L'eCall sarà obbligatoria da marzo 2018

Secondo la Commissione Europea la privacy sarà tutelata, ma si moltiplicheranno le opportunità commerciali

11 dicembre 2014 - 12:39

Su tutte le nuove auto commercializzate nell'Unione Europea a partire dal 31 marzo 2018 (se ne parla dal 2011) sarà obbligatorio il sistema eCall, cioè la chiamata automatica di emergenza. Per averne la certezza definitiva bisognerà attendere l'inizio di gennaio, quando si voterà in sede Consiglio UE e nell'Europarlamento; un'occasione che servirà anche per chiarire del tutto se l'obbligo riguarderà solo le auto di nuova omologazione oppure tutti i modelli nuovi in vendita. Infatti il documento attuale lascia spazio ad alcuni dubbi. Ad ogni modo nella votazione della Commissione Mercato Interno i risultati sono stati netti; con trenta voti a favore, uno contrario e due astenuti. In questo modo, tra poco meno di tre anni e mezzo su tutte le nuove auto ci saranno una SIM interna e un GPS collegati al sistema di infotainment che in caso di incidente chiameranno automaticamente il numero unico di emergenza europeo 112, inviando i dati relativi al veicolo e alla posizione esatta dell'incidente.

ITALIA UN PASSO INDIETRO – Peccato che, come sempre più spesso accade, l'Italia viaggi a una velocità diversa rispetto al resto dell'Europa. Infatti da noi il 112 è ancora collegato alle stazioni dei Carabinieri e non esiste una centrale unica per le emergenze. Peraltro l'obbligo di adottare il numero unico non è scattato l'altro ieri, ma nel 2008 e la prima condanna della Corte di Giustizia UE, con relativa sanzione (sospesa) è datata 2009. È la classica vicenda burocratica all'italiana, che ormai non ci fa né caldo né freddo. In ogni caso l'obiettivo dell'eCall obbligatoria è tanto utile quanto banale: velocizzare il più possibile l'arrivo dei soccorsi, preparandoli alla situazione che si troveranno ad affrontare

VELOCIZZARE I SOCCORSI – Per ora l'obbligo riguarda le auto private e i veicoli commerciali leggeri, ma potrebbe venire esteso pure ai mezzi pesanti, pullman turistici compresi. Sono i numeri stessi a dimostrare l'importanza di questo dispositivo. A fronte di un costo complessivo di 100 euro per ogni auto, i tempi di intervento diminuiranno del 40% in città e del 50% nelle aree extraurbane; così si potrebbero salvare almeno 2.500 dei 28.000 morti causati ogni anno da incidenti stradali in tutta Europa, che costano alla collettività 130 miliardi di euro. Tuttavia il tema della privacy diventerà senza dubbio centrale.

IL PROBLEMA DELLA PRIVACY -Il sistema eCall è stato pensato come 'dormiente', cioè con attivazione solo in caso di incidente, quando i sensori dell'auto rilevano decelerazioni di un certo tipo o quando l'automobilista richiede assistenza manualmente. Nessun tracciamento dei veicoli quindi, ma la presenza di SIM e GPS apre la strada a possibilità commerciali (anche per i ladri…) e di marketing inimmaginabili. Infatti la eCall potrà convivere con servizi di terze parti, a patto che sia sempre disponibile e che abbia priorità nell'utilizzo delle risorse. Il futuro dell'auto connessa, quindi, non sarà fatto solo da scatole nere per risparmiare sulla polizza ma di tanti servizi differenziati e personalizzabili.

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