Autovelox senza pattuglia. Ortodosso o 'vessatorio"'' «Non è importante la modalità, ma la finalità dell'intervento - risponde Mauro Tedeschini, direttore della rivista 'Quattroruote', una...

17 agosto 2005 - 9:26

Autovelox senza pattuglia. Ortodosso o 'vessatorio”'' «Non è importante la modalità, ma la finalità dell'intervento – risponde Mauro Tedeschini, direttore della rivista 'Quattroruote', una sorta di bibbia per gli automobilisti – Purtroppo in alcuni comuni assistiamo ad un abuso di installazioni di questi apparecchi, legato alla volontà di fare cassa, non certo di prevenire i rischi connessi all'alta velocità».

Tedeschini, pur condannando l'intenzione di alcuni Comuni – rimpinguare le tasche amministrative – sottolinea come rilevare le multe senza agenti sia una prassi non solo legale, ma anche condivisibile.

«Trovo giusto che in alcuni punti, particolarmente pericolosi, non sia obbligatoria la presenza dei vigili o degli agenti della stradale – dice – Ormai è pacifico: non servono il fermo del trasgressore o una pattuglia nei paraggi. Viene chiarito dal Codice della Strada e confermato dalla sentenza della Cassazione. Gli unici due requisiti per l'utilizzo dell'autovelox sono l'omologazione e la taratura corretta dell'apparecchio. Il secondo è un punto controverso, poiché serve una revisione periodica per assicurare una taratura esatta».

Il direttore di 'Quattroruote' sposta poi il fuoco della riflessione sui limiti stradali, altro annoso pomo della discordia che ha diviso politici e amministratori sulla 'Regina'. In alcuni tratti della Statale, a detta di molti, i limiti sembrerebbero troppo bassi.

«Fondamentale – osserva Tedeschini – è capire se i limiti siano ragionevoli e, soprattutto, se gli autovelox vengano inseriti davvero nei tratti a rischio, in corrispondenza, ad esempio, di scuole o attraversamenti di piste ciclabili. In questi punti è lecito ogni strumento legale per ridurre al minimo i rischi connessi all'alta velocità. Il problema nasce quando certi limiti sono bassi, artificiosi e mal segnalati. Ci vengono indicati molti episodi in merito: il più diffuso riguarda i Comuni di 'attraversamento', paesi cioè dai quali bisogna passare per raggiungere località rinomate. Questi Comuni, spesso, tendono a far cassa sui turisti ignari».

La soluzione, secondo Mauro Tedeschini, non è poi così complicata.
«Bisognerebbe innanzitutto censire i punti realmente pericolosi di ogni paese. E, soprattutto sulle strade di attraversamento, l'ubicazione degli autovelox dovrebbe essere gestita dalle Province, non dai Comuni. Vale a dire – conclude il direttore di 'Quattroruote' – da enti terzi, che sono meno interessati a far cassa rispetto alle amministrazioni comunali».

Fomte: Corriere di Como

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