L'Isvap indaga sulle assicurazioni che fuggono dal Sud e fa la banca dati antifrode. Ma qualcuno dice che non servirà

Tanto tuonò che piovve: dopo la marea di reclami...

5 novembre 2010 - 9:55

Tanto tuonò che piovve: dopo la marea di reclami e la denuncia dell'Adiconsum, l'Isvap ha aperto otto istruttorie contro otto compagnie assicurative sospettate di praticare tariffe troppo alte al Sud, tanto da far sospettare che vogliano eludere l'obbligo a contrarre (Scarica Isvap apre istruttoria). Questo si aggiunge ad altre sei istruttorie analoghe che l'istituto di vigilanza ha già in corso e a un numero imprecisato di procedimenti aperti ora su compagnie che stanno inviando disdette di massa ai propri clienti. Sotto questo profilo, l'Isvap ha chiarito un principio importante: la disdetta non può servire (come serve oggi) a stipulare una nuova polizza al cliente disdettato che la chiede come se fosse un nuovo assicurato: gli va riconosciuta la stessa tariffa di chi rinnova la vecchia polizza.

Elusioni e disdette al Sud nascono soprattutto dalle truffe e per questo l'Isvap ha finalmente presentato ad alcune compagnie la sua banca dati antifrode. Nel comunicato vengono riportati commenti positivi. Ma a me risulta che qualche pezzo grosso del mondo assicurativo ha un dubbio: la banca dati serve a beccare i truffatori abituali, non chi “inventa un sinistro” ogni quattro-cinque anni né chi saltuariamente simula la presenza in auto di più passeggeri (sempre con nomi diversi) per incassare il risarcimento per il danno a persone. A questo punto c'è da chiedersi: sono più i truffatori abituali o quelli “mordi-e-fuggi”? Se fossero di più questi ultimi, rischieremmo di aver fatto l'ennesimo buco nell'acqua contro le frodi.

fonte – mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

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