Liberalizzazioni: carburanti, taxi e assicurazioni nel mirino di Monti

Il premier si muove con decisione per cercare di aumentare la concorrenza in tre settori cruciali del mondo automobilistico

21 gennaio 2012 - 8:00

L'ultima bozza conosciuta del cosiddetto “decreto liberalizzazioni” che il premier Mario Monti si appresta a varare contiene alcune novità che potrebbero avere un impatto significativo sul mondo dell'automobile. Ecco di che cosa si tratta.

CARBURANTI: PIÙ LIBERI GESTORI E TITOLARI – I gestori-titolari degli impianti di distribuzione dei carburanti potranno rifornirsi da qualsiasi produttore o rivenditore. Nei nuovi contratti tra gestori e compagnie petrolifere saranno prive di validità tutte le clausole che prevedono l'obbligo di rifornirsi in esclusiva da una di queste ultime. Per i contratti già in essere, invece, la libertà di rifornimento sarà limitata al 50% rispetto ai carburanti erogati l'anno precedente. I gestori non proprietari dell'impianto, invece, potranno rifornirsi liberamente per non oltre il 20% del proprio fabbisogno o di quanto erogato l'anno precedente. Qualsiasi atto contrario alla libertà d'acquisto così come stabilita dal decreto costituirà un illecito. Ai gestori degli impianti, proprietari o meno, sarà consentita senza limitazioni la vendita di giornali, alimenti, tabacchi e, sempre nel rispetto delle normative, di qualsiasi bene o servizio. Alcune sigle sindacali dei benzinai si oppongono a questa forma di liberalizzazione (ne abbiamo parlato qui) perché temono che favorisca i distributori no-logo, cioè quelli non legati ad alcuna compagnia.

LICENZE TAXI: DECIDERÀ L'AUTORITY – Verrà creata una nuova “Autorità per le reti” alla quale sarà affidato il compito di stabilire quante dovranno essere le licenza per i tassisti, la possibilità di acquisirne altre offerta a chi già ne ha una, quella di attribuire licenze part-time e quella di allargare le licenze al concetto di extraterritorialità. L'au tority, inoltre, si adopererà per migliorare l'offerta ai consumatori lavorando sulla competitività e sulla trasparenza delel teariffe.

ASSICURAZIONI: ALMENO TRE PREVENTIVI DALL'AGENTE – Gli intermediari assicurativi che operano nel ramo danni ai veicoli (ma anche ai natanti) saranno obbligati, prima della sottoscrizione di una polizza, a informare il cliente sulle tariffe e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative non legate agli stessi gruppi. Ovviamente lo scopo è quello di favorire la concorrenza e aiutare il consumatore a selezionare la polizza dal rapporto prezzo7contenuti più favorevole. Viene istituzionalizzato che i costi delle cosiddette “scatole nere”, cioè dei dispositivi che monitorano gli spostamenti e la cinematica del veicolo, saranno a carico delle compagnie assicurative, che dovranno inoltre riservare uno sconto sulla polizza ai clienti che ne accetteranno l'installazione sulle loro vetture.

MONTI E IL PALLINO DELLA CONCORRENZA – Ovviamente i concetti riportati sopra costituiscono qualcosa di più di pure ipotesi di lavoro ma, allo stesso tempo, anche qualcosa di meno di altrettante certezze. Insomma, saranno possibili variazioni anche sostanziali ai vari articoli del decreto. Insomma, benché il premier Monti abbia fatto chiaramente capire che intende operare per aumentare in molti settori la concorrenza a favore dei consumatori, non è ancora noto il grado di liberalizzazione, e quindi di reale concorrenza, che il decreto riuscirà a garantire dopo essere stato approvato. In ogni caso, non va dimenticato che in passato Mario Monti aveva già operato in questo senso, e tenacemente, con il regolamento 1400/2002 sulla distribuzione automobilistica che porta il suo nome.

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