L'importanza della segnaletica stradale

Esiste una forma di "linguaggio" che alla pari dei numeri e delle lettere è conosciuta in tutto il mondo: si tratta della segnaletica stradale, che pur variando da Paese in Paese conserva alcune...

12 aprile 2005 - 10:46

Esiste una forma di “linguaggio” che alla pari dei numeri e delle lettere è conosciuta in tutto il mondo: si tratta della segnaletica stradale, che pur variando da Paese in Paese conserva alcune tipicità che la rendono comprensibile anche se le persone si trovano a migliaia di chilometri da casa loro.
E' il caso, tanto per fare un esempio, del cartello esagonale rosso che in qualunque Stato estero rappresenta il segnale di “Stop”; oppure della freccia azzurra che indica il “senso unico” o ancora la linea bianca di delimitazione della strada, che si differenzia negli Stati solo per la modalità continua od eventualmente tratteggiata. Insomma, si potrebbe dire che la segnaletica stradale ha oramai assunto un significato universale, ma non per questo si può sempre definire corretta o visibile o ancor più decifrabile.
Secondo un documento dell'OCSE (l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), l'ambiente “strada” ha una serie infinita di variabili che possono più o meno influenzare il grado di sicurezza stradale. Secondo quest'organizzazione, infatti, la strada deve sempre consentire al conducente le migliori condizioni di visibilità, prevedendo piani di realizzazione che non esulano da una costante opera di manutenzione e da un accurato governo della circolazione stradale.
Non a caso, la strada, anche se costruita con tutti i dettami e le norme previste dalla legge, non può prescindere da una corretta comunicazione con l'utente, cioè da un segnalamento il più possibile perfetto.
I segnali stradali
Il segnale, per essere veramente efficace, deve possedere alcuni importanti requisiti che oggi vengono meglio evidenziati dall'uso di materiali e tecnologie qualitativamente appropriati. Purtroppo, nonostante l'incremento della sensibilità verso i temi della sicurezza stradale, la posa in opera della segnaletica (sia essa verticale che orizzontale) si limita perlopiù ad alcuni standard che non tengono conto del rapporto analitico tra i fattori di rischio della strada, del conducente e dell'ambiente circostante e il tutto viene rimandato al mero rispetto della normativa, che da sola non può sempre garantire quegli standard di sicurezza che l'utenza richiede.
La normativa
Il nuovo Codice della Strada e il Regolamento di esecuzione dello stesso, trattano in vari articoli la segnaletica stradale, così come è intervenuta la direttiva del 24 ottobre 2000, che ha inteso illustrare l'uso corretto della segnaletica stradale in ogni situazione della circolazione.
In tutti questi provvedimenti legislativi, tuttavia, vengono ribaditi alcuni concetti essenziali della segnaletica stradale che potremmo riassumere nel seguente modo.
L'essenzialità, cioè il numero dei segnali deve essere lo stretto necessario evitando di fornire indicazioni superflue o comunque che traggano in inganno l'utente della strada; la visibilità, vale a dire l'esatta ubicazione e la corretta distanza di avvistamento del cartello, oltre alla leggibilità coerente con il contesto stradale (per fare un esempio: non è possibile apporre un segnale verticale di senso unico se la segnaletica orizzontale prevede due diverse corsie con altrettanti sensi di marcia); la chiarezza, ovvero, il segnale deve essere immediatamente percettibile nel suo significato; la piena efficienza, vale a dire il mantenimento degli impianti segnaletici in perfette condizioni di operatività e l'accurata pulizia degli stessi in casi particolari (dopo le stagioni invernali o altre situazioni similari).
Ecco perché, per rimanere nel concreto, le informazioni da fornire agli utenti della strada (cioè agli automobilisti) sono stabilite da un progetto specifico che deve tener conto di tutte le condizioni poc'anzi accennate e possibilmente di concerto con gli enti proprietari delle strade limitrofe, ai fini della costituzione di un sistema integrato ed efficace dei segnali stradali, a garanzia di una maggiore sicurezza e della fluidità della circolazione.
Ecco perché è severamente vietato dal codice stradale l'uso di segnali diversi da quelli espressamente previsti o l'abbinamento o l'interferenza di qualsiasi forma di pubblicità con i “cartelli” stradali. Basti pensare che l'articolo 39 del codice della strada (ed i relativi articoli del regolamento di attuazione) descrive i parametri relativi all'uso dei colori dei segnali e persino la tonalità degli stessi.
Nei segnali di indicazione, infatti, fatte salve alcun debite eccezioni è stabilito che il colore verde è da utilizzare per le sole autostrade o le immediate pertinenze delle stesse, quello blu per le strade extraurbane, il bianco per i percorsi urbani, il giallo per i segnali temporanei di pericoli derivanti da cantieri o lavori stradali, il marrone per indicazioni di località ed il nero opaco per i segnali di avvio a fabbriche, stabilimenti, zone industriali o centri commerciali.
Per ciascun segnale, inoltre, deve essere garantito uno spazio di avvistamento sufficiente senza che vi siano ostacoli di intralcio. Per questo motivo, il conducente di un veicolo deve poter percepire la presenza del segnale riconoscendolo come tale anche ad una distanza ragguardevole. Inoltre, tutti i “cartelli” debbono essere ben leggibili sia di notte che di giorno e nei casi di maggiore difficoltà è prevista un'accurata rifrangenza della segnaletica che tenga conto delle condizioni climatiche nel quale il segnale è apposto.
Materiali
Notevoli progressi sono poi stati fatti per quanto concerne i materiali utilizzati sia per la segnaletica verticale che per quella orizzontale. La visibilità notturna, ad esempio, è stata considerevolmente aumentata rispetto a poche decine di anni fa, grazie all'impiego di pellicole rifrangenti che sfruttano tecnologie modernissime ed in grado di durare nel tempo. Basti considerare il fatto che in questi anni si è assistito ad uno sviluppo dei materiali che ha consentito l'impiego di microprismi, cioè di pellicole che hanno prestazioni elevatissime e garantite per oltre dieci anni!
Posizionamento e composizione
Il regolamento di esecuzione del codice stradale, infine, fissa alcune importanti regole per quanto riguarda il posizionamento e la composizione della segnaletica stradale.
Su di uno stesso “gruppo”, ad esempio, possono trovarsi al massimo 6 targhe che seguono un ordine direzionale (indicazioni per chi prosegue diritto, a sinistra ed a destra) e di colore (il bianco in alto seguito rispettivamente dal verde, blu, marrone e nero). Basta questo per capire come non sempre siano rispettate queste due regole.
I caratteri utilizzati nel segnale devono poi essere omogenei e si deve usare la stessa pellicola rifrangente per mantenere inalterato il grado di visibilità di ogni targa. Ciascuna di esse, inoltre, deve essere distanziata dall'altra di 5 centimetri, così da permettere una lettura facile ed immediata.
Sono queste, in estrema sintesi, soltanto alcune delle tante considerazioni che consentono di riflettere sul ruolo e sull'importanza della segnaletica stradale, che rimane un elemento imprescindibile dell'ambiente “strada” ed un fattore di estrema rilevanza nel mantenimento del più alto grado di sicurezza stradale, verso il quale ciascuna amministrazione pubblica deve sempre mirare.

