Lunardi ribadisce: tra la vita e la proroga scelgo la vita

"Nessuna proroga - avverte il ministr Lunardi - Dal primo luglio scatta l'obbligo del patentino per chi conduce i ciclomotori". Favorevoli al rinvio il ministro del Welfare, Roberto Maroni, i...

25 giugno 2004 - 8:14

“Nessuna proroga – avverte il ministr Lunardi – Dal primo luglio scatta l'obbligo del patentino per chi conduce i ciclomotori”. Favorevoli al rinvio il ministro del Welfare, Roberto Maroni, i produttori di motorini, che accusano un calo delle vendite del 30 per cento e le organizzazioni di difesa dei cittadini dopo il flop dei corsi organizzati dalla scuola pubblica per l'assegnazione dell'attestato di guida anche ai ragazzi minorenni che guidano uno scooter

Nessuna proroga alla scadenza del primo luglio. È categorico il ministro delle Infrastrutture e trasporti Pietro Lunardi, nell'escludere l'ipotesi di uno slittamento, aupicato dal ministro Maroni, dei tempi per l'entrata in vigore della normativa che impone l'obbligo del patentino ai minorenni che circolano su ciclomotori. “Di proroga non se ne parla -ha detto Lunardi- tra la proroga e la vita, io scelgo la vita”.

Di diverso avviso il ministro del Welfare, favorevole ad un rinvio o alla ricerca di “altre soluzioni”
“Ci tengo alla vita dei ragazzi – ha affermato Lunardi – io ho già detto che tra la proroga e la vita io scelgo la vita l'unica cosa che mi preoccupa e che voglio lanciare come appello ai ragazzi intanto di rispettare la legge e alle forze dell'ordine di non accanirsi sui ragazzià.

Quanto poi all'ipotesi di un foglio rosa per i ragazzi in attesa di conseguire il patentino, il ministro ha affermato che “il foglio rosa non esiste”.

POLEMICHE SULLE CIFRE
Oltre al ministro Maroni, si schierano contro l'avvio del patentino per i ciclomotori per il primo luglio, i consumatori.
Le organizzazioni di difesa dei cittadini chiedono infatti uno slittamento della data di avvio della nuova norma del codice della strada, alla luce del flop dei corsi organizzati dalla scuola pubblica per l'assegnazione dell'attestato di guida anche ai ragazzi minorenni che guidano uno scooter.
Il governo però assicura: “termineremo i corsi”, ha detto il sottosegretario all'Istruzione, Valentina Aprea, citando un'indagine svolta presso di centri servizi amministrativi da cui risulta che “la stragrande maggioranza delle istituzioni scolastiche completerà i corsi programmati per il conseguimento del Patentino entro l'anno scolastico in corso”.

Questa dichiarazione, unita al mancato esame della questione in occasione dell'ultimo Consiglio dei ministri, sembra far crescere le possibilità che il provvedimento entri in vigore alla scadenza prevista.
Le associazioni dei consumatori si sono quindi rivolte oggi al ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, chiedendogli un intervento in Consiglio dei ministri “a favore della proroga per permettere agli istituti scolastici di organizzare corsi qualificati e gratuiti”.

“Nelle famiglie si è creata una situazione di estremo disagio, causata dall'inefficienza del sistema scolastico pubblico che avrebbe dovuto, in tempi ragionevoli e gratuitamente, organizzare corsi di educazione stradale per i giovani”, hanno scritto le associazioni in una lettera aperta indirizzata al presidente dell'Isvap e al ministro delle Attività produttive, sottolineando come tale disagio sia determinato anche dalla “irragionevole rigidità del ministro delle Infrastrutture, che non ammette deroghe pur sapendo delle disfunzioni scolastiche e del fatto che oltre 500.000 giovani non sono ad oggi in possesso del titolo richiesto”.

“Tralasciando ogni considerazione sul business regalato alle autoscuole – si legge nella lettera – è opportuno ribadire che, in assenza del titolo di guida, per gli incidenti che accadranno dopo il primo luglio in cui sia impegnata la responsabilità di un minore alla guida di un ciclomotore le imprese di assicurazione potranno rivalersi sulle famiglie per le somme erogate a titolo di risarcimento”.

Calcoli fatti dalle organizzazioni, considerando sia la frequenza sinistri sia il costo medio per sinistro nel segmento ciclomotori, fanno stimare in 510 milioni di euro il costo di tale pericolo di rivalsa.

Per questo Adiconsum, Adoc, Adusbef, Federconsumatori, Lega Consumatori Acli, Nuovi Orizzonti, Sicurstrada, Snapis hanno anche lanciato un appello al presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini, perchè dissuada le assicurazioni ad intervenire sulle famiglie per eventuali rivalse.

Ma il vero bersaglio delle polemiche dei consumatori sono le scuole guida: “L'insana gestione governativa dell'intera vicenda legata al patentino per i ciclomotori assume toni e contorni francamente negativi per la società, ad eccezione del business concesso ad arte alle autoscuole: oltre 200 euro di spesa contro la gratuità promessa e legiferata nella Pubblica Istruzione”, ha sottolineato l'Adiconsum che ha organizzato per domani una manifestazione a Roma a cui hanno aderito anche le altre organizzazioni.
“Le scuole guida stanno approfittando della situazione per speculare sui prezzi dei corsi per il rilascio del patentino”, ha sostenuto anche Intesaconsumatori, che ha svolto un'indagine sui prezzi richiesti dalle scuole guida per i corsi da cui risulta che è “praticamente impossibile farli a meno di 150 euro”.
Da un'indagine telefonica svolta dall'organizzazione nelle principali città italiane, l'unica città dove è possibile trovare corsi a meno di 150 euro è Firenze (130).
La più cara è Genova, con una media di 200 euro.
Milano è la seconda città più cara, con prezzi che vanno da 150 a 250 euro. Roma è intorno ai 150 euro.

Per l'organizzazione, i corsi dovrebbero essere fatti ad un prezzo calmierato uguale per tutta Italia, concordato tra ministero, associazioni di categoria e associazioni di consumatori, “altrimenti le speculazioni proseguiranno e il patentino diventerà l'ennesimo business per le autoscuole per un controvalore di 180 milioni di euro.
Il fatto che la motorizzazione non abbia ricevuto l'incarico di fare i corsi, infatti, consente ora alle scuole guida, durante l'estate, di avere il monopolio dei patentini”.
Le autoscuole, ovviamente, si difendono.”Qualsiasi provvedimento di rinvio o di clemenza andrebbe a discapito della sicurezza stradale, che rimane l'obiettivo prioritario di questa disposizione”, dice l'Unasca, che appoggia la posizione del ministro Lunardi.

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