Le aste di veicoli usati: ecco come funzionano

L'altro ieri s'è svolta nell'area della Malpensa una grande asta di oltre 314 veicoli usati. SicurAUTO c'era e vi racconta com'è andata

31 maggio 2012 - 6:00

Tra gli operatori del settore il meccanismo delle aste online di vetture usate è ben conosciuto e sono parecchi i commercianti d'auto, concessionari o semplici salonisti, che si riforniscono di esemplari d'occasione acquistandoli all'asta per poi rivenderli nei loro automercati. I grandi operatori dell'autonoleggio, del resto, con questo strumento razionalizzano la commercializzazione dei veicoli ritirati dal servizio nella flotta. Il responsabile del remarketing di una grande società di noleggio con sede a Roma, per esempio, ha dichiarato a SicurAUTo che circa il 30% dei suoi veicoli viene piazzato attraverso le aste.

I SIGNORI DELLE ASTE – Quali sono i protagonisti di questo particolarissimo settore del mercato dell'auto? Nel nostro Paese, la più grande società del settore è Manheim Italia, che fa parte del mega-gruppo americano Cox Enterprises. A livello mondiale, il ramo d'azienda conta 26mila dipendenti che operano da 122 sedi e nel 2010 ha intermediato oltre 10 milioni di veicoli usati per un valore superiore ai 50 miliardi di dollari. In Italia, invece, Manheim (che ha sede a Lonate Pozzolo, nei pressi dell'aeroporto della Malpensa) ha venduto nel 2011 circa 10mila veicoli per un valore unitario medio di 7.500 euro. Alle spalle di Manheim, in Italia, c'è BAC (British Car Auction), un'azienda britannica che opera su base europea (dove dichiara di essere la n° 1) intermediando nel vecchio continente circa un milione di veicoli l'anno. La sua sede italiana è vicino a Lodi, ma non è nota la quantità di vetture piazzate annualmente nel nostro Paese.

I SEGRETI DEI BATTITORI – Ma come funziona un'asta di automobili? Per scoprirlo nei dettagli, SicurAUTO ha chiesto a Manheim di essere invitata a una di quelle che, per gli standard italiani, può essere definita piuttosto grande poiché prevedeva l'offerta, in una sola giornata, di 314 esemplari di vetture e veicoli commerciali (contro una media consueta di 120-150) provenienti da grandi società di noleggio a breve-lungo termine e di leasing, ma anche da singole concessionarie. L'asta è iniziata alle 11 del mattino di ieri, 30 maggio, terminando verso le 15 e si è tenuta, come sempre, in doppia modalità, fisica e online. In altre parole, sono intervenuti fisicamente 63 commercianti provenienti da ogni parte d'Italia, mentre altri 90 hanno fatto le loro offerte (ciascun rilancio vale 100 euro) collegandosi al sito internet di Manheim.

SOLO PER GLI ADDETTI AI LAVORI – Per la partecipazione a un'asta, i commercianti presenti dispongono di un codice a quattro cifre stampato su un cartoncino in formato A4 che devono sollevare e mostrare quando intendono rilanciare, mentre chi è collegato online rilancia premendo l'apposito tasto sul sito. La registrazione al portale, gratuita, è ovviamente obbligatoria ed è riservata agli operatori del settore: i privati non possono partecipare alle aste. I rilanci online sono visibili su un monitor orientato verso i commercianti, oltre che sui PC degli assistenti del battitore. La sequenza di vendita è rapidissima e dà all'intera sessione un andamento davvero frenetico: il destino di ogni vettura si decide di solito in pochi secondi, in rari casi in un minuto, durante i quali le auto, che sfilano una per una davanti ai commercianti guidate dagli addetti, trovano il loro compratore oppure vengono ritirate perché non hanno ricevuto offerte. C'è anche la possibilità che il veicolo venga collocato nel cosiddetto status “provisional”, ossia assegnato all'acquirente in via provvisoria. Ciò avviene quando l'offerta massima non raggiunge il prezzo minimo che il venditore vorrebbe ottenere, e che è conosciuto solo da lui e dal battitore. In questo caso, la trattativa prosegue dopo l'asta vera e propria e si conclude positivamente solo se il venditore accetta il prezzo di aggiudicazione oppure se il compratore acconsente a pagare qualcosa in più di quanto aveva offerto. Solitamente, però, com'è in effetti avvenuto ieri, tutte le trattative “post-provisional” si concludono, positivamente o negativamente, in giornata.

COMPENSO AD ESITO RAGGIUNTO – Tutte le aste fisiche presso la sede di Manheim si tengono il mercoledì e vengono proposte anche online, ma ci sono anche aste che avvengono esclusivamente online, più volte al giorno e anche nei giorni festivi: gli interessati fanno le loro offerte che vengono visionate dagli addetti il primo giorno di lavoro utile. Il compenso per la casa d'aste è ad esito raggiunto, ossia per macchina effettivamente venduta, ed è differenziato a seconda che l'asta sia fisica oppure online: nel primo caso va da meno di 200 a 300 euro più Iva per vettura, nel secondo da poco più di 200 a meno di 350 euro. Qualora le vettura non trovi compratori, il venditore deve riconoscere a Manheim solo 10 euro più Iva per la compilazione della scheda di perizia e il suo l'inserimento, insieme alla documentazione fotografica, nel sistema di gestione dell'asta, più altri 8 euro per il lavaggio interno ed esterno al quale ogni auto viene sottoposta prima di essere esposta ai compratori. Durante l'asta alla quale abbiamo assistito sono stati piazzati 177 veicoli sui 314 presentati (il 56,5%), dei quali 57 sono stati acquistati dai commercianti presenti fisicamente all'asta (il 32,2%) e gli altri 120 (il 67,8%) in modalità online. Tra i 136 veicoli rimasti invenduti c'era anche una Porsche 911 S gialla del 1975, offerta con una base d'asta di 17mila euro.

C'È ANCHE L'ASTA “ON SITE” – Manheim organizza frequentemente anche delle aste presso i concessionari, svolte anche in modalità online. Per rendere possibile la cosa il personale dell'azienda si reca direttamente sul luogo con un furgone Mercedes Sprinter appositamente allestito con la postazione del battiture e una batteria di computer, server, monitor, microfoni, telecamere e quant'altro serve per portare a termine l'attività. Un'ultima curiosità riguarda il lavoro del battitore, che nel corso di una singola asta, la quale dura in media un paio d'ore o poco più, deve alternarsi con un collega. Il ritmo al quale le vetture si susseguono, infatti, è così incalzante che (l'abbiamo verificato di persona) una sola ora di lavoro può mettere a dura prova le corde vocali e le energie di chiunque.

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