Lettera aperta sulla sicurezza L'Aiscam: dal dire al fare

Come arginare questa vera e propria emergenza? Ecco la ricetta dell'Associazione Italiana Sicurezza Circolazione Automezzi e Moto,

12 maggio 2010 - 9:40

Come arginare questa vera e propria emergenza? Ecco la ricetta dell'Associazione Italiana Sicurezza Circolazione Automezzi e Moto,

Sicurezza stradale, come affrontare l'emergenza nazionale? Sul tema interviene l'Aiscam, Associazione Italiana Sicurezza Circolazione Automezzi e Moto, con una lettera aperta che riceviamo e pubblichiamo.
Ogni anno in Italia 5.000 persone perdono la vita a causa di un incidente stradale. Sono circa 14 persone al giorno, praticamente una ogni ora. Trecentomila persone sono quelle che restano ferite. Nonostante le cifre siano impressionanti, nel nostro paese gli incidenti stradali non sono recepiti, analizzati e gestiti come una vera e propria emergenza nazionale.

In caso di eventi drammatici come terremoti, alluvioni e dissesti idrogeologici, la reazione all'emergenza è immediata, e gli interventi sono decisi attraverso il coordinamento di Ministeri, Autorità, Forze dell'Ordine svolto da una organizzazione come la Protezione Civile guidata da un Commissario dotato di poteri speciali.

Un terremoto della portata di quello accaduto a l'Aquila ha provocato 300 morti e 1600 feriti e la sua attuale valutazione si aggira attorno ai 10 miliardi di Euro. La comparazione è certamente di cattivo gusto, ma è necessaria per inquadrare il fenomeno in termini di proporzioni e di relative reazioni/interventi pubblici. La spesa annua per far fronte all'emergenza degli incidenti stradali in Italia è di 30 Miliardi di Euro. Occorre cambiare radicalmente approccio nei confronti della questione ed attribuirle la rilevanza di una vera e propria EMERGENZA NAZIONALE che come tale va affrontata, da Istituzioni in primis e quindi dall'opinione pubblica.

Ma in quanti sono a conoscenza del fatto che i picchi di incidentalità si registrano in corrispondenza degli orari di spostamento casa-lavoro, lavoro-lavoro, tra le ore 9 del mattino e le prime ore della sera? Quanti ancora ignorano che il 50% delle morti si verifica mentre i genitori accompagnano i propri figli a scuola per poi recarsi a lavoro?

Troppo spesso, purtroppo, l'errata lettura dei dati statistici porta a considerare la fascia dei giovani conducenti come l'unica categoria di utenza a rischio. Troppo spesso, anche sotto una forte spinta mediatica, l'alcool, le droghe e la velocità, sono considerate le uniche cause di incidenti stradali. Ancora, in quanti conoscono le assurde condizioni nelle quali gli autotrasportatori italiani sono costretti a lavorare? Quanti disastri mortali, provocati da ore eccessive di guida (nb: oltre il limite previsto dalle legge), potrebbero venir evitati se il Sistema si attivasse in maniera virtuosa come alcuni paesi europei hanno dimostrato di saper fare? La complessità della materia richiede di venire affrontata attraverso un coordinamento centrale attuante un piano a lungo termine. Il sistema organizzativo adottato in Francia, per esempio, ha sicuramente contribuito alla riduzione degli incidenti nella misura del 50%, centrando l'obiettivo fissato dall'Unione Europea.

Nonostante siano già molte le iniziative portate avanti da più parti e più attori (operatori, Polizie e Associazioni impegnate per diffondere la cultura della Sicurezza stradale) quello che noi di AISCAM chiediamo a gran voce è che quanto descritto ottenga un maggiore e più diretto coinvolgimento da parte di Aziende, Ministeri ed Enti, Associazioni e Sindacati uniti a livello di Sistema.

Oggi sono a disposizione studi e documentazioni che permetterebbero alle Istituzioni non solo di inquadrare l'emergenza, ma anche e soprattutto di intervenire in maniera mirata e soprattutto scientifica.

Quando avviene un incidente, l'Autorità che interviene è sicuramente preparata per fornire, grazie a precisi rilievi, un buon quadro del luogo ove si è svolto il sinistro e della posizione statica dei veicoli dopo l'urto, ma molto raramente tale Autorità è in grado di condurre una corretta analisi della dinamica dell'incidente e quindi di individuare le vere cause che hanno provocato l'impatto: i dati statistici confermano, per esempio, che il 90% dei casi di incidenti stradali sia da imputare esclusivamente al fattore umano. Una spiegazione scientifica, applicata alla psicologia comportamentale (alla base dell'errata percezione del pericolo) permetterebbe al sistema di intervenire con misure e metodologie di natura formativa/preventiva.

Per questo noi di AISCAM siamo fermamente convinti che la percezione della realtà che ci circonda, applicata alla circolazione, sia uno degli elementi fondamentali della guida sicura. Un conducente può essere tecnicamente molto preparato ma, se nella guida di tutti i giorni non valuta con attenzione il “panorama” che lo circonda, rischia di non essere in grado di reagire in tempo di fronte ad un ostacolo improvviso. Percepire il traffico o la circolazione significa dare la giusta valutazione a tutti i suoi parametri, sempre estremamente e rapidamente variabili nel tempo; la giusta percezione porta alla prevenzione e quindi alla riduzione del rischio di incidente.

La disattenzione è una delle principali cause di incidenti; routine, stanchezza, elementi di distrazione (cellulari, schermi video, etc.), alterazioni psichiche e così via, sono tutti elementi che non permettono la giusta concentrazione nella guida, ma sono anche elementi che quasi mai vengono valutati nello studio degli incidenti. La questione, a nostro avviso, deve quindi venir affrontata anche dal punto di vista psicologico: l'unico che possa dare un'indicazione precisa sui fattori che provocano la mancata percezione del rischio da parte del guidatore.

Filippo Moscarini – Presidente AISCAM
Paolo Mauri – Vicepresidente AISCAM

fonte – repubblica.it

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