L'auto connessa come Facebook: chi garantirà la privacy dei dati?

Le auto intelligenti potranno comunicare tra loro ma il guidatore saprà cosa si dicono?

13 ottobre 2014 - 9:00

C'era una volta l'auto in cui si poteva entrare, chiudere i finestrini e trovare quella riservatezza per una conversazione al riparo dal frastuono della città, ma anche da orecchie e occhi indiscreti. Una fiaba che potrebbe concludersi con l'avvento della connettività tra le auto intelligenti, capaci di memorizzare le abitudini del guidatore per rendere più confortevole e sicura la sua permanenza a bordo. Un'enorme quantità di dati che inconsapevolmente il possessore mette a disposizione della Casa costruttrice quando acquista l'auto nuova. E se questi dati finissero nelle mani sbagliate? Chi garantirà la privacy degli occupanti quando il sistema di connettività eCall sarà obbligatorio anche in Europa?

QUANTA CONFIDENZA PRETENDE LA TECNOLOGIA? – Con il progresso tecnologico ci siamo abituati velocemente ad utilizzare dispositivi e servizi che per funzionare richiedono la condivisione di dati personali. E' un compromesso così frequente, soprattutto con le app degli smartphone, che quasi nessuno ormai ci fa più caso e anzi, preso dalla smania o dalla necessità di essere sempre aggiornato e connesso, nemmeno legge fino in fondo l'autorizzazione al trattamento dei dati personali. Vi siete mai chiesti – ad esempio – prima di dare l'assenso, perché mai un'applicazione per il ritocco delle foto scattate dovrebbe avere l'accesso al microfono dello smartphone? Finché si tratta di servizi di intrattenimento non indispensabili, c'è sempre la possibilità di rifiutare ma quando l'auto connessa sarà in rete con altre auto o infrastrutture, avremo ancora la facoltà di scegliere consapevolmente con chi condividere le nostre abitudini? L'interrogativo è lanciato dal Touring Club Svizzero, che mette in evidenza la necessità di una maggiore trasparenza e tutela nei confronti dell'automobilista.

L'eCall PUO' SALVARTI LA VITA MA ANCHE SAPERE TUTTO DI TE – ABS, GPS e Internet sono oramai parte della dotazione standard di un'auto moderna. Una fitta rete di cavi collegano il  computer di bordo, le telecamere per la frenata automatica e i sensori che assistono nella guida e sorvegliano conducente e veicolo. Questi sistemi informatici si autogestiscono e controllano l'intero funzionamento dell'auto – ricorda il TCS. Comunicano direttamente con il conducente o, in caso di incidente con il mondo esterno, come il sistema di chiamata urgente “eCall”, che trasmette automaticamente a una centrale d'intervento i dati del veicolo e la sua posizione. Il sistema può salvare molte vite umane dimezzando i tempi d'intervento dei soccorritori, per questo diventerà obbligatorio da ottobre 2015 su tutte le nuove automobili immatricolate nell'UE. Il TCS si sofferma proprio sul rischio che molti utenti possano autorizzare inconsapevolmente terze parti tramite clausole di contratto, ad utilizzare informazioni come gli spostamenti più frequenti, lo stile di guida, ecc. senza avere alcun controllo sugli stessi. Se le previsioni dei tecnici svizzeri vi sembrano troppo allarmanti, dovete sapere che due ingegneri americani hanno sfruttato proprio il sistema eCall per rubare l'auto con un semplice pc.

IL RISCHIO E' SCEGLIERE TRA TUTTO E NIENTE – Questi dati, sostiene il TCS, non rimangono solo nel computer di bordo ma possono essere letti dai Costruttori e dai rivenditori tramite le apparecchiature in dotazione alla rete di assistenza mentre il consumatore non ha alcuna certezza sul dettaglio dei dati raccolti e sulla loro elaborazione. Il club svizzero invece chiede che i dati siano di proprietà del consumatore e che egli sia informato in modo trasparente sulla possibilità di autorizzarne il trattamento solo con un consenso esplicito. Al legislatore è indirizzato l'invito a controllare che il rifiuto alla condivisione dei dati personali non si tramuti in una restrizione sull'offerta dei servizi. Insomma, se doveste provare l'emozione di comprare un'auto nuova da ottobre 2015, ci sarà da tenere gli occhi bene aperti alle scartoffie che firmate in preda alla voglia di portare a casa il vostro nuovo acquisto.

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