L'ultima volta del Lingotto a Torino, inizia la marcia verso Wall Street

L'ultima volta del Lingotto a Torino, inizia la marcia verso Wall Street Approvato il bilancio 2013: utile di 1

Approvato il bilancio 2013: utile di 1,9 miliardi. Marchionne svelerà il 6 maggio il piano industriale a Detroit

31 Marzo 2014 - 01:03

Il lungo addio del Lingotto a Torino: a fine anno, al massimo nei primi mesi del 2015 lo sbarco a Wall Street. L'assemblea della Fiat, l'ultima ordinaria che si tiene in Italia, ha approvato al 99,9% il bilancio 2013 del Gruppo, che si è chiuso con un utile netto di circa1,9 miliardi. Nessun cambiamento nella compagine azionaria, come ha ricordato il presidente John Elkann aprendo i lavori: Exor detiene il 30,06%, Baillie Gifford il 2,64% e Vanguard International Growth Fund il 2,26%. Altri investitori istituzionali Ue hanno il 17,1% mentre quelli extra Ue il 21,80%. Fiat Spa detiene azioni proprie pari al 2,76% (era il 3,226%).

BUONE NOTIZIE – “Abbiamo delle buone notizie quest'anno: il 2013 è stato, infatti, ricco di soddisfazioni per la Fiat” ha evidenziato il presidente John Elkann. L'acquisto della Chrysler e la nascita di Fca “metterà fine alla vita precaria di Fiat. Con FCA abbiamo finalmente la possibilità di giocare una partita vera. Ed il 6 maggio a Detroit vi racconteremo quello che FCA farà nei prossimi anni”.  Elkann ha ricordato lo stabilimento Maserati, i successi sui mercati di Brasile e America del Sud con il lancio della nuova Uno. E poi, ha detto, “c'e' il mondo Chrysler con la Jeep che nel 2013 ha registrato il record storico di auto consegnate e si appresta a raggiungere nel 2014 il traguardo del milione tra le quali anche quelle prodotte qui in Italia, a Melfi”.”Ora non esistono più ostacoli alla piena integrazione di Chrysler – ha puntualizzato l'ad Sergio Marchionne – è il coronamento di un grande progetto industriale iniziato nel 2009″.

NEL 2014 IL GRUPPO CONSEGNERA' 4,5 MILIONI DI UNITA' – Il Gruppo, nel 2014, consegnerà 4,5-4,6 milioni di vetture a fronte di 4,35 milioni nel 2013. Gli obiettivi 2014 sono un utile della gestione ordinaria a 3,6-4 miliardi, utile netto a 0,6-0,8, indebitamente netto industriale tra 0,8 e 1,3 miliardi di euro. Il Ceo ha anticipato qualcosa del piano che sarà presentato a maggio nel Michigan: “Sarei un ingenuo se non sapessi che ci sono aspetti emotivi non solo qui in Italia ma anche al di là dell'Oceano legati alla storia secolare dei due gruppi Fiat quest'anno compirà 115 anni, Chrysler 90 il prossimo. Può nascere la sensazione che si perda qualcosa, ma la nostra forza deriva proprio dall'unione di queste due realtà, ognuna conserverà la propria identità e metterà a disposizione dell'altra i propri punti di forza.L'identità di un'azienda non sta nella ragione sociale”. Sulle macchine infatti resterà il marchio Fiat.

UN MILIARDO PER SVILUPPARE UNA VETTURA NUOVA – L'auto, ha ribadito Marchionne, oggi deve fare i conti “con condizioni di rischio e di incertezza più elevate rispetto a prima della Grande Recessione. Sviluppare una nuova vettura vuol dire investire quasi un miliardo di euro. Con una somma così importante non dobbiamo fallire”. Da qui il rigore di raggiungere “grandi economie di scala che ci permettano di investire nello sviluppo delle architetture e dei prodotti”. Lo spostamento della sede fiscale del gruppo Fiat-Chrysler nel Regno Unito, ha spiegato Marchionne, non comporterà vantaggi particolari.

TRE LE PIATTAFORME PRINCIPALI – Proprio nelle architetture, ha sottolineato Marchionne, Fiat ha già completato la convergenza sulle tre piattaforme principali, Mini, su cui si costruiscono Panda e 500, Small (500L, 500X, Jeep Renegade) e Compact (Alfa Romeo Giulietta, Dodge Dart, Jeep Cherokee, Chrysler 200). La Fiat è “un'azienda che oggi può passare all'attacco, a testa alta, contro i giganti delsettore”.

MARCHIONNE HA RINGRAZIATO LE 300 MILA PERSONE DI FIAT E CHRYSLER – L'ad ha chiuso la relazione ringraziando gli azionisti e le “300 mila persone di Fiat e Chrysler nel mondo per il contributo che hanno dato nel 2013 e per quello che continuano a fare, ogni giorno, per il futuro del nostro gruppo”.

LA 500 NON E' ADATTA AL MERCATO CINESE SE NON PER UNA NICCHIA – “La nostra joint venture con il partner cinese sta andando avanti con successo, ma la 500, principalmente per le sue dimensioni, non è adatta per quel mercato, se non per una nicchia”. Così l'ad Sergio Marchionne, rispondendo alla domanda di un azionista. “Cerchiamo di portarla avanti, ma avrà un utilizzo limitato”, ha aggiunto ricordando che la 500 in Cina nel 2013 ha venduto 1.100 unità.

PREVISTO IL LANCIO DI SETTE NUOVE ALFA – Secondo una indiscrezione di Automotive News il lancio di sette nuovi modelli Alfa Romeo dovrebbero, entro il 2018, incrementare i volumi di vendita globali a circa mezzo milione di esemplari contro gli attuali 100 mila. Tra le sette new entry del Biscione spiccano una Spider nel 2016 (originariamente da sviluppare insieme a Mazda, ma è probabile che la due posti scoperta che uscirà da Hiroshima sarà sotto l'egida Fiat o Abarth) e successivamente le versioni berlina e wagon di Giulia e Alfetta. In particolare, la Giulia sedan dovrebbe andare a sfidare la BMW Serie 3, mentre la BMW Serie 5 sarà l'avversaria dell'Alfetta. Ed ancora due sport utility, una versione più compatta e l'altra più grande e spaziosa. Il rilancio dell'Alfa Romeo e di Maserati sarà strategico per Fiat Chrysler Automobile che vuole tornare al profitto in Europa entro il 2016. Tutte le Alfa e le Maserati saranno assemblate in Italia.

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