Lesioni fisiche, l'Aneis attacca il Governo

L'Aneis (esperti in infortunistica stradale) contro la Tabella unica delle gravi lesioni fisiche

11 ottobre 2012 - 6:00

Il presidente dell'Aneis, Luigi Cipriano, attacca il Governo in tema gravi lesioni fisiche in seguito a un incidente. Denunciando che le Tabelle ministeriali ridurrebbero anche del 50% i risarcimenti RCA rispetto a quanto prevedono le Tabelle del Tribunale di Milano.

DA AGOSTO 2011 – Tutto parte il 3 agosto 2011, quando il Governo approva lo schema di DPR in esecuzione all'articolo 138 del Codice delle assicurazioni, il quale prevede che in caso di sinistro stradale i risarcimenti vengano stabiliti da una Tabella unica nazionale: questa valuta il danno biologico e le menomazioni alla integrità psicofisica su una scala da 10 a 100 punti di invalidità. Tale tabella avrebbe lo scopo di rendere i risarcimenti più omogenei in tutto in tutto il Paese. L'approvazione del Decreto non viene, però, accolta di buon grado dagli operatori del settore; subito l'Aneis e il Cupsit (Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali, di Stefano Mannacio) protestano affinché “si anteponga il diritto alla salute e il suo integrale risarcimento all'utile di bilancio delle Compagnie assicuratrici”.

VALORI BASSI – La tabella, infatti, viene reputata da Aneis e Cupsit non corrispondente alla realtà biologica: il valore pecuniario da attribuire a ogni singolo punto di invalidità è del tutto inadeguato a risarcire equamente il danno ad un bene prezioso quale il bene salute. E l'Associazione vittime della strada dichiarano quella Tabella lesiva della dignità umana delle vittime della strada. Tanto da scrivere una lettera aperta al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, con oggetto le tabelle del danno alla persona: “La mozione Pisicchio impegnava il Governo a ritirare la tabella ministeriale, considerata ingiusta perché determina un'iniqua diminuzione dei risarcimenti alle vittime, e a sostituirla con la tabella del Tribunale di Milano, la cui applicazione presso tutti i Tribunali era stata già indicata dalla Cassazione con sentenza numero 12408 del 7 giugno 2011”.? Risultato, con la Tabella ministeriale “si adotta, quale punto di riferimento non l'attenzione alla gravità dei danni e la necessità di un adeguato 'integrale' ristoro, ma l'interesse di profitto privato delle Assicurazioni, contrabbandato come interesse sociale: abbassando il risarcimento del danno alla persona si potranno abbassare le tariffe assicurative”.  Per esempio, se un giovane di 35 anni che subisce un danno biologico del 50% viene indennizzato oggi (incluso il danno morale) da 363.659 a 454.000 euro, con le tabelle riferite dal ministero, il risarcimento partirebbe da 226.000 euro come danno biologico puro: senza danno morale né personalizzazione si avrebbe una differenza di risarcimento che va da un minimo di € 90.000 a un massimo di € 228.461.

QUALE INTERESSE? – Cipriano (Aneis) ora insiste: “L'interesse di profitto delle Assicurazioni viene dichiarato come interesse sociale: abbassando il risarcimento del danno alla persona si potranno ridurre le tariffe assicurative. Ma il conto lo pagano le vittime? Il Governo intende proteggere gli interessi economici delle Compagnie e consentire loro di lucrare sul dolore e sulla sofferenza dei cittadini. Riducendo i risarcimenti per le vittime della strada, alcune Compagnie saneranno i bilanci in perdita per ragioni extra assicurative alla luce delle cronache finanziarie e non solo, facendone pagare il conto alle vittime”. Cipriano poi accusa pesantemente il Governo: “È l'ennesima 'porcheria' al fine di consentire alle Compagnie di ridurre ulteriormente gli importi dei risarcimenti dovuti sia alle vittime della strada che alle vittime della malasanità. In questo modo le Assicurazioni continueranno a offendere e umiliare tutti quei cittadini che avranno la sventura di subire lesioni anche gravissime a causa di terzi”.

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