L'Europa spinge sulla mobilità ma l'Italia è ferma

L'Europa chiede una mobilità efficiente e sostenibile ma il settore dei Trasporti italiano è tra i più arretrati rispetto alla media europea

24 ottobre 2013 - 7:00

Poca innovazione delle infrastrutture e strumentazioni ridotte all'osso in dotazione alle Polizie Locali fanno dell'Italia un Paese che continua a rincorrere l'Europa senza mai raggiungerla, almeno per quel che riguarda l'efficienza e la sicurezza delle strade pubbliche. E' quanto emerge dall'allarme dell'ACI.

IL MONITO DELL'ACI – “L'Italia non riesce a tenere il passo dell'Europa: lo dicono i numeri della mobilità nelle grandi aree” ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell'Automobile Club d'Italia nel commentare i dati sulla mobilità nei capoluoghi di regione, presentati dalla Fondazione “Filippo Caracciolo” al Forum Internazionale delle Polizie Locali. In Italia esistono tante differenze nei sistemi di circolazione urbani che spostandosi da una città all'altra sembra di aver viaggiato per migliaia di chilometri verso un altro Continente, eppure ci si trova sempre in Europa anche se lo scenario è tutt'altro che ai livelli comunitari. Il resoconto preoccupante proviene proprio confrontando i dati relativi alla mobilità, ai trasporti, alla viabilità e agli strumenti utilizzati per migliorare la sostenibilità della circolazione stradale con quelli degli altri Paesi. A farne le spese è ovviamente anche la sicurezza stradale, di fronte all'inefficacia di pochi strumenti di controllo (autovelox, etilometri, opacimetri) rispetto al numero di uomini per gli accertamenti sul territorio.

SCARSEGGIANO I MEZZI E GLI UOMINI PER I CONTROLLI – L'analisi delle dotazioni delle Polizie Locali, ad esempio, tradisce l'inadeguatezza degli strumenti che dovrebbero consentire alle Forze dell'Ordine l'efficace presidio sulle strade. Secondo i dati elaborati dal Centro Studi dell'ACI, Ancona è la città con più autovelox (57 ogni 1000 vigili urbani), mentre Napoli e Milano chiudono la graduatoria nazionale con 10 e 20 dispositivi ogni 1000 operatori. Aosta contrasta meglio la guida in stato di ebbrezza con 60 etilometri ogni 1000 operatori di polizia locale, mentre a Palermo se ne contano 10 (Milano e Napoli ne hanno solo 20). Stesso discorso per l'opacimetro, fondamentale nella misurazione delle emissioni inquinanti dei veicoli, è pressoché sconosciuto visto che le polizie locali di Bari, Cagliari e Venezia ne hanno 4 per 1000 operatori, Milano e Genova 2, Palermo 1 e tutte le altre nessuno. E' da considerare anche il numero delle unità operative, che a Milano conta più vigili (25 ogni 10.000 abitanti), seguita da Roma (24) e Firenze (23), con controlli più difficoltosi a Catanzaro (7 operatori ogni 10.000 abitanti) e Perugia (8).

BISOGNA RIPARTIRE DALLE AREE URBANE – La tecnologia in molti casi corre in aiuto ma solo se le infrastrutture si adeguano con opere di ammodernamento per incrementare l'efficienza del trasporto pubblico e privato. Uno degli esempi a sostegno dell'inchiesta è l'adozione dei semafori intelligenti – ancora poco diffusi in troppe città – in grado di regolare la circolazione in base ai flussi di traffico favorendo l'onda verde. Firenze (237), Bologna (238) Torino (326) e Milano (689) sono le più organizzate mentre Perugia ne ha 38, Napoli solo 7 e Potenza nessuno, tra le città che producono un profondo spaccato nazionale. Nell'occhio del ciclone finisce anche la rete TPL (Trasporto Pubblico Locale) della Metropolitana che non riesce ad equipararsi a quella di Copenaghen (dal 2002 conta 191 km che si estendono di continuo), neppure sommando i binari di tutte le città italiane. La disagevole realtà evidenziata dall'ACI è sotto gli occhi impotenti di pendolari e automobilisti, che ogni giorno si trovano faccia a faccia con un sistema che fa acqua da tutte le parti. Ci auguriamo che questi dati aiutino a motivare chi dovrebbe destinare le risorse e promuovere una mobilità più sostenibile e sicura.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Ztl Roma orari mappa permessi

Ztl Roma oggi in centro: mappa e come funziona

Misure antismog Emilia-Romagna

Emilia-Romagna: stop diesel Euro 3 dall’1 ottobre 2022 (ed Euro 4 nel 2023)

Move-in Milano: come chiedere la deroga per gli accessi in Area B