L'incidente di Cittadella: effetti collaterali del linciaggio dei semafori

Un padre morto con i suoi figli piccoli. Un bilancio troppo pesante per un breve tragitto intorno a casa per andare a sbrigare commissioni...

4 ottobre 2010 - 10:08

Un padre morto con i suoi figli piccoli. Un bilancio troppo pesante per un breve tragitto intorno a casa per andare a sbrigare commissioni.

Ma forse è proprio la fretta di fare tutto (o di riportare a casa un bimbo che faceva i capricci, chissà) ad aver causato l'incidente: il papà ha deciso di superare la coda (un elemento del paesaggio della pianura veneta, dove l'economia ha portato paesi, centri commerciali e zone industrial-artigianali a crescere troppo rispetto alla modestia di politica e società civile nel gestire il territorio) e si è imbattuto in un camion che arrivava in senso opposto. Un comportamento comunissimo nell'Italia della patente a punti che non funziona. E, soprattutto, un'infrazione della cui gravità pochi si rendono conto: le autoscuole la incasellano burocraticamente nella voce “sorpasso in prossimità d'incrocio”, per preparare gli allievi a superare i (perlopiù) inutili quiz d'esame nel modo sicuro e meccanico che la gente richiede.

Ma in questo incidente ha giocato un altro elemento: il fatto che il semaforo fosse spento. “Lo accendono solo nelle ore di punta e quando è spento la gente corre”, ha spiegato un cittadino del posto al tg. Forse la scelta di limitare l'orario di fuzionamento del semaforo è legata alle polemiche che da anni agitano molte comunità di quel Veneto di pianura, dove molti sono riusciti anche a comprarsi l'auto da 200 cavalli, ma la viabilità è ingarbugliata come quella di un unico centro urbano lungo un centinaio di chilometri, salvo piccoli tratti comunque dritti e quindi noiosi da percorrere. In questo contesto, non pochi sindaci (se per far cassa o per arricchirsi personalmente dovrà dirlo la magistratura) hanno calcato la mano con controlli automatici senza dare conto delle loro scelte (sono stati scelti gli incroci più pericolosi o solo quelli più redditizi?) e lasciando le strade com'erano, la gente si è arrabbiata tanto e talvolta i Comuni hanno fatto una marcia indietro precipitosa per paura di conseguenze giudiziarie e politiche.

In questo miscuglio di carenze strutturali, indisciplina e controlli usati male, è difficile – forse anche inutile, ormai – dire di chi sia la colpa prevalente. L'unico dato certo è che il problema è serio e non si risolve in breve tempo, posto che non si può radere tutto al suolo. Quel padre e i suoi figli ce lo hanno dimostrato.

fonte – mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com

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