L'escalation di Infiniti, marchio di lusso Nissan

L'escalation di Infiniti, marchio di lusso Nissan E il campione di F1 Vettel promuove con alto punteggio la nuova berlina Q50

E il campione di F1 Vettel promuove con alto punteggio la nuova berlina Q50

7 Novembre 2013 - 12:11

Il marchio di lusso Infiniti è stato fondato nel 1989 dal Gruppo Nissan negli Stati Uniti per avviare un'offensiva di prodotto nel segmento lusso. Da allora, la presenza globale di questo con sede principale produttiva a Tochigi si è estesa al Canada nel 1990, a Taiwan nel 1997, al Medio Oriente nel 2004, alla Corea nel 2005 e alla Russia nel 2006. L’espansione a livello globale è continuata nel 2007 con l’apertura di Centri Infiniti in Ucraina e in uno dei paesi con la più rapida crescita nel settore delle auto di lusso, la Cina. Nel 2008 Infiniti è arrivata nell'Europa occidentale e centrale. E proprio nel Vecchio Continente la fabbrica di Sunderland (UK) assumerà nel 2015 un ruolo chiave con un ulteriore investimento di 250 milioni di sterline e qui sarà assemblato l'Urban Sports Concept che si trasformerà nella Q30 su pianale di origine Mercedes.

PARTNERSHIP CON INFINITI RED BULL RACING TEAM – Un passo fondamentale per il marchio Infiniti che disporrà anche di un Centro Stile a Paddington, di un Centro Tecnico a Cranfield e della collaborazione con Infiniti Red Bull Racing team a Milton Keynes. Un investimento che amplifica la presenza del brand in Europa, uno dei mercati chiave di Infiniti. Il nuovo stabilimento, operativo dal 2015, con la catena di montaggio per l’assemblaggio della carrozzeria (Body Shop) della Q30 e la fase finale dell’assetto e telaio (Trim and Chassis), si estenderà su 25,000 m2 di nuovo spazio produttivo, con l’impianto destinato alla produzione della Q30. Il nuovo impianto per il Body Shop consentirà l’assemblaggio della piattaforma premium della Q30, mentre l’estensione dedicata al Trim and Chassis includerà uno stabilimento nuovo per l’installazione dei motori. Infiniti diventerà così il primo marchio automobilistico ad essere prodotto su scala nel Regno Unito in 23 anni. La Infiniti Motor Company Limited ha la sede a Hong Kong, quella europea è a Rolle in Svizzera.

CERCARE UNO SPAZIO PER ARGINARE I TEDESCHI – In casa Infiniti sono convinti che nella fascia premium del segmento D ci sia spazio per nuovi competitors, che spezzino la supremazia tedesca (Audi, Bmw e Mercedes) puntando su tecnologia e ricercatezza delle forme. Infiniti vuole incrementare i volumi di vendita globali a 600.000 esemplari l'anno entro i prossimi 5-10 anni contro i 172.000 di oggi, di cui meno di 3.000 in Italia dove è presente da 5 anni durante i quali ha immatricolato solo 1.600 unità. Per arrivare al tetto prefissato di vendite, la gamma sarà ampliata del 60% ed il numero dei propulsori raddoppierà. Attualmente i dealers nel Vecchio Continente sono 60. La sigla dei modelli del marchio comprende una lettera per i coupè e le berline (due lettere per i Suv) ed un numero riferito alla cilindrata del motore. Una “x” dopo la cilindrata delle berline indica un modello a trazione integrale, come ad esempio G37x.

VETTEL COLLAUDATORE D'ECCEZIONE PER LA Q50 – Sebastian Vettel, neo vincitore del titolo mondiale di F1 con la Red Bull, è il responsabile prestazioni di Infiniti. Ecco il suo giudizio sulla Q50: “Sono rimasto colpito dalle potenzialità di questo modello veramente piacevole da guidare. Le sospensioni sembrano quelle di una vettura sportiva e, insieme allo sterzo, garantiscono una risposta eccellente. Trovo notevole anche la potenza del propulsore ibrido con tecnologia Direct Response“.

SEDILI PROGETTATI SU STUDI NASA – La nuova Q50 si ispira allo stile delle concept del marchio, Essence, Etherea ed Emerg-E. Gruppi ottici che integrano le luci per la marcia diurna formate da Led disposti a mezza luna. L'abitacolo è accogliente e rilassante con sezione anteriore asimmetrica. Molti dettagli sono ripresi dalla tradizione artistica ed artigianale giapponese, tra cui gli inserti in alluminio “Kacchu”. I designer hanno puntato su forme morbide e filanti al tempo stesso, di gusto tipicamente orientale ma che trovano estimatori un po' dovunque. 479 cm di lunghezza e 182 di larghezza fanno da preludio al passo più lungo della categoria, ben 285 cm. Buona, di riflesso, la capacità di carico, 510 litri per gli esemplari diesel e 400 per quelli ibridi, che dietro lo schienale del divano nascondono le batterie. I posti posteriori realmente comodi sono due e non tre, perché chi siede in mezzo ha una porzione di schienale duretta e poco spazio per i piedi, a causa della presenza del tunnel per l'albero della trasmissione, che porta la coppia alle ruote dietro. Chi siede al volante e il suo vicino sono accolti su sedili ampi e comodi, che dal Giappone fanno sapere progettati dopo attenti studi su ricerche della Nasa. A dominare la scena della plancia sono i due touchscreen sovrapposti del sistema Infiniti InTouch, che consentono di seguire la mappa sullo schermo principale e di cercare i punti d'interesse su quello secondario. Da segnalare poi il Dynamic Adaptive Steering, l'Active Lane Control, che, utilizzando una telecamera, individua in autostrada la corsia di marcia e mantiene la vettura al suo interno se non si aziona un indicatore di direzione.

LA PRIMIZIA RIGUARDA IL DIESEL – Un motore a gasolio non si era mai visto sotto il cofano di una berlina Infiniti. E Nel Sol Levante hanno deciso di sfruttare l'accordo con Daimler, facendosi fornire il 2.1 turbodiesel da 170 cv e 400 Nm, abbinabile a un cambio manuale a sei marce o a un automatico a sette con consumi tra i 4,4 e i 4,9 l/100 km (la 2.2d è in listino a 36.100 euro, la 2.2d con cambio automatico costa 38.310 euro). Il cambio automatico è la sola soluzione possibile con la Q50S Hybrid, che offre trazione, posteriore o integrale AWD. Questa versione combina un V6 3.5 a benzina da 302 cv a un motore elettrico che porta la potenza totale a 364 cv, consumo dichiarato di 6 litri x 100 km (prezzo di 54.495 euro, quella integrale costa 57.015 euro).

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