su eventuali disturbi respiratori che compromettono il riposo generando sonnolenza diurna e provocando il 22% degli incidenti. Ma ora è stata approvata una direttiva che impegna gli Stati membri a varare una legge specifica: obbliga i conducenti di auto, moto, furgoni e camion a rispondere a specifiche domande su malattie come l'Osas (Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno). In caso di sospetta patologia scatta il rinvio a uno specifico consulto medico: qualora l'esito sia positivo, si potrà comunque guidare un veicolo dimostrando le terapie in corso e la validità della patente varierà tra 2 e 3 anni secondo la gravità dei disturbi.

UN PROBLEMA PESANTE – “L'Unione Europea ha compiuto un passo importante – dichiara il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani – che garantisce più sicurezza sulle strade attraverso una maggiore consapevolezza degli automobilisti sui propri limiti, favorendo l'accertamento di patologie sottovalutate e spesso ignorate. Da anni L'ACI sollecita insieme a tante organizzazioni scientifiche il giusto inquadramento di tutti i disturbi fisici che compromettono le capacità di chi è al volante,senza colpevolizzare chi ne è affetto o limitare ingiustamente il diritto alla mobilità degli individui”. Come ha spiegato la Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno, un soggetto affetto da apnee notturne è sottoposto a una grave frammentazione del sonno che, così, diviene non ristoratore e del tutto inefficace ai fini del riposo e, poi, di giorno determina difficoltà di concentrazione, con inattesi cali di attenzione e distrazione alla guida o, addirittura, colpi di sonno al volante per qualche istante (microsleep) o per periodi pericolosamente più lunghi. Il rischio di incidenti diventa da due a sei volte più alto per coloro che soffrono di apnee notturne. Occhio, molti conducenti soffrono di apnee mai diagnosticate e non trattate: spesso sono di mezza età, sovrappeso afetti da ipertensione. Al di là dei sinistri stradali, le apnee nascoste possono avere gravi conseguenze cardiovascolari, come ictus, infarto, aritmia cardiaca. C'è solo un modo per scoprire le apnee, un semplice esame non invasivo: la polisonnografia.

QUALI SOLUZIONI – Il trattamento? Mentre il soggetto dorme, un piccolo apparecchio immette aria a pressione positiva continua nelle prime vie aeree attraverso una mascherina nasale (Cpap – Continuous Positive Airway Pressure), che ventila e mantiene aperte le vie aeree superiori, impedendo di fatto il verificarsi delle apnee e la conseguente frammentazione del sonno. È anche possibile, a seconda della gravità dei casi, un programma di controllo del peso nei pazienti obesi, mentre altri soggetti traggono beneficio dall'utilizzo di un dispositivo dentale, e talvolta si ricorre alla chirurgia. Da evidenziare, infine, che i soggetti con apnee maggiormente a rischio di incidenti, sono quelli in età lavorativa, di età compresa tra 18 e 44 anni (tra di loro il 4,9 % ha avuto episodi di sonnolenza alla guida), di sesso maschile, lavoratori. Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la ricerca e la cura dei disturbi del sonno onlus, di Roma, evidenzia che “in Italia gli indici di mortalità per categoria di veicoli nel 2011 sono rimasti stabili rispetto al 2010 e riguardano i conducenti di auto, camion e autobus: temono conseguenze sulla patente di guida e vedono nella normativa rischi per il proprio lavoro ignorando l'importanza del problema a livello sociale. Un impegno per il nuovo Governo”. Per ora, si è mossa l'Unione europea: vedremo quali passi farà l'Esecutivo.

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