Le tasse stritolano l'auto

Nel 2012, superati i 72 miliardi di euro di tasse sull'auto

22 luglio 2013 - 6:00

L'auto viene soffocata dalle tasse. La conferma arriva dall'Anfia (Associazione nazionale filiera industria automobilistica), secondo cui il carico fiscale sull'automotive in Italia supera i 72 miliardi di euro nel 2012.

RECORD TRISTE – Il prelievo fiscale sulla filiera automotive nel 2012 vede una crescita del 3,8% rispetto al 2011, anno in cui già si erano superati i 70 miliardi di euro (+4,8% sul 2010). A causa di una crescita più contenuta del totale delle entrate tributarie nazionali negli stessi anni (+1,7% nel 2011 e +2,6% nel 2012), la percentuale rappresentata dal prelievo sul settore è salita, passando dal 16,3% nel 2010, al 16,8% nel 2011, fino a raggiungere il 17% nel 2012. “La fiscalità automotive ha quindi, purtroppo, contribuito per un punto percentuale in più al gettito tributario complessivo in soli quattro anni (era del 16% nel 2009) – ha commentato Roberto Vavassori, presidente Anfia – e la sua incidenza sul Pil continua a essere la più elevata tra i principali Paesi europei: 4,4% contro una media del 3,3%”.

QUALI SOLUZIONI – Secondo l'Anfia, il contenimento dei costi di possesso e di utilizzo dei veicoli sono il primo importante passo da compiere per rilanciare la domanda di mobilità nel nostro Paese. Riguardo al possesso – calcola l'Anfia -, gli introiti derivanti dal superbollo introdotto nel 2011, non solo sono risultati inferiori alle attese, ma non sono riusciti a compensare il mancato gettito Iva conseguente alla pesante contrazione del mercato auto nel 2012 (-19,8%). E hanno penalizzato l'industria italiana dell'alto di gamma e delle supercar. Sui costi di gestione e utilizzo dell'autoveicolo si può intervenire, dice l'Anfia, calmierando le tariffe assicurative, arrivate ormai a livelli insostenibili, programmando una riduzione intelligente delle accise sui carburanti e incoraggiando i sistemi in grado di ridurre la congestione stradale (che costa oltre 5 miliardi di euro al Sistema Paese), con conseguente contenimento delle emissioni e dei consumi energetici.

LE MULTE DOVE FINISCONO? – Inoltre – ha concluso l'Anfia – non dimentichiamo quanto stabilisce il Codice della strada: impone che almeno il 50% dei proventi delle multe incassate dagli enti locali venga utilizzato per migliorare la sicurezza, investendo il 25% nella manutenzione stradale, il 12,5% nella segnaletica e il 12,5% nei controlli sulle strade. “Ma – dice Vavassori – non esiste un sistema di verifica di questi investimenti che gli enti locali dovrebbero mettere annualmente a bilancio. Così, a fronte di uno sforzo costante da parte dei produttori per accrescere gli standard di sicurezza dei veicoli, e ridurre l'incidentalità e la mortalità sulle strade, purtroppo le infrastrutture stradali italiane risultano ancora al di sotto degli standard europei di sicurezza, facendo perdere competitività all'Italia nel confronto internazionale”.

QUALI TASSE – Nella ripartizione del prelievo calcolata sui diversi momenti impositivi del “ciclo di vita contributivo” degli autoveicoli, il primo posto spetta alla quota di tassazione derivante dall'utilizzo dell'autoveicolo nel corso dell'anno, pari all'81,8% del gettito complessivo proveniente dal comparto per un valore di 59,5 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 2011. Una dinamica che deriva in buona parte dall'incremento dei prezzi dei carburanti – a doppia cifra per benzina e gasolio, a fronte di significativi cali dei consumi (-16% per la benzina e -9,3% per il gasolio) – su cui hanno influito soprattutto gli aumenti a più riprese delle accise e l'innalzamento di un punto percentuale dell'aliquota Iva. Al secondo posto troviamo la quota di contribuzione al momento dell'acquisto dell'autoveicolo, data dal versamento dell'Iva e dell'Ipt, pari al 9,4% per un totale di 6,87 miliardi di Euro. Infine, il possesso dell'autoveicolo rappresenta una quota dell'8,7%: 6,35 miliardi di euro derivanti dalla tassa di possesso che risulta in crescita del 7,2% rispetto al 2011 per effetto non già dell'aumento del numero di autovetture circolanti.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Frenata automatica: ancora molti limiti nei test AAA da 50 km/h

Ztl Roma orari mappa permessi

Ztl Roma oggi in centro: mappa e come funziona

Misure antismog Emilia-Romagna

Emilia-Romagna: stop diesel Euro 3 dall’1 ottobre 2022 (ed Euro 4 nel 2023)