L'INTERVENTO – Autovelox a Campobasso, qualcosa non mi quadra

Ebbene, parola di ufficiale, già comandante della Polizia municipale di Larino, io dico che quegli accertamenti di violazione possono essere annullati e posti nel nulla dal Giudice in sede di...

22 ottobre 2008 - 9:51

Ebbene, parola di ufficiale, già comandante della Polizia municipale di Larino, io dico che quegli accertamenti di violazione possono essere annullati e posti nel nulla dal Giudice in sede di ricorso giurisdizionale. Basterà leggere, in proposito, recenti sentenze nonché i chiarimenti diramati dal Ministero dei trasporti.
         Secondo le vedute in questione, desunte dall’ art. 3, del decreto legge n. 117 del 2007:

1.tutti i dispositivi per il controllo elettronico della velocità, in funzione sulla rete stradale, devono essere ben visibili e sempre opportunamente evidenziati;
2.il pannello rettangolare dei cartelli di segnalazione (“di dimensioni e colori propri del tipo di strada su cui saranno installati”) dovrà recare la scritta “controllo elettronico della velocità” oppure la dizione “rilevamento elettronico della velocità”;
3.gli avvisi debbono essere posizionati con congruo anticipo rispetto al misuratore;
4.particolare attenzione deve essere riposta sulla necessità che, tra il luogo del controllo ed il segnale di avvertenza, non siano presenti intersezioni stradali limitatrici dell’informazione all’utenza in transito.

         Queste previsioni erano state già anticipate dai contenuti di una decisione della II Sezione civile della Corte di Cassazione (sentenza n. 24526 del 17.XI.2006), nella considerazione che la segnalazione di un apparecchio deve dissuadere nei fatti dalla velocità, venendo a costituire un elemento essenziale per potere elevare legittimamente le relative sanzioni e per confortare, con il massimo della trasparenza, l’operato della Pubblica amministrazione.
         Insomma, il decreto BIANCHI, datato 3.VIII.2007, convertito nella legge 2.X.2007, n. 170, ha voluto “parlare” con estrema chiarezza, sostenendo che “le postazioni di controllo devono essere segnalate e ben visibili, ricorrendo all’impiego di cartelli o a dispositivi di segnalazione luminosi, conformemente alle norme stabilite dal Codice”.
         Ciò nonostante, molte amministrazioni hanno mantenuto i vecchi segnali “fai da te”, spesso di dimensioni troppo piccole, con cartelli personalizzati collocati assai prima (o pochissimo prima) della postazione mobile, con poco rispetto dell’altezza massima prevista, fissata in metri 2,20. Insomma, in vero e proprio caos segnaletico, come dimostra bellamente la foto di Luca, scattata a Campobasso.
         Per evitare tutto questo, dal 3 di agosto del 2007, tutte le tipologie di postazioni – ovunque si trovino – debbono prevedere “segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti, luminosi a messaggio variabile, dispositivi di segnalazione luminosi installati sui veicoli”, come richiedono i contenuti prescrittivi del decreto ministeriale 15.VIII.2007.
         Da ultimo, sono intervenuti i contenuti del parere del Ministero dei trasporti  n. 972663 del 7 agosto 2008 secondo cui il controllo elettronico della velocità dei veicoli con postazioni mobili deve essere preventivamente reso evidente ai conducenti con segnali temporanei, o con dispositivi luminosi, installati a bordo degli automezzi di servizio.
         Per di più, l’uso generalizzato della segnaletica permanente – pure per indicare postazioni volanti di controllo – deve essere evitato allo scopo di non ingenerare confusione negli utenti stradali. Gli avvisi mobili debbono essere installati con congruo anticipo rispetto alla postazione di controllo elettronico.
         Nel parere si soggiunge che “l’adozione di segnaletica permanente anche per postazioni di controllo temporaneo, ancorché non vietata dalle vigenti disposizioni, risulta tuttavia non coerente con la tipologia utilizzata e con l’esigenza di credibilità cui la segnaletica deve rispondere in generale”.
         Secondo il Ministero, occorre richiamare al riguardo “il paragrafo 5.3.3 della Direttiva 24.X.2000 sulla corretta ed uniforme applicazione delle norme del Codice della strada in materia di segnaletica e di criteri per l’installazione e la manutenzione”, laddove viene criticato l’impiego superfluo di segnali su quale che sia tipo di strada.
         Infatti, una corretta tecnica di installazione richiede che debba essere posizionato esclusivamente il segnale corrispondente alla tipologia richiesta dalla situazione che si intende evidenziare.

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