Limite di 150 km/h: l'Aci dice sì

L'Automobile club d'Italia è favorevole all'innalzamento del limite di velocità a 150 km/h, nei tratti autostradali più sicuri

5 aprile 2012 - 9:21

La premessa è d'obbligo: la sicurezza stradale resta una priorità dell'Automobile Club d'Italia, che è anche partner del programma internazionale di crash test Euro NCAP, ma la nuova presidenza Aci (ora c'è Angelo Sticchi Damiani) apre ai 150 km/h in autostrada.

A CERTE CONDIZIONI – Il numero uno del club, che rappresenta gli interessi di oltre un milione di automobilisti italiani, è favorevole all'innalzamento del limite di velocità a 150 km/h, però solo nei tratti autostradali a tre corsie (più quella d'emergenza), e dove i pannelli a messaggio variabile segnalano che esistono le condizioni per viaggiare a quella velocità. Tuttavia, Sticchi Damiani si dice anche pronto a sostenere l'istituzione di una super patente per guidare modelli ad alte prestazioni, ribadendo che l'Aci deve essere il “partito degli automobilisti”, con iniziative per risolvere molte delle situazioni penalizzanti per chi ha una macchina, a partire dai prezzi di benzina e Rca.

QUESTIONE ANTICA – Attualmente (da luglio 2010) il Codice della strada (articolo 142) consente ai gestori delle autostrade di elevare il limite da 130 a 150 km/h. Sulle autostrade a tre corsie, più quella d'emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature debitamente omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati (il Tutor), i gestori possono elevare il limite a 150 km/h sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato, previa installazione degli appositi segnali; purché lo consentano l'intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità dell'ultimo quinquennio.

SICUREZZA – Se quel tratto di autostrada è così sicuro da consentire l'innalzamento del limite a 150 km/h, il gestore è libero di “alzare l'asticella”. Ma nessuna concessionaria l'ha mai fatto, per una ragione semplicissima: non intende assumersi la responsabilità di eventuali incidenti dovuti alla velocità eccessiva. Inoltre, un formula matematica molto complicata (prevista nelle convenzioni fra gestori e Stato, proprietario delle autostrade) prevede che i pedaggi salgano al diminuire dei sinistri: è ovvio che le concessionarie non intendano rischiare un aumento degli incidenti. In definitiva, ora i gestori hanno la facoltà di elevare il limite a 150, e non lo faranno; quel limite lo vedremo sulle nostre autostrade solo se e quando le concessionarie, in futuro, avranno l'obbligo di alzarlo in seguito a una riforma del Codice della strada.

UN TEST: PERCHÉ NO? – Da sempre, c'è chi, come l'Asaps (Amici Polstrada), si dice contrario ai 150: “Chi corre fino a 200 km/h se la caverà con appena 159 euro di sanzione e solo tre punticini di prelievo”. A nostro giudizio, una sperimentazione sull'applicabilità dei 150 km/h si può fare, grazie al potere deterrente del Tutor, e a patto di scegliere un tratto autostradale con poco traffico, guard rail seri e ovviamente tre corsie più quella d'emergenza. Si potrebbe introdurre una sanzione “speciale” per chi supera i 150 km/h di media in questo tratto (157 con la tolleranza): 10 punti e sospensione della patente fino a 12 mesi. Inoltre, i 130 km/h rappresentavano un limite “giusto” 30 anni fa, con le auto prive dei sistemi di sicurezza di oggi. Ma a quali veicoli autorizzare i 150, visto che ci sono troppe auto vecchie in giro? Potremmo autorizzare solo le vetture con meno di quattro anni di vita.

1 commento

Claudio
18:50, 5 aprile 2012

NO. Come operatore dellla strada e progettista NO.

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