L'Italia si sposta verso il “low cost”. Lo dice una ricerca Dacia-TNS Italia

L'Italia si sposta verso il “low cost”. Lo dice una ricerca Dacia-TNS Italia L'atteggiamento degli italiani verso i beni e i servizi a basso costo sta cambiando: ora sono accettati da tutte le fasce sociali. Alla base

L'atteggiamento degli italiani verso i beni e i servizi a basso costo sta cambiando: ora sono accettati da tutte le fasce sociali. Alla base, la ricerca del risparmio a scapito di tecnologia e "brand"

11 Novembre 2010 - 05:11

Nel 2007 circa la metà degli italiani non conosceva il significato del termine “low cost”. Oggi il 76% di loro dichiara di aver acquistato o di essere diposto ad acquistare questa tipologia di prodotti. Lo afferma una ricerca condotta nella seconda quindicina dello scorso ottobre da una società di ricerche di mercato che ha agito per conto della casa automobilistica Dacia (Gruppo Renault).

Numerose e interessanti le altre indicazioni provenienti dall'indagine, che ha fotografato un mutamento nell'atteggiamento della popolazione italiana nei confronti dei prodotti a basso prezzo. Intanto, la filosofia low cost sembra diventata trasversale, nel senso che è ben accetta da parte di ogni classe sociale. Alla domanda su quali fossero le fasce di popolazione alle quali poteva essere applicato il concetto, il 69% dei 1.000 intervistati ha risposto infatti “a tutte”.

Tra i beni e i servizi proposti in base a questa filosofia, quelli preferiti risultano i viaggi e i biglietti aerei, mentre salgono gli alimentati e l'abbigliamento, che dal 2007 registrano incrementi di oltre il 30%.

L'8% del campione ha dichiarato la propria disponibilità ad acquistare una vettura low cost o di averla già acquistata. Commentando quest'ultimo risultato, Gianni Vellandi, dirigente della società che ha svolto l'indagine (TNS Italia), afferma che gli italiani che acquistano questa tipologia di auto cercano ovviamente un risparmio, ma sono disposti a ottenerlo rinunciando non alla qualità, ma agli eccessi teconologici e al prestigio del marchio. Il direttore della comunicazione di Renaul Italia, Andrea Baracco, ha dichiarato invece che quell'8% costituisce un'ulteriore dimostrazione del fatto che il successo del low cost non deriva solo da una congiuntura economica negativa, ma è indice di un vero mutamento dei costumi.

Ovviamente, ed è più che comprensibile dato il comittente, la ricerca ha puntato ad indagare maggiormente sugli aspetti che eventualmente legassero gli intervistati al marchio Dacia. L'85% degli intervistati ha dichiarato di conoscerlo, con una prevalenza degli uomini sulle donne (il 90% contro il 79%), mentre le qualità più apprezzate delle vetture romene sono risultate la semplicità e il fatto di offrire “sostanza”.

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