Le Prefetture invitano i comandi di Polizia ad essere più trasparenti nell’utilizzo degli aut

Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA sulla scia del lodevole esempio lanciato con la circolare della Prefettura di...

8 maggio 2009 - 9:37

Il componente del Dipartimento Tematico “Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA sulla scia del lodevole esempio lanciato con la circolare della Prefettura di Chieti del 24.4.2009 che ha fatto chiarezza sull’utilizzo dei dispositivi e mezzi tecnici di controllo del traffico, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni delle norme di comportamento di cui agli artt. 142 e 148 del D.L.vo 30.4.1992, n. 285 e succ. modd. e integrazioni, senza obbligo di contestazione immediata della violazione, invita tutti i comandi di Polizia Municipale ad adottare la massima trasparenza nell’utilizzo degli apparecchi di rilevazione della velocità.

Giungono infatti quotidiane lamentele da parte di automobilisti sull’utilizzo di strumenti di rilevazione della velocità nascosti come delle vere trappole o trabocchetti. Tale procedura oltre che violare norme del Cds mette spesso a rischio l’incolumità degli utenti della strada che sorpresi dalla improvvisa presenza in carreggiata di apparecchi tipo autovelox con agenti seminascosti azzardano, in non rari casi, manovre pericolose per evitare salate multe la decurtazione di punti o il ritiro della patente.

In particolare ed in riferimento alle disposizioni contenute nella legge 2.10.2007, n. 160, di conversione del D.L. 3.8.2007, n. 117, è stata richiamata l’attenzione dei comandi di polizia locale sull’obbligo della preventiva e ben visibile segnalazione delle postazioni di controllo sulle reti stradali, ad eccezioni dei dispositivi installati a bordo di veicolo che misurano la velocità in maniera dinamica, ovvero “ad inseguimento”, e del rispetto delle distanze regolamentari delle postazioni.

Inoltre, è stato precisato che i rilevamenti eseguiti ai sensi dell’art. 201, comma 1-bis, lett. e) del C.d.S non necessitano di autorizzazione prefettizia, ma restano comunque obbligatori: 1) la preventiva segnalazione dell’uso delle apparecchiature; 2) la gestione diretta delle stesse da parte degli organi di polizia stradale, che debbono in ogni caso far sì che siano ben visibili, che siano inoltre presidiate e con piena disponibilità.

Il Prefetto auspica che i controlli vengano eseguiti nel pieno rispetto delle norme e che possano rafforzare il rapporto cittadino-istituzione, improntandolo ad uno spirito di fattiva collaborazione, trasparenza e fiducia, evitando, invece, quei comportamenti che possano generare sospetti e perplessità sul corretto operato della P.A.

Sembra pertanto opportuno riportare di seguito la nota della Prefettura di Chieti con la certezza che possa estendere la sua forza persuasiva a tutto il territorio nazionale.

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