La spartizione delle multe e il paradosso all'italiana

In base al nuovo Codice della Strada, il 50% delle contravvenzioni da Autovelox finirà ai proprietari delle strade per migliorarle. O forse no. In ogni caso, ci rimetterà la sicurezza. Ecco perché

19 agosto 2011 - 19:14

Il collega Maurizio Caprino de Il Sole24Ore scommette che la famosa devoluzione del 50% degli introiti delle multe ricavate dalle sanzioni Autovelox al miglioramento della rete stradale, prevista dal nuovo Codice della Strada e in attesa di decreto attuativo, non si farà mai. Motivo: inapplicabilità tecnica e beghe politiche, con in mezzo l'ostracismo degli enti locali che, abituati finora a risistemare i bilanci anche grazie ai proventi delle contravvenzioni, storcono il naso al pensiero di far lavorare i loro agenti per poi versare metà degli incassi ai proprietari delle strade. E  che per evitare ciò le stanno provando tutte, tirando per le maniche ogni giacchetta disposta ad ascoltarli.

LOGICA TROPPO “SCANDINAVA” – È probabile che Caprino abbia ragione e che la norma, nata zoppicante nel nuovo Codice della Strada, finirà nel cimitero delle buone intenzioni. Che, in effetti, erano buone e sensate. Altro non si potrebbe pensare, di una legge dalla logica inoppugnabile nel senso del buon governo della cosa pubblica: «Vi tartassiamo con le multe, ma almeno useremo parte dei ricavi per darvi strade migliori». Invece no, perché l'Italia non è un luogo dove una logica del genere, che altrove è la regola ispiratrice, possa fare molta strada. Nossignore, logica troppo “scandinava”, e noi scandinavi non siamo: nel Belpaese devono averla vinta i sabotaggi costituiti da inghippi, cavilli e campanilismi vari.

BYE BYE, SICUREZZA – E così, gli automobilisti italiani dovranno rassegnarsi a un'altra logica che, del resto, conoscono bene: quella del paradosso. Quale? Eccolo: se la riforma farà naufragio, tutto rimarrrà come prima, ossia i comuni continueranno a fare cassa grazie agli Autovelox, usando poi la cassa a loro piacimento. Una pratica, del resto, difficilissima da impedire, fino a quando saranno i comuni stessi a incassare i proventi., sulla cui entità possono poi dichiarare ciò che vogliono. Se invece la riforma alla fine si farà davvero, i comuni disattiveranno gli Autovelox installati inel loro territorio o li lasceranno andare in malora per evitare di regalare parte degli introiti ai proprietari delle strade. Insomma, niente più controlli, come già ha dichiarato di voler fare l'amministrazione di Goito (Mantova). Risultato: addio sia all'incremento della sicurezza stradale possibile anche grazie ai controlli, sia all'auspicato miglioramento della rete viaria italiana, che in molti casi non rispetta i requisiti minimi di sicurezza comunitari e che a livello europeo, secondo un recente studio di Tripadvisor, in fatto di pericolosità è seconda solo a quella della Grecia.

 

 

 

1 commento

roberto.m.
23:35, 19 agosto 2011

Eppur dovremmo imparare dagli scandinavi,nonostante abbiano un clima invernale molto severo,in Norvegia dove son stato, le strade sono perfettamente liscie asfaltate alla perfezione, nonostante la manutenzione la facciano di notte,sul discorso dei proventi multe da ridistribuire per la ns.manutenzione strade, anche per mè non sarà mai applicata,troppi interessi di cassetto e bilanci preventivi a rischio,con risultati più che visibili,cerchi piegati e ammortizzatori rotti a volontà!.La scelta dell”amministrazione mantovana sarebbe opinabile,ciò significa che anche prima della riforma i suoi rilevatori funzionavano in “maniera diversa”dalla logica preventivata dal ministero di trasporti -interno,di ciò sono perplesso.

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