Le strade del Sulcis sono al disastro, ma l'Anas tace

Dopo anni di sollecitazioni, i sindaci del Sulcis hanno perso la pazienza e hanno chiesto un incontro urgente al prefetto di Cagliari, che l'ha concesso quasi subito. Ma l'Anas non c'era

4 settembre 2011 - 7:30

Tra le strade più pericolose e malconce della Sardegna vi sono la statale 195 “Sulcitana”, che collega il basso Sulcis con il cagliaritano e un'altra arteria (la 131), e la statale 293 “di Giba”, che invece lo unisce all'area di Portovesme, all'Iglesiente e a Carbonia. Negli ultimi anni queste due importanti vie di comunicazione hanno visto crescere il numero d'incidenti anche per il pessimo stato in cui si trovano, che può compromettere la sicurezza stradale.

SOS PREFETTO – Come riporta il quotidiano La Nuova Sardegna, la situazione di estremo degrado delle due arterie è stata sottolineata dai sindaci dei comuni del Sulcis durante un incontro sul tema con il prefetto di Cagliari, Giovanni Balsamo, svoltosi qualche giorno fa nel capoluogo in base a una loro richiesta  avanzata da qualche settimana. Learco Fois, sindaco di Giba e presidente dell'Unione dei Comuni del Sulcis, ha dichiarato: «Da anni siamo costretti a convivere con questa situazione che ci penalizza fortemente in termini di tempi di percorrenza, ma soprattutto di sicurezza. Ci sono diversi tratti in cui le strade non raggiungono neppure la larghezza prevista dalle attuali norme del Codice della Strada». La risposta del prefetto Balsamo è stata abbastanza sollecita anche e soprattutto nell'accettare l'incontro, cosa che invece non ha fatto l'Anas che invece, a maggior ragione in quanto gestore delle strade citate, avrebbe dovuto essere presente. «Avremmo gradito che anche da parte dell'Anas ci fosse stato un riscontro altrettanto immediato ad una richiesta che ha carattere di estrema urgenza e che stiamo sollecitando da anni – ha dichiarato Fois – ma fino a oggi nessuno ci ha mai ascoltati. Di qui la nostra decisione di rivolgerci al Prefetto».

ANAS, SE CI SEI BATTI UN COLPO – Insomma, il presidente di Anas Pietro Ciucci, che appare spesso nelle cerimonie di inaugurazione di lavori stradali completati o a buon punto e nei comunicati stampa ufficiali che ne riferiscono e che anche SicurAUTO riporta, pare si sia dimenticato della Sardegna, sul cui territorio esiste una rete viaria che rientra pur sempre nelle responsabilità gestionali dell'ente che presiede. «Siamo ben consapevoli che le soluzioni non potranno essere rapidissime – ha concluso il sindaco di Giba – ma per noi sarebbe sufficiente almeno un impegno concreto da parte dell'Anas per inserire gli interventi sulle statali 195 e 293 tra le priorità del proprio bilancio e quindi dei lavori da avviare in tempi ragionevoli. Lo esigono le nostre comunità, anche per non essere penalizzate nei programmi di sviluppo economico e sociale che, con molta fatica, stiamo avviando».

2 commenti

Roberto
13:56, 6 settembre 2011

Non posso far altro che confermare quanto scritto nell'articolo. Percorro le strade del basso sulcis ogni giorno. La 195 in estate è una cosa terribile. Troppo stretta e troppo insicura per la mole di traffico dovuta al turismo presso le località balneari. Spero davvero che nel giro di pochi anni possa essere sistemata in modo adeguato

Utente
15:54, 10 settembre 2011

Il problema è drammatico, non solo per raggiungere le località del Sulcis, ma anche semplicemente per arrivare a Sarroch e Pula, distanti da Cagliari solo 30-40 km. ll che può richiedere (in auto) anche un'ora. E se in estate l'incubo peggiora causa turismo (sia nostrano che esterno), ormai il problema si presenta tutto l'anno. Tutta una serie di concause, con il passare degli anni, hanno reso la strada attuale sempre più insufficiente: prima di tutto la presenza della Saras e del relativo traffico di mezzi pesanti di ogni genere, ma anche l'aumento di persone residenti nelle tante lottizzazioni costiere, senza dimenticare la follia della realizzazione di un numero enorme di rotonde mal progettate e costruite peggio, accompagnate da impianti di illuminazione costosissimi che sono sempre spenti. In più, l'applicazione di limiti di velocità ridicoli, se rapportati alle condizioni della maggior parte del tracciato e alle caratteristiche dei veicoli moderni (molto più sicuri), diventa un alibi che permette a conducenti incapaci e in molti casi troppo in là con gli anni, di tenere in ostaggio le persone in fila dietro di loro, imponendo velocità di crociera spesso di 40 kmh, anche con traffico scarso e in condizioni ottimali. Tutta questa sbandierata “messa in sicurezza” (appunto rotonde, limiti di velocità etc) avrebbe potuto essere messa in pratica SOLO DOPO la realizzazione della nuova strada a scorrimento veloce: questa è stata la mazzata finale sull'attuale arteria, già congestionata. L'unica vera soluzione alla tortura che devono subire ogni giorno migliaia di utenti della ss 195 è la realizzazione della nuova strada. Se ne parlava da decenni, il progetto è stato rifatto e rivisto mille volte, e alla fine l'anno scorso è stato scritto sugli organi di informazione che gli iter burocratici si erano ormai conclusi, che i fondi erano già disponibili da tempo, che i lavori erano stati appaltati, e che i cantieri sarebbero stati avviati entro pochi mesi. Da allora non si è saputo più nulla, in perfetto stile “incompiuta all'italiana”. Quindi, o tutti coloro che percorrono ogni giorno la 195 si coordinano e danno vita a qualche azione di protesta seria che non possa essere ignorata (basta con quei quattro lenzuoli con gli slogan presso le rotonde) o altrimenti faremo in tempo a morire senza vedere risolti i problemi di percorrenza e sicurezza di questa strada. Fra l'altro, oltre ai disagi e ai pericoli per le persone, nel frattempo continueranno a morire ogni mese decine di poveri cani e gatti: costa così tanto, nei punti più a rischio come quelli fra la fine del tratto della galleria e il Villaggio Moratti, completare gli spartitraffico new jersey mancanti, o almeno mettere dei guardrail con doppie barre che impediscano agli animali di passarvi sotto o in mezzo e di poter attraversare? Possibile che uno debba rischiare la vita quasi ogni giorno per far spostare qualche cane dalla strada perchè non lo uccidano, o a soccorrerne altri già investiti da qualche menefreghista che non si preoccupa nemmeno di aiutarli? E' vero che la colpa di tutto questo è anche, in maggior misura, degli abitanti di case e fattorie in prossimità di quei tratti di strada, che lasciano i loro animali liberi di vagare per il circondario e di riprodursi, generando altri poveri randagi che finiscono per essere poi falciati dai veicoli. Io farei fare loro la stessa fine…
Scusate questo lungo sfogo, ma da persona che percorre ogni giorno questa strada più volte, sono veramente esasperato!!

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