A DOMANDA RISPONDO
I quesiti dei lettori all'Ispettore Rocchi

Domanda: come si misurano i limiti di velocità?
Gentile Ispettore, quali sono i criteri per cui un agente preposto alla vigilanza stradale può elevare un contravvenzione per la velocità non commisurata alle condizioni stradali?
N. L.

Risposta: ecco i parametri
L'articolo 141 del codice della strada prevede che la velocità di un veicolo sia regolata, usando particolare prudenza, in prossimità degli incroci, nei tratti di strada a visione non libera, nelle curve, nei tratti di strada non rettilinei, nei passaggi stretti o ingombranti, in prossimità di scuole o luoghi frequentati da fanciulli, nelle ore notturne, in caso di insufficiente visibilità ed anche nell'attraversamento dei centri abitati o nelle forti discese. In tutti questi casi, dunque, al di là del limite massimo previsto per quella strada, occorre usare ulteriore prudenza.

Domanda: cos'è lo spazio totale di arresto?
Durante l'esame per il conseguimento della patente di guida, ho sbagliato una domanda che mi chiedeva di indicare esattamente la definizione dello spazio totale di arresto. Può spiegarmelo?
Lettera firmata

Risposta: tempo di reazione più spazio di frenata
Lo spazio totale di arresto è la somma dello spazio di reazione con quello di frenatura. Nel primo caso si tratta dello spazio percorso da un veicolo durante l'intervallo di tempo compreso tra l'istante in cui il conducente percepisce il pericolo e l'istante in cui agisce materialmente sul freno.
Il secondo, invece, definisce lo spazio percorso dal veicolo dall'istante in cui il conducente ha messo in atto la manovra di frenata e l'istante in cui il mezzo si arresta completamente. Analogamente, lo spazio di arresto è uguale e mai inferiore a quella che viene definita la distanza di sicurezza.

Domanda: casco che cade va cambiato?
E' vero che quando il casco cade a terra deve essere sostituito?
M.S.

Risposta: lo decide il buon senso
Non c'è una norma precisa che lo prevede, ma solo il buon senso ed i preziosi consigli di quanti realizzano i caschi protettivi e persino di coloro che soccorrono gli infortunati in caso di incidente stradale. Per la propria sicurezza, infatti, è sempre consigliato sostituire il proprio casco se questo ha subito una violenta caduta oppure se il cinturino è anche solo parzialmente tagliato o se la visiera presenta evidenti tracce di rigatura. In questi casi, infatti, il problema non è tanto l'obbligo di legge, quanto ola possibilità di conservare la propria integrità fisica nel migliore dei modi.

Fonte: Reporter.it

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