Le proposte UNRAE per risollevare il mercato dell'auto

L'UNRAE propone diverse strade da intraprendere per rilanciare il mercato dell'auto in forte crisi

5 marzo 2012 - 8:00

Le notizie riguardanti il mercato dell'auto di febbraio non sono state certo positive. A oggi, l'UNRAE, che rappresenta gli importatori di veicoli esteri, sta pensando a come risolvere la situazione difficile che il nostro Paese sta attraversando e propone quattro soluzioni che riportiamo più avanti. Intanto, vediamo la situazione attuale e i prevedibili sviluppi.

CHE COSA SUCCEDE – “Dopo mesi di indifferenza, i dati delle immatricolazioni del mese di febbraio diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non hanno bisogno di ulteriori commenti”. Queste le parole di Jacques Bousquet, Presidente dell'UNRAE, in merito alle 130.661 targhe consegnate che si traducono in una flessione del 18,9% per il mercato dell'auto. Il dato risulta ancor più allarmante se utilizzato per le proiezioni dell'intero 2012, che porterebbero a una previsione di 1.370.000 immatricolazioni, con una conseguente perdita, per le casse dello Stato, di 2,3 miliardi di euro di IVA e un calo del fatturato per le aziende di 13 miliardi.

CHE COSA SUCCEDERÀ- Tutto ciò implica chiari danni per il settore dell'auto e quindi per l'intera filiera composta da case, concessionari, riparatori, produttori di componentistica e fornitori. L'UNRAE prevede che quest'anno la rete distributiva nazionale perderà circa 350 mandati e 7 mila addetti, personale altamente specializzato difficilmente ricollocabile. Il danno lo subirà anche la carta stampata, poiché gli investimenti pubblicitari saranno inferiori all'anno scorso, il che significherà anche perdita di interesse da parte dei lettori di riviste e giornali che trattano proprio di auto. UNRAE ritiene dunque che la vera crisi debba ancora arrivare.

COME REAGIRE – Per superare questo difficile momento, l'UNRAE propone di agire su più fronti a vantaggio delle famiglie e dei giovani, delle piccole e medie imprese, degli acquirenti delle auto ad alte prestazioni e dei concessionari. Ecco come.

Piano triennale di rinnovo del parco circolante

L'idea è quella di stimolare il rinnovo del parco auto attraverso un piano strutturale articolato in tre anni, con incentivi all'acquisto differenziati (anche per allinearsi agli obiettivi europei) secondo i livelli di emissioni di CO2 delle vetture. Ecco gli incentivi suggeriti, suddivisi per fasce di emissione di CO2

  • 800 euro fra 120 e 96 g/km di CO2
  • 1.200 euro fra 95 e 51 g/km di CO2
  • 5.000 euro sotto ai 50 g/km di CO2

Questo piano, secondo le previsioni UNRAE, consentirebbe di recuperare circa 230mila vendite nei primi 12 mesi. Il costo dell'operazione per lo Stato sarebbe pari a zero, poiché compensato dal maggior introito fiscale.

Per le auto aziendali, applicare le regole fiscali europee

Le auto aziendali contribuiscono alla formazione del 65% del PIL. L'idea di UNRAE è quella di adeguare il trattamento fiscale italiano a quello europeo. Attualmente, quello italiano prevede:

  • ammortamento in 4 anni contro la media europea di 2 anni
  • quota spese deducibili 40% contro il 100% in Europa
  • detraibilità IVA del 40% contro il 100% in Europa
  • tetto ammortizzabile fino a 18.076 euro contro il no limit in Europa

Maggior equilibrio per le auto ad alte prestazioni

L'ormai celebre superbollo per le auto di lusso dovrebbe far incassare allo Stato circa 168 milioni di euro, ma il calo delle vendite dei modelli per i quali va pagato, stimato al 40%, comporterà un minor gettito da IPT, IVA e bollo valutato attorno ai 105 milioni di euro. In questo caso l'UNRAE non ha però fornito una specifica possibile soluzione al problema. 

Concessionari

Le banche dovrebbero recepire le raccomandazioni di Banca d'Italia e di BCE “nell'utilizzo dei 131 miliardi, assegnati al tasso dell'1%, liberando risorse per il credito e aumentando la fiducia verso l'affidabilità degli imprenditori virtuosi”. 

1 miliardo evaso da chi non paga la tassa di possesso

In un paese come l'Italia in cui l'evasione è la norma, bisognerebbe riuscire a recuperare anche la quota di evasione della tassa di possesso, valutata in un miliardo di euro. Gli evasori sono rintracciabili grazie ai sistemi informatici e quanto recuperato potrebbe essere reinvestito per rilanciare il settore.

1 commento

bruno
17:58, 5 marzo 2012

La proposta di incentivi, così come formulata, mi sembra assolutamente inutile e teorica.
In primo luogo, non esistono ad oggi sul mercato italiano vetture che emettono meno di 50 g/km di CO2. Quindi l'ipotetico contributo di 5000 euro resterebbe inutilizzato.
In secondo luogo, le auto nuove a listino che attualmente rientrano nella fascia 51-95 g/km CO2 sono realmente molto poche rispetto alla totalità dei modelli in produzione.
Anche le vetture comprese nella fascia 96-120 g/km non sono poi moltissime e comunque riceverebbero il contributo ipotetico minimo di soli 800 euro.
La stragrande maggioranza delle vetture attualmente in commercio in Italia (e in Europa), rimarrebbe esclusa da qualsiasi forma di incentivo. Per risollevare le sorti del mercato auto in Italia, non servono provvedimenti pseudo- ambientalisti più o meno futuribili; servirebbero ben altre decisioni, a cominciare dal generale alleggerimento fiscale sul comparto auto. La pressione fiscale sull'auto (carburanti e assicurazioni comprese) ha raggiunto livelli insostenibili a causa di imposizioni governative punitive che non trovano riscontro in altri Paesi europei. Gli incentivi, lo hanno ammesso più volte le stesse Case, sono un rimedio fittizio e momentaneo che droga il mercato e non risolvono i problemi di fondo. Occore ridare ossigeno e fiducia ai consumatori, strangolati da mille tasse che poi non trovano utilizzazione a fini sociali.
Singolare inoltre che UNRAE non abbia ancora proposto nulla per risolvere il problema dei modelli gravati da superbollo. Come è lontano il 1993 quando Jaguar. Mercedes, BMW, Porsche, fecero ricorso con successo alla commissione europea contro il superbollo voluto dal governo Amato.
Inoltre non si capisce come si possa evadere oggi il bollo auto: se non si paga arriva l'ingiunzione di Equitalia che sequestra i beni ed ipoteca immobili. E questo può avvenire anche se si è in regola!

POTRESTI ESSERTI PERSO:

colonnine ricarica ue

Colonnine di ricarica con POS: la proposta del Parlamento UE

Blocco traffico Roma 4 dicembre 2022: orari e deroghe

Ricarica CCS vs NACS: la presa Tesla è “rischiosa” per i Costruttori