Auto elettrica: la “guerra delle spine” per lo standard europeo

Chi produrrà il connettore standard per l'auto elettrica europea? La battaglia infuria e vede confrontarsi l'industria dell'auto tedesca e quella francese. Con l'italiana che sta a guardare.

7 dicembre 2010 - 8:30

Durante il Motor Show di Bologna l'imponente apparato mediatico che ci convincerà (forse) ad acquistare in futuro una vettura elettrica ha dimostrato di girare a pieno regime. Dietro le quinte del marketing e delle carrozzerie scintillanti, però, è in corso una guerra silenziosa, ma non meno cruenta di quella che le case automobilistiche combattono quotidianamente per accaparrarsi quote di mercato.

LA GUERRA – È la “guerra delle spine”, che vedrà come vincitore chi riuscirà a imporre il proprio standard per le connessioni che collegheranno le elettrovetture alle colonnine di ricarica. Si potrebbe parlare di due competizioni distinte, quella relativa al connettore da collocare sull'auto e quella che invece riguarda il dispositivo inglobato nella colonnina. In realtà il primo problema è una scaramuccia d'importanza relativamente trascurabile, e la vera battaglia imperversa intorno al secondo. Diciamo subito che negli Usa e in Giappone non si sono posti il problema del connettore lato colonnina perché si è preferito dotare le stazioni di ricarica pubbliche di un cavo incorporato che possiede solo una “spina” lato veicolo. Questa soluzione però non è piaciuta alla Commissione Europea che, forse preoccupata dal problema vandalismo (un cavo in vista è facilissimo da tagliare), ha deciso di adottare delle colonnine senza cavo integrato e dotate di un connettore standard la cui definizione è in corso in questi mesi e intorno al quale s'è accesa la battaglia. Dal lato veicolo, invece, si potranno avere diversi connettori che ogni casa automobilistica potrà scegliere liberamente, purché rispettino alcuni standard di comunicazione auto-colonnina. Questa mancanza di standardizzazione lato veicolo potrebbe portare ad una specie di “giungla” dei connettori sicuramente sgradevole per i clienti finali.

LE “SPINE” IN COMPETIZIONE – In Europa, come già detto, la guerra delle spine è in pieno svolgimento e nell'arena dei produttori di connessioni elettriche si fronteggiano attualmente due contendenti: il connettore definito “Mennekes” e quello ” EV Plug Alliance “. Il primo è stato sviluppato dall'omonima azienda tedesca ed è un connettore trifase per tensioni fino a 500V-63A (ma può funzionare anche con correnti inferiori) nato per soddisfare le esigenze di carica rapida e per la modalità “fast grid”, cioè che supporta il trasferimento di energia nei due sensi, dalla colonnina alla vettura e viceversa (utile per aiutare la rete elettrica a gestire i “picchi” di corrente durante eventuali periodi di sovraccarico). Il connettore sviluppato dal consorzio EV Plug Alliance (del quale fanno parte l'italiana Scame Parre e le aziende francesi Schneider e Legrand), è disponibile in tre versioni sino alla variante per la ricarica rapida, che è una trifase 500V 32A ed è l'unica ad adottare gli shutter, delle speciali protezioni (presenti da su entrambi i connettori del cavo) in grado di evitare che chiunque possa toccare accidentalmente i fili o infilare nella presa qualche corpo estraneo (protezione IPXXD). Condizione essenziale per rendere sicura la spina quando è l'auto a cedere energia alla rete.

MERKEL VS SARKOZY – Perché è scoppiata la “guerra delle spine”? Ovviamente per il business, che è di quelli appetitosi, se si considera che il costo medio di una singola colonnina è oggi ipotizzabile in circa 2 mila euro e che in Europa ne verranno installate decine e, in futuro, centinaia di migliaia. Insomma, un affare da miliardi di euro. Ma oltre al denaro, c'è anche qualcosa di più: l'orgoglio nazionale e il desiderio di far prevalere la soluzione che porta su di sé il marchio del proprio sistema-paese. Infatti, dietro i due rivali, Mennekes e EV Plug Alliance, si fronteggiano rispettivamente l'industria automobilistica tedesca (cioè il cancelliere Angela Merkel) e quella francese (ovvero il premier francese Nicholas Sarkozy). L'Italia, invece, ancora una volta non ha saputo fare “sistema” e non ha supportato adeguatamente la nostra Scame Parre che, tra le altre cose, è stata la prima azienda ad omologare oltre 12 anni fa un connettore dedicato alla ricarica dei veicoli elettrici, oggi standard riconosciuto per ricarica lenta. Insomma, alla faccia dell'Europa unita e dell'ormai dimenticato asse franco-tedesco, la “guerra delle spine” infuria senza tregua e alla vigilia della commercializzazione su vasta scala dei veicoli elettrici un vero vincitore ancora non c'è.

IL CHADEMO, UNO STANDARD DI FATTO – Per quanto riguarda la ricarica “iper veloce” la guerra in realtà non si è praticamente combattuta. Si è affermato uno standard giapponese chiamato CHAdeMO, che nella lingua che si parla nel Paese del sol levante significa letteralmente “prendi un the”. Il concetto è che in pochi minuti (5-10), giusto il tempo di sorseggiare un the, la colonnina ricaricherà completamente, o quasi, le batterie dell'auto. Ma questa opportunità si potrà avere solo dal “distributore” che installerà presso la propria area colonnine da 50Kw o più dotate appunto del CHAdeMO.

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