Le compagnie petrolifere e i prezzi “segreti” dei carburanti

Giungono segnalazioni su comportamenti disinvolti delle stazioni di servizio sulle campagne che prevedono, in certi orari, uno sconto sui carburanti. Vero, ma c'è di peggio

6 settembre 2011 - 8:00

Alcuni lettori hanno riferito a SicurAUTO di essersi accorti di un presunto “trucco” praticato dalle stazioni di rifornimento Agip, che consisterebbe nel reclamizzare uno sconto di 10 centesimo al litro sui prezzi dei carburanti erogati il sabato, la domenica e durante l'oriario di chiusura degli impianti, ma di praticare poi uno sconto effettivo di fatto inferiore a quello reclamizzato.

IL “GIOCHETTO” – In pratica, il trucco consisterebbe nel calcolare lo sconto partendo dal prezzo più alto praticato, cioé quello in modalità “servita” (dal personale, in pieno orario d'apertura) e non da quello, sensibilmente più basso, che si paga, sempre durante gli orari normali, rifornendosi in modalità “self service”. In questo modo, l'utente resterebbe convinto di risparmiare davvero 10 centesimi al litro quando si rifornisce da solo negli orari di chiusura del distributore, mentre il risparmio vero sarebbe invece più o meno dimezzato: 4 o 5 centesimi al massimo. Questa errata convinzione sarebbe inoltre favorita dal fatto che durante gli orari di chiusura i cartelli con i prezzi scontati praticati durante quelli di apertura vengono di solito rimossi, mentre restano esposti quelli che reclamizzano il prezzo “-10”, un'esca ghiotta per chi cerca in tutti i modi di difendersi dal caro-benzina. Insomma, una bella confusione, magari in qualche caso voluta dal gestore dell'impianto, nella quale un consumatore particolarmente attento potrebbe vederci chiaro e smascherare l'espediente solamente “appostandosi” nei pressi del distributore per annotare i differenti prezzi praticati durante gli orari di apertura e di chiusura, un'operazione che però, ovviamente, non effettua nessuno.

TRUCCO, NON TRUFFA – Intanto, è meglio parlar chiaro e dire subito che, dando per buone le segnalazioi, la rete Eni-Agip non è certo la sola ad alimentare tali “confusioni” così come non è la sola a praticare sconti sui rifornimenti in stazioni non presidiati. Inoltre, comportamenti del genere possono essere ritenuti poco trasparenti, ma certo non illegali. Infatti, se un automobilista scrupoloso si preoccupasse di approfondire la faccenda dello sconto, troverebbe esposto, da qualche parte nella stazione di servizio (o comunque sul sito delle compagnie), un avviso che suona più o meno così: «Lo sconto si calcola a partire dal prezzo del carburante “servito” depositato presso il Ministero dello Sviluppo Economico». Una dicitura che mette al riparo sia il gestore, sia la società petrolifera dall'eventuale accusa di pratiche commerciali opache o addirittura contrarie al Codice del Consumo.

IL MINISTERO CUSTODISCE UN SEGRETO – Un consumatore al limite della pignoleria potrebbe anche chiedere al gestore di mostrargli il famoso “prezzo depositato presso il ministero della Sviluppo Economico”. Ne avrebbe tutti i diritti, poiché quello è l'unico modo di accertare se il gestore offre almeno un vero sconto di 10 centesimi secondo quanto afferma la pubblicità. Tuttavia, il gestore gli risponderebbe, probabilmente sorprendendolo, che quel prezzo non può essere comunicato. Questo è il bizzarro effetto di un'istruttoria (la n° I681, oggetto del provvedimento n° 16370 del 18 gennaio 2007) avviata in passato dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato riguardo all'eventuale costituzione di un “cartello” dei prezzi tra le compagnie petrolifere. Insomma, di un'attività contraria alla libera concorrenza della quale in Italia si parla spesso riferendosi ai prezzi dei carburanti (e ne parla, talvolta a sproposito, anche la stampa automobilistica ritenuta più autorevole), senza però mai riuscire a dimostrare che tale attività esiste davvero, né tanto meno a ostacolarla. Una delle perplessità manifestate dal Garante nel 2007 era quella che la diffusione pubblica dei prezzi “consigliati” dai petrolieri ai gestori degli impianti di rifornimento potesse costituire un mezzo di scambio d'informazioni tra le compagnie stesse, cioé un'attività utile a facilitare, tra di loro, proprio la costituzione e il mantenimento di accordi sotterranei anti-concorrenziali a danno dei consumatori. L'istruttoria era sfociata in un successivo provvedimento (il n° 17041 del 16 luglio 2007) con il quale il Garante aveva accolto e pubblicato gli impegni e le attività delle compagnie stesse (tra le quali l'Agip, di proprietà Eni) atti a evitare proprio la costituzione dei famosi “cartell”. Tra questi impegni, le compagnie avevano dichiarato di voler inviare una comunicazione al ministero dello Sviluppo Economico in cui gli veniva chiesto di non rendere più pubblici i prezzi “consigliati”, che d'ora in poi avrebbero dovuto essere trattati come dati riservati utili ai soli fini statistici interni. Il ministero aveva accettato e il segreto rimane tuttora.

IL PARADOSSO ITALIANO – Da qui, un incredibile paradosso dal sapore tipicamente italiano: da un'attività d'indagine del Garante (che è un organo dello Stato chiamato proprio a reprimere tutte le attività che non favoriscono la concorrenza e quindi danneggiano i consumatori) è scaturito un suggerimento delle compagnie petrolifere (tra le quali quella statale) a un altro organo dello Stato (il ministero, appunto) che, una volta adottato, ha danneggiato e danneggia i consumatori, perché nasconde loro le informazioni sui prezzi la cui non conoscenza impedisce di fare confronti e di rendersi conto se le pratiche commerciali messe in pratica dalle reti dei benzinai sono trasparenti oppure no. Sembra logico e sensato che proprio la massima trasparenza sulla composizione dei prezzi dei carburanti e sui vari passaggi dalla produzione al consumo sia una delle possibili armi efficaci per favorire la concorrenza e scoraggiare i comportamenti scorretti. Ma in questo caso il ragionamento è stato esattamente quello opposto. E, per concudere, è incredibile che si sia ritenuto che rendere segreti ai consumatori i prezzi “consigliati” dei prodotti petroliferi possa davvero servire a ostacolare i “cartelli”, veri o presunti, tra le compagnie. Le quali, se volessero davvero costituire i loro “cartelli”, tali dati se li passerebbero tranquillamente tra di loro. In segreto, ovviamente.

1 commento

Andrea
21:17, 6 settembre 2011

Non sono d'accorso. Sia esso che eni precisano che lo sconto è riferito al servito (ed è anche ovvio, esiste un prezzo ufficiale per gli orari di chiusura?). Inoltre, se trovo la benzina a 1,52 ?/L lo considero un'occasione, non certo un giochetto.
A tutela dell'automobilista, le due compagnie pubblicano sul proprio sito le liste dei gestori aderenti: se questa non è trasparenza…
http://travel.eni.com/it_IT/promotions/iperself-10.shtml
http://www.esso.com/Italy-Italian/PA/news_releases_sconti_4luglio.aspx

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