Liberalizzazioni RC Auto: addio risarcimento diretto?

Per le assicurazioni in arrivo, oltre al ridimensionamento del risarcimento diretto, anche nuove misure antifrode e in favore della concorrenza

13 gennaio 2012 - 23:20

Da ieri ha cominciato a circolare la bozza del decreto detto “liberalizzazioni”, che dovrebbe essere pubblicato tra pochi giorni, il 19 gennaio prossimo. Mentre fanno decisamente più rumore le norme su farmacie tassisti e ordini professionali, nel silenzio dei media il Governo ha messo in piedi alcuni ritocchi al codice delle assicurazioni private che, se approvati, avranno una portata molto ampia sul settore RC Auto.

UN ESPERIMENTO FORSE GIUNTO AL CAPOLINEA – In primo luogo, e come prima norma del pacchetto, il “Governo dei Garanti” ha messo mano a una delle più controverse trasformazioni avvenute nel settore negli ultimi anni, ovvero quella dell'introduzione del risarcimento diretto. Le norme sul risarcimento diretto avevano sottoposto nel 2006 la gran parte degli incidenti stradali a un sostanziale obbligo per il danneggiato di rivolgersi alla propria assicurazione per ottenere il ristoro dei danni. La procedura di risarcimento diretto oggi si applica su tutti i sinistri tra due veicoli a motore immatricolati in Italia (in sostanza sulla gran parte dei sinistri). E valgono anche per le lesioni dei conducenti, fino al 9% di punti percentuali di invalidità permanente (cosìddette microinvalidità). Negli anni il sistema del risarcimento diretto, nato per svariati scopi, e pubblicizzato come una “semplificazione” e una “velocizzazione” dei tempi, nonché una via per la riduzione del costo dei sinistri, ha finito per mostrare la corda. L'indagine Antitrust conclusasi ad ottobre (sotto la guida dell'odierno sottosegretario allla Presidenza del Consiglio Catricalà) aveva sottolineato l'opportunità di rivedere le norme sul risarcimento diretto che hanno prodotto un incremento del costo medio dei sinistri, principalmente per via del cosiddetto meccanismo delle compensazioni. Tale meccanismo ha favorito atteggiamenti distorsivi delle varie compagnie, perché se le compagnie pagano 100 un danno, poi ricevono comunque un forfait di 1.000 dall'altra compagnia e questo ha favorito il distacco tra esborsi effettivi e forfait percepiti, con conseguente minore controllo sui danni, aumento del costo medio dei sinistri e quindi dei forfait (stabiliti annualmente).

RISARCIMENTO DIRETTO SOLO PER I DANNI A COSE – Catricalà, nella sua relazione al Senato del 12 ottobre scorso, in qualità di Presidente dell'Antitrust, aveva indicato tra gli svariati rimedi per la crisi del settore RC Auto, anche l'esclusione dei risarcimenti delle lesioni dall'applicazione della procedura di risarcimento diretto, che funzionerebbe meglio confinata ai danni ai veicoli e alle cose. Ed è probabilmente l'esperienza tecnica dell'ex Garante della Concorrenza e del Mercato che ha portato nella bozza del decreto liberalizzazioni, di imminente pubblicazione, l'estromissione del riferimento alle lesioni del conducente dall'art. 149, co. 2 del codice delle assicurazioni private. Ciò si tradurrebbe, in sostanza, in una riduzione drastica dell'applicazione del risarcimento diretto, che verrebbe limitato, tra i casi di scontro tra due soli veicoli a motore immatricolati in Italia, ai soli danni materiali. Se la norma verrà pubblicata così com'è, gli assicurati coinvolti in incidenti stradali a due sole vetture, potranno appoggiarsi alla propria compagnia solo per i danni ai veicoli e alle cose, mentre per le lesioni dovranno chiedere il risarcimento alla compagnia del responsabile. In realtà non si tratta di una perdita di diritti per i danneggiati, perché questi saranno senz'altro meglio assistiti da consulenti legali privati, i quali non hanno alcun conflitto di interessi e che verranno pagati come voce di danno dall'assicurazione che risarcisce le lesioni alla persona. Sarebbe infatti più auspicabile, per gli assicurati, non trovarsi più a gestire in prima persona i propri sinistri, in un rapporto di dubbia fiducia con un'impresa assicuratrice che pur mostrandosi dalla loro parte, deve comunque contenere il più possibile il risarcimento. Ciò vale soprattutto per i danni fisici che sono più difficili da quantificare e necessitano di competenze tecniche che i danneggiati non hanno.

SCOMPARE IL CONTRASSEGNO –  Nella bozza di decreto compaiono altre novità importanti, che riguardano principalmente la lotta alle frodi e il problema della mancanza di concorrenza. Anche qui si vede la mano dell'ex Garante Catricalà. Nell'indagine dello scorso ottobre era stato evidenziato come fosse necessario spingere le compagnie a una maggiore responsabilizzazione nel contrasto alle frodi. Così nel pacchetto Rc Auto contenuto in decreto, dovrebbero arrivare anche obblighi per tutte le compagnie di compilare una relazione annuale sul contrasto alle frodi, e correlativamente vi sarà un ampliamento dei poteri dell'ISVAP di controllare l'operato di ogni impresa in tal senso. Sempre per contrastare le frodi, nella bozza viene indicata la possibilità per le compagnie di operare riduzioni dei costi dei premi in cambio di collaborazione, nello specifico gli assicurati potranno ottenere sconti se permetteranno un'ispezione del veicolo (utile per evitare danni falsi) prima della stipula del contratto e acconsentiranno a installare la “scatola nera” (come già avviene oggi). Inoltre è prevista l'imminente dematerializzazione dei contrassegni delle polizze Rc Auto. La regolarità dell'assicurazione risulterà da sistemi elettronici e banche dati, nonché da dispositivi di rilevamento a distanza che potranno effettuare i controlli in occasione dei semplici rilevamenti sulla velocità di routine. Nella bozza di decreto vengono poste scadenze per questa ulteriore rivoluzione che promette di porre un decisivo freno al fenomeno in aumento delle polizze contraffatte. Infine, sul piano della concorrenza, il decreto rafforzerà il divieto di esclusiva delle agenzie: stando alla bozza, ogni intermediario dovrà obbligatoriamente vendere i prodotti vita o danni di almeno due diverse compagnie.

di Antonio Benevento

2 commenti

maurizio
19:25, 14 gennaio 2012

L'unica novità che va decisamente verso il contenimento del costo polizza è quella meno pubblicizzata. Il divieto alle Società di utilizzare esclusivamente strutture distributive con monomandatari. La concorrenza in casa sarebbe dirompente e costringerebbe le stesse a politiche di contenimento di costi fissi che sono il vero problema.
Saranno Monti e Governo tanto forti da opporsi al potere delle lobbis assicurative ?

Antonio
11:56, 16 gennaio 2012

@Gigi Capra: il numero dell'art. non è ancora deciso, ma viene dopo il 21 ed è a pag. 58 della bozza. E' la prima norma di tutte quelle sul settore assicurativo ed è sostanzialmente una modifica dell'art.149 d.lgs. 209/2005.

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